Rispetto, forse troppo rispetto. A Vallecas, tra la gioia di avere una squadra che giocherà una finale europea e i soliti cori di una parte della tifoseria contro il presidente, né il Rayo né il Girona hanno voluto scoprirsi troppo in un avvio di partita piatto. I padroni di casa, ormai virtualmente salvi, cercavano di sfruttare la pressione dei catalani, che dopo tre sconfitte consecutive si sono nuovamente avvicinati alla zona retrocessione. Ma anche loro non avevano intenzione di rischiare più del dovuto. Anzi, rintanati dietro, gli uomini dell’ex Rayo Míchel, con Ounahi sorprendentemente ‘falso 9’, aspettavano la loro occasione in contropiede.
Così sono passati 20 minuti fino a quando una palla persa ha lasciato Joel Roca in ottima posizione. Ha dribblato Batalla, che lo ha sbilanciato, ma ha preferito rimanere in piedi per segnare invece di cercare il rigore e... Óscar Valentín ha respinto il suo tiro. Questione di onestà. Così è la vita, no?
Gazzaniga salva il Girona
Quell’azione ha dato un po’ di vivacità al match, che si è aperto leggermente. Ma non troppo. Le difese avevano la meglio su attacchi lenti e poco ispirati. Camello ci ha provato di testa, ma senza precisione. Tsygankov invece ha indirizzato bene il pallone verso la porta opposta, ma il tiro era debole e facile per Batalla. Normale che si sia andati all’intervallo sullo 0-0, insipido ma giusto, nonostante Gazzaniga, all’ultimo respiro del primo tempo, abbia dovuto superarsi in un uno contro uno con Camello.

La ripresa, pur senza cambi, è sembrata partire con più energia. Il Rayo era più incisivo e ha sfiorato il vantaggio approfittando di un passaggio sbagliato in area di Gazzaniga. Il pallone è arrivato a Unai López, che però ha perso tempo prima di calciare. La risposta è arrivata ancora dal mancino Tsygankov, che ha concluso un buon contropiede con una pessima volée di destro.
La partita avrebbe potuto accendersi con un rigore per il Girona. Ma l’arbitro, Cuadra Fernández, ha visto un tocco di mano di Óscar Valentín dove in realtà c’era solo aria. Così il VAR lo ha corretto. Anche gli allenatori hanno provato a cambiare qualcosa, sperando di trovare la chiave giusta. Il Rayo ne ha tratto maggior beneficio, diventando più dominante. Ma il ritmo continuava a mancare. Solo su palla inattiva o tiri da lontano si è visto un po’ di pericolo in quei minuti. Come quello di Lejeune, che Gazzaniga ha respinto con difficoltà.
Alemao, il rapace d’area
Dopo quell’occasione, restava ancora più di un quarto d’ora alla fine. Era il Rayo a provarci di più contro un Girona timido e avaro. E così è arrivato il premio per i padroni di casa all’85’, con un tiro di Unai López deviato volontariamente da Alemao per ingannare Gazzaniga e firmare l’1-0.
Colpo durissimo per i catalani, che avrebbero potuto subire il colpo del ko se Gumbau non avesse spedito alle stelle una conclusione dal dischetto dopo una bella azione sulla sinistra.
L’eterno Stuani
I volti dei giocatori del Girona dicevano tutto. La retrocessione era nuovamente vicina. E Míchel si è affidato a Stuani. A 39 anni, anche solo per pochi minuti, è sempre decisivo. L’uruguaiano, già salvatore in tante occasioni, si è ripetuto. Ha vinto il duello aereo nell’area piccola, ha girato il collo per colpire al meglio e ha messo il pallone fuori dalla portata di Batalla, pareggiando alla sua prima azione della partita.
