Tra smentite di rito e analisi di sistema, il nome di Damiano Tommasi torna a orbitare intorno alla presidenza della FIGC. Ospite di 'Un giorno da pecora' su Rai Radio1, il sindaco di Verona ed ex presidente dell'Assocalciatori ha commentato le indiscrezioni su una sua possibile corsa al vertice di via Allegri, dopo il tentativo già effettuato nel 2018.
"L'ho letto solo sui giornali, non ho avuto sentore, a differenza delle politiche è il candidato che dovrebbe candidarsi, accreditato da qualcuno", ha esordito l'ex anima dell'AIC. Ma è sulla questione dell'incompatibilità che Tommasi ha affondato il colpo: alla domanda se per guidare la FIGC dovrebbe dimettersi da primo cittadino, la risposta non ha lasciato spazio alle interpretazioni: "Non so, ci sono presidenti federali che sono senatori o hanno incarichi pubblici".
Un nuovo modello per il calcio italiano
L'ex centrocampista della Roma ha poi sottolineato l'urgenza di un cambio di paradigma per il calcio italiano: "Dopo la prima mancata qualificazione abbiamo provato a proporre un modello che non è andato a buon fine. Non so se oggi è il momento di proporre un modello che è diverso rispetto all'attuale, ma sicuramente qualcosa bisogna fare". Secondo Tommasi, il percorso richiede "scelte condivise ma anche impopolari".
Il cuore della sfida resta la tenuta economica del sistema: "Serve capire se il mondo professionistico è sostenibile oppure no, sia da un punto di vista sportivo che numerico. Per farlo, bisogna dialogare con le leghe professionistiche". Una riflessione che si estende anche alla saturazione dei calendari internazionali. Per Tommasi, infatti, il problema non è il numero dei campionati, ma "il numero degli impegni. Fifa e Uefa fagocitano spazi di gioco e televisivi, bisogna fare una riflessione seria a riguardo".
Il giudizio su Malagò
In chiusura, un passaggio sulla suggestione che vorrebbe Giovanni Malagò al timone della FIGC. Su questo punto, Tommasi si è mostrato lusinghiero nei confronti dell'attuale numero uno del CONI: "Sicuramente ha fatto bene i ruoli che ha rivestito a livello dirigenziale", ha affermato l'attuale sindaco di Verona.
