Il botta e risposta tra Cesc Fabregas e Javier Zanetti accende il mercato attorno a Nico Paz. L’allenatore del Como ha risposto con durezza alle dichiarazioni del vicepresidente dell’Inter, intervenendo in modo diretto su una situazione che riguarda il futuro del talento argentino. Tutto nasce dalle parole pronunciate in settimana dal presidente onorario dei nerazzurri, che aveva parlato con entusiasmo del numero 10, lasciando intendere quanto il giocatore piaccia all’Inter.
Un’uscita che Fabregas non ha gradito affatto. Da allenatore, l’ex centrocampista spagnolo è entrato “a gamba tesa” sulla questione: “Zanetti è stato una persona molto importante nel calcio, conosce bene le dinamiche, conosco bene Ausilio e Baccin, so che sono loro a prendere le decisioni. Alla fine Nico è un giocatore del Como al 50%, però è nostro. L'unica società che può dire qualcosa è il Real Madrid. Io so che Zanetti non lavora per il Madrid e il Como, allora bisogna portare rispetto. Ci sono anche piccoli messaggi che non mi piacciono. Se posso dire, la so sicuramente: Nico Paz non giocherà nell'Inter. O tornerà al Real Madrid o giocherà al Como l'anno prossimo”.

Ammirazione argentina
Le dichiarazioni del vicepresidente nerazzurro erano state invece molto più morbide e cariche di apprezzamento: “Mi piace tantissimo Nico Paz. Per come gioca e per la persona che è. Ho la fortuna di conoscere suo padre, che fu mio compagno di stanza al Mondiale del 1998 - aveva dichiarato Pupi -. La vita ci ha fatto incontrare di nuovo a Como dopo tanti anni senza vederci. Sono felice per il presente di Nico al Como. In questi due anni nel calcio italiano ha dimostrato tutta la sua qualità. Vederlo all’Inter? È sulla strada per diventare un grandissimo giocatore. I grandi giocatori sono sicuramente richiesti dai grandi club”.
Dietro questa vicenda c’è anche un rapporto personale molto stretto. Zanetti conosce infatti Pablo Paz, padre di Nico, fin dai tempi della nazionale argentina e i due avevano già condiviso l’esperienza al Banfield nel 1995, pur senza giocare insieme. Proprio questo legame avrebbe spinto il vicepresidente interista a tentare di avvicinare il giocatore al club nerazzurro, nonostante la trattativa venga considerata molto complicata.
La replica di Fabregas, però, lascia intuire che ci sia anche altro. I riferimenti ad Ausilio e Baccin, dirigenti con cui il tecnico spagnolo “conosce bene” i rapporti, non sembrano casuali: la scorsa estate il suo nome era stato accostato alla panchina dell’Inter, prima che l’ipotesi sfumasse. Un retroscena che potrebbe aver lasciato qualche strascico nei rapporti tra le parti.
