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Stale Solbakken ha guidato la Norvegia fino a uno straordinario percorso concluso ai quarti di finale dei Mondiali FIFA 2026, interrompendo un'assenza dalla competizione durata 28 anni e alimentando un'enorme ondata di entusiasmo calcistico in tutto il Paese.
La Norvegia aveva iniziato nel migliore dei modi anche la sua campagna in Nations League contro i rivali scandinavi della Danimarca. Da allora, però, l'entusiasmo si è rapidamente spento dopo le sconfitte consecutive contro Portogallo e Galles.
"Abbiamo subito in media due gol a partita nelle prime tre gare. È chiaro che a livello internazionale non può bastare. Non c'è nemmeno bisogno di dirlo", ha dichiarato a vg.no l'ex nazionale norvegese Kjetil Rekdal, autore del celebre gol decisivo contro il Brasile ai Mondiali del 1998.
Orjan Nyland ha raccolto sei volte il pallone dalla propria porta nelle prime tre partite di Nations League contro Galles, Portogallo e Danimarca. Domenica sera, a Porto, la Norvegia sarà attesa da un'altra sfida complicatissima contro il Portogallo.
La Norvegia non mantiene la porta inviolata dallo 0-0 contro la Svizzera, giocato a marzo su un terreno dell'Ullevaal in pessime condizioni. Insieme all'Olanda, la Norvegia, 19ª nel ranking mondiale, è l'unica nazionale tra le prime 30 della classifica FIFA ad aver subito almeno un gol in 11 partite internazionali consecutive.
Tuttavia, Virgil van Dijk e compagni hanno incassato molti meno gol rispetto alla retroguardia guidata da Kristoffer Ajer. Tra le prime 30 nazionali del ranking FIFA, soltanto Croazia e Stati Uniti — entrambe a quota 22 gol subiti — hanno fatto peggio delle 19 reti incassate dalla Norvegia nelle ultime 11 partite internazionali.
La Spagna, campione del mondo, ha mantenuto la porta inviolata in sette delle ultime 12 partite e ha subito meno gol di tutte le principali nazionali nello stesso periodo. La Norvegia, al contrario, ne ha incassati 19.
La Norvegia produce talento, ma fatica a trovare difensori
L'attuale sistema di sviluppo del calcio norvegese ha prodotto con successo giocatori offensivi, tecnici e di altissimo livello. Tuttavia, come ha osservato l'ex nazionale Lars Bohinen, il Paese ha progressivamente smesso di formare difensori naturali di alto livello.
Poiché il sistema moderno spinge i giovani a diventare giocatori creativi e tecnicamente dotati, la Norvegia si ritrova oggi con una preoccupante carenza di centrali fisici e specializzati. Mentre l'attacco può contare su stelle che giocano in club d'élite come Manchester City e Arsenal, la retroguardia è composta in larga parte da calciatori provenienti da campionati europei di seconda fascia o da giocatori che nei rispettivi club non sono sempre titolari.

Centrali di riferimento come Kristoffer Ajer e Torbjorn Heggem, non possiedono né la qualità nel passaggio necessaria per rompere le linee né la velocità pura che caratterizza le migliori difese internazionali. Il commissario tecnico Stale Solbakken ritiene però che questa Norvegia non sia costruita per mantenere la porta inviolata, bensì per segnare.
"Sono un po' preoccupato all'idea di togliere quella dose di libertà di cui alcuni giocatori hanno bisogno. Puoi ritrovarti uno, due o tre metri 'fuori posizione' e allora si tratta di capire cosa guadagni da una parte rispetto a ciò che perdi dall'altra", ha dichiarato Solbakken la scorsa settimana a vg.no.
Anche l'ex difensore del Manchester United Henning Berg non è convinto che giocare in maniera più prudente possa portare benefici.
"Non sono sicuro che questo permetterebbe alla Norvegia di vincere più partite. Se non riusciamo a mettere Antonio Nusa, Andreas Schjelderup, Oscar Bobb e Martin Odegaard nelle condizioni di ricevere il pallone in zone favorevoli, credo che sarà difficile. Devono riceverlo al momento giusto e con sufficiente continuità", ha spiegato Berg.

Solbakken cambia portiere contro il Portogallo
Sono passati 43 anni dall'ultima volta in cui la Norvegia ha attraversato una serie peggiore senza riuscire a mantenere la porta inviolata. Tra il 1980 e il 1982 la nazionale subì almeno un gol in 18 partite consecutive.
Dopo le ultime prestazioni difensive, Solbakken ha già annunciato che contro il Portogallo a Porto cambierà anche il portiere: al posto di Orjan Nyland giocherà Egil Selvik.
Sui media norvegesi, Nyland è diventato il principale bersaglio dopo le ultime sconfitte. I suoi errori hanno finito per cancellare lo slancio ritrovato dalla squadra dopo il pareggio di Erling Haaland contro il Portogallo e hanno contribuito a interrompere una serie di 14 partite casalinghe senza sconfitte.
Giovedì, ancora una volta contro il Galles, Nyland ha avuto responsabilità sul gol decisivo: sulla punizione di Neco Williams ha compiuto un primo movimento verso sinistra, finendo poi per essere battuto sul lato opposto.
Resta ora da capire se Selvik riuscirà a dare maggiore solidità alla Norvegia contro un Portogallo in grande forma e pronto a mettere nuovamente alla prova l'organizzazione difensiva degli scandinavi. La sfida è in programma domenica sera alle 20:45.
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