È un Sinner no limits. Dopo l'eliminazione in semifinale all'Australian Open contro Djokovic, l'altoatesino è diventato ingiocabile con un'imbattibilità di 29 partite mettendo a segno un filotto di cinque Masters 1000 consecutivi con Indian Wells, Miami, Madrid, Monte Carlo, Roma e completando così a 24 anni il Career Golden Masters. Quali altri obiettivi può porsi ora l'altoatesino?
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Primo obiettivo: Career Grand Slam
Complice l'infortunio di Alcaraz, l'altoatesino dopo le collane di diamanti può puntare al gioiello della corona: l'unico Slam che gli manca, il Roland Garros, sfuggitogli lo scorso anno proprio per mano dello spagnolo dopo un epilogo "drammatico" in finale, con due set di vantaggio e tre match point non sfruttati nel quarto set. Quest'anno potrebbe essere la volta buona per riuscire a riportare in Italia il prestigioso Major parigino 50 anni dopo il trionfo di Panatta nel 1976, bissando così anche l'anniversario di Roma.
Uno Slam che vale doppio perché con il Roland Garros Sinner, che ha già in bacheca due Australian Open (2024, 2025), un Wimbledon (2025) e uno Us Open (2024), completerebbe il Career Grand Slam, un'impresa riuscita finora solo a nove tennisti nella storia: insieme ad Alcaraz, il più giovane a riuscirci a 22 anni e 276 giorni, Rafa Nadal, Don Budge, Rod Laver, Roy Emerson, Fred Perry, Andre Agassi, Roger Federer e Novak Djokovic.
Secondo obiettivo: le settimane di permanenza al n.1
Con la vittoria agli Internazionali e l'assenza di Alcaraz dai tornei, Sinner ha allungato ulteriormente il suo vantaggio in testa alla classifica Atp, con un ranking di 14.700 punti contro gli 11.960 del murciano.

L'altoatesino inizierà oggi la 72ª settimana da numero 1, raggiungendo così Edberg all'undicesimo posto di questa speciale classifica, ma è già certo di restare in cima al ranking anche dopo Wimbledon indipendentemente dai risultati, pertanto eguaglierà anche le 80 settimane da numero 1 di Lleyton Hewitt, al decimo posto, e a dicembre - Alcaraz permettendo - potrebbe riuscire ad agganciare le 101 settimane di Andre Agassi.
In testa alla classifica dei primi dieci c'è, apparentemente irraggiungibile, Novak Djokovic con ben 428 settimane, seguito da Roger Federer con 310, Pete Sampras con 286, Ivan Lendl con 270, Jimmy Connors con 268, Rafael Nadal con 209, John McEnroe con 170, Bjorn Borg con 109, e appunto Andre Agassi con 101 e Leyton Hewitt con 80.
Avversari? Solo uno fermo ai box
È indubbio che l'unico avversario al mondo in questo momento si chiami Carlos Alcaraz, e gli altri possono raccogliere solo le briciole che il 24enne di Sesto potrebbe lasciare per strada in caso di eventuali problemi fisici, perché in condizioni normali tra lui e il resto del circus c'è un abisso.
Zverev, il più alto in classifica dopo il binomio Sinner-Alcaraz, nonostante sia stato finalista nel 2024 a Parigi, non batte Sinner dal 2023. Per il resto, a parte qualche caduta straordinaria come contro Jakub Mensik nell'Atp 500 di Doha, forse solo Daniil Medvedev a Indian Wells e a Roma è riuscito a mettere un po' in difficoltà l'azzurro, costringendolo a due tie-break in California e al terzo set al Foro Italico. Anche lui però non lo batte dai quarti di finale di Wimbledon del 2024, e la terra battuta non è storicamente una sua specialità.
Insomma, condizioni di forma permettendo e con Alcaraz ai box, Sinner ha la strada spianata, ed è difficile prevedere anche solo qualche incertezza nel cammino del caterpillar altoatesino.
