Milan, parla Cardinale: “Senza Champions è un fallimento. Tante polemiche e falsità su di noi”

Gerry Cardinale
Gerry CardinaleČTK / imago sportfotodienst / STUDIO FOTOGRAFICO BUZZI SRL

Dopo settimane di scivolate e contestazioni, Gerry Cardinale sceglie di esporsi in prima persona: il proprietario rossonero, irritato dalle polemiche e deluso dal crollo della squadra, parla di fallimento in caso di mancata Champions, difende la sua ambizione e chiede compattezza ai tifosi: "Proviamo a sostenere i nostri ragazzi"

A Milanello l’aria è cambiata. Non è solo la classifica a raccontarlo, né la serie di risultati che ha incrinato un percorso che sembrava solido. È la voce del proprietario, Gerry Cardinale, a segnare il punto di svolta: una voce che raramente si espone, ma che oggi decide di uscire dal silenzio per riportare ordine in un ambiente che negli ultimi giorni ha oscillato tra frustrazione e contestazioni.

Il patron rossonero è arrabbiato, deluso, determinato. E soprattutto, vuole che il messaggio arrivi forte: il Milan non può permettersi di deragliare proprio ora.

“Come sa, di solito non concedo interviste - esordisce a La Gazzetta dello Sport -, penso che le parole valgano poco, sono i fatti a dover parlare. Ma capisco che, in un momento come questo, sia giusto dare un messaggio chiaro”.

Negli ultimi due mesi, il Milan ha visto dissolversi la sicurezza costruita per gran parte della stagione. La squadra di Allegri - o meglio, “Max”, come Cardinale lo chiama più volte - è passata dal duello Scudetto a un finale di campionato in apnea. E il proprietario non si nasconde: “Max e la squadra hanno fatto un ottimo lavoro per quasi tutto il campionato… e poi nelle ultime cinque partite stiamo rischiando di gettare al vento la stagione. Ora siamo concentrati nel vincere le ultime due partite ma, devo dire, agiamo dentro un contesto non facile: tante polemiche e tante falsità. Francamente sono un po’ deluso”.

“Non sono contento, ovvio. Max non è contento, i giocatori non sono contenti. Vincere resta la priorità e vi posso assicurare che tutti vogliono vincere. Non aver vinto lo Scudetto è una delusione, se non entriamo nelle prime quattro è un fallimento. Abbiamo avuti molti infortuni, adesso per esempio Modric è fuori: è lo sport. Non si può sempre vincere, anche se il Milan dovrebbe, quando non lo fa è un fallimento”. 

Il proprietario rossonero non si sottrae alle critiche, anzi le affronta frontalmente. Una in particolare lo irrita: quella secondo cui sarebbe più interessato ai conti che ai trofei. “Mi interessa solo il denaro e non vincere? È assurdo… Io ho sempre vinto”, ribadisce.

E aggiunge: “Questa idea che io farei una cosa senza l’obiettivo di essere i numeri uno e di vincere con continuità (e sottolineo con continuità, concetto che sfugge sempre) è ridicola. Ma appunto devono essere i risultati a parlare e quando le prestazioni non raggiungono il loro potenziale come adesso, sono decisamente agitato. Io non alleno, non segno gol, non difendo, ma posso fare la mia parte: la mia parte è fornire le risorse finanziarie perché possiamo continuare a schierare una squadra vincente, non solo in Serie A, ma, si spera, anche in Europa. Questo è il mio lavoro, e sono piuttosto bravo a farlo”.

L'invito ai tifosi: "Sosteniamo i ragazzi invece di buttarli giù"

Poi, quasi a voler riportare tutti a un principio che considera fondamentale, affonda: “Provengo da una cultura in cui, quando qualcuno inciampa, lo aiutiamo a rialzarsi, non cerchiamo di cancellarlo”.

È un invito diretto ai tifosi, che nelle ultime settimane hanno espresso tutta la loro frustrazione. Cardinale non li giudica, ma chiede compattezza: “Non biasimo i tifosi per essere arrabbiati, sono arrabbiato anch’io. Sono appassionati quanto me. Ma proviamo a sostenere i nostri ragazzi, invece di buttarli giù. Io provo un senso di responsabilità enorme, quando non siamo all’altezza e vedo la reazione dei tifosi la prendo molto sul personale, sono sconvolto. Mi entra sottopelle e sento un enorme obbligo di sistemare le cose con un’urgenza che nessuno dovrebbe mettere in discussione. Mi sveglio ogni mattina con il desiderio di vincere e con un profondo senso di delusione e frustrazione quando non ci riusciamo”.

Il mercato, gli errori, la struttura da rifare

Il proprietario non si sottrae nemmeno all’autocritica. “Nelle ultime tre stagioni, abbiamo speso più di qualsiasi altra squadra della Serie A sul mercato. Ora, magari non abbiamo speso al meglio. Mi do un voto più alto per i soldi che ho messo che per come li abbiamo spesi. Dobbiamo fare un lavoro migliore in modo che ci sia una correlazione diretta tra la spesa e le vittorie. Non ci siamo ancora riusciti. Non abbiamo fatto un buon lavoro e lo sistemeremo. Dobbiamo esaminare la struttura e la parte calcistica e collaborare con lo staff tecnico e il direttore sportivo per capire come possiamo lavorare meglio insieme”.

"Cerchiamo sempre di far evolvere la nostra organizzazione. Quindi sì, tutti dovrebbero aspettarsi che ogni stagione, ma in particolare in quelle in cui le prestazioni sono inferiori alle aspettative, tutto venga rivalutato e io rivaluterò tutti e tutto quest’estate. Dedicherò tutta la mia estate a questo, dovreste dare per scontato che ci sto già riflettendo, sennò non farei il mio lavoro. Vediamo come finiremo, poi mi siederò... Mi sono già seduto con Max, abbiamo parlato di molte cose. Ci metteremo al lavoro una volta che la stagione sarà finita; ora non è il momento di parlarne”. 

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