In una piovosa domenica di maggio, al Marc'Antonio Bentegodi, le ambizioni europee del Como di Fabregas si scontrano con l'orgoglio di un Verona già retrocesso, ma reduce da un pari in casa della Juventus.
Partenza aggressiva degli uomini di Sammarco, decisi a interrompere il digiuno casalingo che dura da dieci turni: al 3' Bowie sfonda a sinistra e serve Suslov, il cui colpo a botta sicura trova però la risposta d'istinto di un prontissimo Butez. Pochi istanti dopo, Valentini colpisce una traversa sugli sviluppi di un'azione viziata da fuorigioco.
Ritmi che restano poi bassi per tutta la prima mezz'ora, con il Como che prova insistentemente ad alzare il baricentro e a bucare la linea difensiva degli scaligeri attraverso un fraseggio prolungato. Il muro del Verona però regge senza troppi affanni, trascinato da un Valentini insuperabile: il duello con Diao è a senso unico, con il centrale gialloblù che spegne sul nascere le idee dei lariani.

Nel frattempo, brutte notizie per il Como: fuori l'infortunato Alex Valle, dentro Alberto Moreno. Una sostituzione che obbliga i lariani a ridisegnare i piani a gara in corso.
Poi ancora monologo del Verona: Bernede viene murato al limite, con Bowie che sul rimpallo manca il bersaglio di testa da pochi metri. Le polemiche divampano per due rigori negati ai gialloblù (contatto su Suslov e mano di Diego Carlos), ma è ancora Bowie a far tremare Fabregas con un tiro da centrocampo, nato da un pasticcio di Vojvoda, che finisce fuori di pochissimo.
Como in Europa e corsa Champions aperta
Al rientro in campo Fabregas prova subito a dare la scossa con un triplo cambio: dentro Smolcic, Baturina e Caqueret, fuori Vojovda, Rodriguez e Perrone.
La risposta dei lariani arriva poco dopo: al 47' Diao svetta su invito di Smolcic, sfiorando il legno alla sinistra di Montipò. Dieci minuti più tardi, l'occasione più nitida: un ricamo tra Baturina e Da Cunha mette il numero 33 a tu per tu con il portiere scaligero, ma l'erba bagnata tradisce il centrocampista che, scivolando, vede sfumare il gol del possibile vantaggio.
La svolta che può valere la prima volta in Europa del Como, poi, arriva al 71': Kempf lancia lungo dalla propria trequarti, Edmundsson calcola male la traiettoria e buca l'intervento di testa, lasciando campo a Douvikas. L'attaccante controlla e scaglia un potente destro di controbalzo che si insacca nell'angolino basso, dove Montipò non può arrivare.
Poco dopo, una posizione irregolare di Valentini nega il possibile gol dell'1-1 a Bowie, che si era fatto trovare pronto per un tap-in in area di rigore.
Match che finisce quindi con il risultato di 0-1. Con questo successo il Como mette il sigillo su una stagione leggendaria: i tre punti del Bentegodi garantiscono infatti ai lariani la matematica certezza della prima storica qualificazione in una competizione europea. Il gol di Douvikas non scrive solo una nuova pagina del club, ma permette alla squadra di Fabregas di restare pienamente in corsa per un posto nella prossima Champions League, rendendo il finale di campionato più aperto che mai.

