Dopo Parigi, Indian Wells, Miami, Monte Carlo e Madrid, Jannik Sinner vince anche a Roma (per la prima volta) conquistando il suo sesto 1000 consecutivo.
Il Golden Masters, per l'azzurro, è arrivato contro uno specialista della terra rossa come Casper Ruud, che ha ceduto col punteggio di 6-4, 6-4.

Partenza ad handicap
Contrariamente a quanto accade di solito, l'inizio di Sinner è negativo: Ruud con un parziale di 8-1 sale subito 2-0 grazie ad un break, ma non riesce a mantenere il vantaggio ottenuto.
Il numero 1 del mondo infatti reagisce subito e opera il controbreak evitando così di far scappare l'avversario: si torna dunque subito on serve con l'azzurro che sembra più centrato, pur regalando qualcosa di troppo.
In equilibrio, i due tennisti avanzano a braccetto fino al 4-4 con l'azzurro trascinato dal servizio e lo scandinavo che però resiste alla grande, anche nel settimo game giunto fino ai vantaggi.
Il nono gioco però è quello buono per andare in vantaggio per la prima volta nel match: questa volta il tennista di Sesto punta sulle palle corte, che sorprendono il rivale e lo conducono al secondo break.
Sul 5-4 Sinner non concede niente, e con uno smash archivia il primo set dopo 49 minuti, in cui ha saputo reagire dopo l'iniziale svantaggio.
Sinner scappa e Ruud non lo prende più
Il secondo set inizia con un break per Sinner, che vince il suo quarto game consecutivo e sembra sempre più sciolto e di conseguenza dominante: il tennista di Sesto chiude con un lungolinea di rovescio imprendibile che merita gli applausi del Centrale.
L'altoatesino spreca una palla del 3-0, ma non perde comunque la concentrazione al servizio e si avvicina, passo dopo passo, al trionfo.
Sinner rimane avanti e gestisce il break di vantaggio, Ruud insegue senza mollare la presa, sfoderando comunque colpi di grandissima qualità.
3-1, poi 4-2 infine 5-3 salvando una palla break (la prima del set) concessa dopo un facile smash sbagliato: Sinner non molla mentalmente e col servizio e si porta ad un solo game dal titolo.
L'ultimo game è una pura formalità: Sinner lascia a zero Ruud e chiude con un dritto a sventaglio che termina sulla linea, festeggiando con le braccia al cielo a poche ore dal successo dei connazionali Bolelli e Vavassori nel doppio e 50 anni dopo l'ultimo trionfo di un connazionale, quello di Adriano Panatta.
