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Il secondo lunedì di campionato rafforza ulteriormente l'impressione di una Roma in grande condizione. La squadra di Gian Piero Gasperini ha superato con autorità il Lecce, conquistando il secondo successo consecutivo con quattro gol all'attivo dopo quello ottenuto una settimana fa contro la Fiorentina. I giallorossi continuano a crescere e iniziano a impressionare soprattutto per la facilità con cui riescono a trovare la porta e per la presenza di un finalizzatore di assoluto livello negli ultimi metri: Donyell Malen.
Allo stesso tempo, il lunedì di campionato ha offerto anche un altro spunto interessante grazie al match tiratissimo tra Atalanta e Bologna. I rossoblù hanno interpretato meglio la partita sul piano del gioco e per lunghi tratti hanno imposto il proprio ritmo, ma alla fine è stata la Dea a prendersi l'intera posta grazie alla capacità di soffrire, restare compatta e sfruttare le occasioni nei momenti decisivi. A regalare il successo nel finale è stato Lazar Samardžić dopo una prova da protagonista di Marco Carnesecchi. E così dopo due giornate, mentre l'Atalanta è a punteggio pieno, il Bologna è fermo al palo con zero punti e zero gol segnati.
Ecco i tre temi del lunedì di Serie A.
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Perché: la Roma spaventa il campionato
Perché la Roma spaventa il campionato? I due poker rifilati a Fiorentina e Lecce rappresentano già una prima risposta e raccontano bene l'impatto con cui la squadra di Gian Piero Gasperini ha iniziato la stagione. A trascinare i giallorossi è soprattutto Donyell Malen, autore di cinque gol in due partite e già capace di diventare il riferimento offensivo della squadra.
La Roma fa paura anche perché, come sottolineato dallo stesso tecnico piemontese, un attaccante con queste caratteristiche non si vedeva dai tempi di Higuain, uno di quei centravanti che, nella storia della Serie A, sono stati capaci di incidere concretamente sulla corsa allo scudetto.
Ma le ambizioni giallorosse non dipendono soltanto dalla qualità del reparto offensivo. Gasperini ha costruito il proprio progetto anche grazie al sostegno ricevuto dal gruppo e dalla società nei momenti più delicati della scorsa stagione, compreso il periodo dello scontro con Claudio Ranieri. Il club ha continuato a credere nel tecnico, consapevole che le sue squadre tendono a crescere con il tempo.
E così, dopo una prima annata chiusa con la qualificazione in Champions League, è lecito aspettarsi un ulteriore salto di qualità. Pensare allo scudetto, a più di vent'anni dall'ultimo trionfo romanista, non è più soltanto un esercizio di fantasia. Una cosa, comunque, appare già evidente: questa Roma ha tutte le carte per rimanere in corsa fino alla fine per il titolo.
Come: la vittoria gagliarda dell’Atalanta
“Resistere, resistere, resistere”. La celebre esortazione di Francesco Saverio Borrelli, ex procuratore capo di Milano, si adatta perfettamente all’Atalanta vista contro il Bologna. Una vittoria sofferta, arrivata grazie alla capacità di restare dentro la partita anche nei momenti più complicati.
Contro i rossoblù, oltre alla firma di Maurizio Sarri in panchina, il successo porta soprattutto i nomi di Marco Carnesecchi e Lazar Samardžić. Il portiere nerazzurro è stato decisivo con una serie di interventi importanti che sono serviti a tenere in partita i suoi compagni, mentre il centrocampista serbo ha trovato il gol in pieno recupero regalando alla Dea il secondo successo consecutivo e la possibilità di restare a punteggio pieno dopo le prime due giornate.

Non è certamente la versione dell’Atalanta che Sarri preferisce vedere, e lo stesso allenatore ha giustificato le difficoltà ricordando il calendario particolarmente intenso: "Una serata non facile, la mia stanchezza alla quarta partita in undici giorni è stata la stessa in campo dei miei giocatori. Eravamo in difficoltà in pressione e sulle fasce d'attacco".
Tuttavia, saper vincere gare di questo tipo ha un valore importante. La squadra ha resistito alla pressione iniziale, ha saputo cambiare volto con le sostituzioni e proprio i nuovi ingressi hanno finito per incidere sull’esito della sfida. Per una squadra che punta a stare in alto, anche questo può diventare un segnale significativo: "Le partite ormai si vincono coi cinque cambi, poi è chiaro che un portiere come Carnesecchi è di grandissimo livello", ha ammesso il tecnico toscano.
Chi: Serie A ingrata per Domenico Tedesco
Doppio debutto amaro, anzi amarissimo, per Domenico Tedesco sulla panchina del Bologna. Dopo due giornate di Serie A, infatti, i rossoblù sono ancora fermi a zero punti. Eppure, per quanto mostrato sul campo, soprattutto nella trasferta di Bergamo contro l'Atalanta, il bottino avrebbe potuto essere ben diverso.
Lo stesso tecnico calabrese lo ha sottolineato al termine della partita: "È difficile da digerire la sconfitta come il gol finale, già il punticino mi sarebbe stato sullo stomaco. Ma il calcio è così e dobbiamo digerirla. Ritrovarci con zero punti per me è incredibile".

Il Bologna ha già sviluppato un'identità precisa, con un possesso palla consolidato e una buona capacità di costruire il gioco. Il problema, però, resta negli ultimi metri: la squadra fatica a trasformare quanto prodotto in occasioni realmente pericolose e, soprattutto, in gol. Un limite evidenziato da Tedesco anche in conferenza stampa: "Nell'ultimo terzo di campo ci vuole calma come cattiveria, dobbiamo essere più puliti in fase di conclusione".
Ora bisognerà capire come reagirà la squadra nelle prossime settimane, a partire dal derby contro il Sassuolo. Il Bologna è ancora alla ricerca sia del primo punto sia della prima rete stagionale, ma per il gioco espresso finora sembra soltanto questione di tempo.
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