Al centro della questione c’è innanzitutto il vincolo che lega il calciatore zambiano al club salentino. Banda, infatti, aveva originariamente un contratto in scadenza nel giugno 2026, ma il Lecce aveva esercitato l’opzione unilaterale prevista dall’accordo, prolungando il rapporto fino al 2027.
“L’opzione è sempre stata parte del contratto di Lameck - spiega il presidente del Lecce -, sin da quando è arrivato per la prima volta nel Salento nell’estate 2022. Avremmo potuto allungargli il contratto ed avvisarlo con una semplice pec, invece lo scorso maggio lo abbiamo anche convocato in sede: Banda, assistito dai suoi vecchi procuratori, ha firmato un documento di adesione al nostro esercizio dell’opzione di rinnovo. Lo abbiamo coinvolto costantemente e in modo leale. Sui nostri social abbiamo anche ufficializzato il rinnovo con un post - Banda still together 2027”.
Un passaggio che, nella ricostruzione del presidente, assume particolare rilevanza anche alla luce del rapporto che il giocatore aveva costruito con il club. Solo poche settimane prima della rottura, infatti, Banda aveva celebrato sui social il traguardo delle 100 presenze con la maglia del Lecce.
“Poche settimane prima aveva postato su Instagram una foto per festeggiare le 100 presenze con il Lecce, definendoci la sua famiglia italiana. C’era un rapporto basato su affetto e sinergia. I rapporti tra il Lecce e Banda erano ottimi. A giugno mi ha chiesto di anticipargli parte del suo stipendio per affrontare le ingenti spese del matrimonio e come sempre ho acconsentito".
La sparizione e il mancato rientro
La situazione sarebbe cambiata radicalmente in estate, fino al mancato ritorno del calciatore in vista della nuova stagione. Banda aveva comunicato, come gli altri compagni, i dettagli del proprio viaggio verso l’Italia, ma successivamente avrebbe interrotto i contatti con il club.
“Banda, come tutti i suoi compagni, ci ha comunicato quando sarebbe arrivato e quali voli avrebbe preso per rientrare in Italia. Tutto d’un tratto, però, è sparito”.
A far da sfondo alla vicenda c’era anche l’interesse dell’Al-Fateh, club saudita che aveva manifestato interesse per il giocatore. Per Sticchi Damiani, tuttavia, non si sarebbe mai arrivati a una vera trattativa, considerata l’entità dell’offerta ricevuta dal Lecce.
“Chiamarla trattativa mi sembra eccessivo. Noi abbiamo ricevuto un’offerta molto bassa da parte dell’Al-Fateh, che ci proponeva una somma addirittura inferiore a quanto noi avevamo investito per comprare Lameck nel 2022. Abbiamo rifiutato e la storia è finita lì. Tanti club cominciano a fare le trattative in questo modo, mandando offerte al ribasso per poi sedersi a parlare, cercando di capire cosa chiede la controparte. I sauditi non sono mai stati realmente interessati perché non hanno mai rilanciato”.
Da quel momento, secondo il presidente giallorosso, Banda avrebbe progressivamente smesso di rispondere alle telefonate, fino alla decisione di non presentarsi al ritiro.
“Sì, ma soprattutto non si è presentato in ritiro. È sparito, lasciando che fossero i suoi amici a comunicare le sue intenzioni, mentre lui cercava l’accordo per trasferirsi ai libici dell’Al Swehli”.
Il Lecce accusa: “Un piano per portarlo via senza pagare”
La vicenda si è ulteriormente inasprita dopo alcune dichiarazioni attribuite a persone vicine al calciatore, che avrebbero accusato il Lecce di averlo maltrattato. "Il fatto che abbia fatto parlare sui media soggetti anonimi per denigrare il Lecce è sintomatico del livello di questa vicenda. Faccio fatica pure a commentare".
Il presidente ritiene che dietro la strategia ci sia il tentativo di favorire il trasferimento del giocatore all’Al Swehli senza che il club libico debba corrispondere un indennizzo al Lecce.
“Ovvio. Il club libico un mese fa ha presentato ufficialmente una proposta di acquisizione del cartellino di Banda, offrendoci una cifra molto bassa. Quindi, erano a conoscenza dell’esistenza di un rapporto che legava Lameck al Lecce, poi dopo il nostro rifiuto hanno progettato, con la complicità del calciatore, un piano per portarlo via senza pagare un euro. Hanno provato a chiedere il transfer alla FIGC, che ovviamente ha detto di no e si è schierata dalla nostra parte. Ma adesso l’Al Swehli e Banda busseranno alle porte della Fifa”.
È proprio davanti alla FIFA che potrebbe aprirsi il prossimo capitolo della vicenda. Il Lecce si prepara infatti a contestare la rottura del rapporto contrattuale e a chiedere un risarcimento.
Il possibile passaggio alla FIFA
“Chiederanno il via libera per tesserare Lameck. In seguito al famoso caso-Lassana Diarra, purtroppo la FIFA, per non rischiare di incorrere in condotte anticomunitarie, concederà il 'trasfert provvisorio' in via automatica. È probabile che Banda inizi abusivamente la stagione giocando con l’Al Swehli. Il calciatore merita di essere squalificato, mentre la società libica di essere esclusa dalle negoziazioni del calciomercato. La stessa FIFA, però, mette a disposizione delle parti un apposito tribunale, al quale il Lecce si rivolgerà per aprire un contenzioso”.
La tempistica del procedimento è difficile da prevedere, ma l’obiettivo del Lecce è ottenere il riconoscimento del danno derivante dalla presunta rottura unilaterale del contratto. “I tempi sono solitamente non lunghi, ma oggi è difficile fare una stima. Il nostro obiettivo è far sì che il tribunale quantifichi correttamente il risarcimento del danno per la rottura unilaterale del contratto, senza giusta causa, perpetrata da Banda con la complicità delll'Al Swehli che lo ha indotto a portare avanti una condotta spregiudicata”.
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