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Serie A, il valzer delle panchine è già iniziato: Spalletti in bilico, "scambio" Palladino-Sarri?

Spalletti e Sarri
Spalletti e SarriJonathan Moscrop / Zuma Press / Profimedia

Quando manca ancora una giornata alla fine della stagione, il mercato degli allenatori si è già messo in moto. Le panchine iniziano a muoversi, i primi rumours circolano e le big stanno valutando scelte che peseranno sull’estate: dal futuro del Milan al rebus Spalletti, ecco il punto sulle situazioni più calde.

La stagione sta per chiudersi, ma per molte società il tempo delle valutazioni è già arrivato. Le ultime giornate hanno lasciato in eredità più dubbi che certezze e, prima ancora che il campionato finisca, diversi club hanno iniziato a guardare oltre.

È un movimento quasi fisiologico: quando la classifica non basta più a spiegare le ambizioni, sono le panchine a diventare il vero terreno delle decisioni.

In questo scenario, Juventus, Milan, Napoli, Atalanta e Lazio hanno già messo mano al proprio futuro tecnico, ciascuna con un’urgenza diversa ma con la stessa necessità di programmare. Inter e Roma, invece, vivono un momento raro: stabilità, continuità, nessuna scossa all’orizzonte.

Juventus, Spalletti e un finale che complica tutto

A Torino il clima è più instabile di quanto sembri. Luciano Spalletti sta valutando l’ipotesi di dimettersi: non una scelta imminente, ma un pensiero reale. Il derby con il Torino pesa, certo, ma pesa soprattutto la sensazione di aver "perso" la squadra nel momento decisivo. La Juve è sesta, appesa ai risultati altrui per la Champions, e il tecnico non ha gradito il crollo mentale del gruppo in una fase così cruciale.

L’idea di un addio resta per ora remota, ma non impossibile. E se Spalletti decidesse davvero di farsi da parte, la Vecchia Signora si ritroverebbe a rimettere mano a un progetto che sembrava già tracciato.

Milan, Allegri resta solo con la Champions

A Milano, invece, il quadro è più lineare. Massimiliano Allegri rimarrà se il Milan entrerà in Champions. Il club vuole continuare con lui, Cardinale è pronto a blindarlo fino al 2028, ma tutto passa dalla partita con il Cagliari. Senza Champions, cambierebbero le risorse, le ambizioni e probabilmente anche le strategie.

Allegri, dal canto suo, dà priorità al Diavolo ma non vuole un altro anno di transizione. Chiede una squadra competitiva, costruita per puntare alla seconda stella. I nomi che circolano – Goretzka, Gonçalo Ramos, Vlahovic – vanno esattamente in quella direzione.

Napoli, il dopo-Conte è già iniziato

A Napoli, invece, si ragiona già oltre Antonio Conte. L’addio è già definito e De Laurentiis ha iniziato a muoversi con anticipo. Maurizio Sarri resta il preferito per identità e storia, ma la trattativa si è raffreddata. Allegri è un’idea che torna ciclicamente, Italiano un’opzione più pragmatica.

La società partenopea dovrà capire su chi puntare, anche perché Sarri è al centro di una vera e propria contesa di mercato.

Atalanta, Sarri in testa e un progetto che convince

Ed è proprio l’Atalanta a muoversi con maggiore decisione. Sarri è il primo obiettivo e la proposta è concreta: contratto triennale, progetto giovane, ampio margine di manovra. La possibile presenza di Giuntoli nell’area tecnica è un ulteriore incentivo per il tecnico toscano.

Il nodo, però, è liberarsi dalla Lazio. Se Sarri scegliesse Bergamo, si aprirebbe un effetto domino immediato.

Lotito intanto è in attesa. La società biancoceleste non può programmare nulla finché l'ex mister di Juve e Napoli non comunica la sua scelta. Se dovesse partire, i nomi sul tavolo sono quelli di Runjaic, Thiago Motta e Palladino. Più defilata l’ipotesi Pisacane, ma non completamente da scartare.

Anche dietro le big qualcosa si muove. La Fiorentina deve chiarire il futuro di Vanoli: se il rapporto non proseguirà, Grosso è il favorito.

Il Sassuolo, a sua volta, valuta Aquilani e Abate come possibili sostituti in caso di addio dell'ex campione del mondo.

Inter e Roma, le uniche certezze

Inter e Roma, intanto, restano fuori dal valzer. Chivu, fresco di Scudetto, è vicino al rinnovo fino al 2029. Gasperini, invece, avrà più voce in capitolo sul mercato e un progetto finalmente allineato alle sue idee.

L’ultima giornata, la corsa Champions e i primi colloqui della prossima settimana definiranno il quadro. Ma il messaggio è già chiaro: la Serie A cambierà volto partendo dalle panchine prima ancora che dal mercato giocatori.

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Calcio