Tanto tuonò che piovve. Se nel caso di Socrate fu una brocca d'acqua rovesciatagli in testa dalla moglie, in quello di Spalletti dei ben più graditi acquisti, ormai in dirittura d'arrivo per l'ufficializzazione.
Dopo le trattative a vuoto per Dibu Martinez, Sorloth, Kessie, Suzuki, Lucumi e chi più ne ha più ne metta, il duo Massara-Ottolini è riuscito a chiudere l'annosa questione Kolo Muani, col povero Carnevali costretto a ricucire i rapporti logorati da Comolli con il padrone del PSG El Khelaifi. Tutto fatto per il francese, pronto a sbarcare a Torino.
Molto meno annunciato invece il colpo Kerim Alajbegovic, il fantasista bosniaco cercato da tante squadre di Serie A ma anche della Premier, col Chelsea in testa che nelle ultime ore avrebbe fatto un ultimo disperato tentativo, sposerà la Vecchia Signora su consiglio del connazionale Miralem Pjanic: un ultimo assist del vecchio regista.

Come si inseriscono Kolo Muani e Alajbegovic
L'arrivo dell'attaccante è stato benedetto dallo stesso Spalletti, che dopo la vittoria di venerdì contro il Nizza ha detto: "Lui non è la punta ferma da area di rigore, naviga su tutto il fronte offensivo, palleggiando, e questo ti dà un vantaggio perché crea sempre superiorità nelle zone del campo. Ad attaccare la profondità è uno dei numeri uno in Europa". Facendo intendere già come vorrebbe schierarlo, cioè da punta centrale mobile, che faccia l'elastico per dare spazio e servire i trequartisti che si sganciano.
C'è più mistero invece su Alajbegovic che, vista la predilezione per partire da sinistra, sembra l'ennesima ala di una Juventus che vanta già su quella fascia Kenan Yildiz e Jeremie Boga, mentre l'altra è occupata da Conceicao e Zhegrova, anche se l'ultimo è nella lista dei partenti e il portoghese dato vicino alla Premier, con in testa il Manchester United seguito dal Liverpool come piano B di Barcola. Insomma, dove mettere il bosniaco?
Anche qui Spalletti, pur non sbilanciandosi sul suo arrivo, dà un'indicazione chiara: "Ci manca un trequartista con la palla sui piedi". Insomma, se il 18enne (19 anni a settembre) verrà inserito subito tra i titolari, è facile per lui prevedere una posizione centrale nel trio di trequartisti dietro la punta Kolo Muani, cioè tra Yildiz e Conceicao. Nei fatti, una rinuncia all'altro obiettivo di mercato: Brahim Diaz.
Douglas Luiz sotto esame ma serve personalità a centrocampo
Per il resto a centrocampo guadagna stima, con qualche anno di ritardo, Douglas Luiz, che in queste amichevoli si è mosso bene e ha detto chiaramente di voler restare per dimostrare perché la Juve l'ha comprato.
Spalletti apprezza ma l'impressione è che il brasiliano dovrà continuare a sciorinare impegno in partite più probanti: "Sa quando toccare la palla quella volta in più o quella in meno. Ciò che gli hanno sempre contestato tutti è il livello di passo, la copertura del campo. Ecco, oggi ha fatto bene anche quello, inserendo il fisico in fase difensiva". Può essere il regista tanto cercato, il suo Lobotka? "Dobbiamo fare delle valutazioni - ha detto il tecnico -. Però lui sa costruire il gioco e secondo me quello è il suo ruolo". Come a dire: se non arriva altro, lo teniamo.

L'impressione è comunque che alla Juve serva un innesto di personalità ed esperienza a centrocampo, tanto che Massara-Ottolini hanno sondato Kessie e Goretzka per avere quelle caratteristiche a parametro zero. Anche con l'inserimento di Douglas Luiz accanto a Locatelli e Thuram, il reparto nel complesso non sembra garantire quel livello di cui i bianconeri hanno bisogno.
La difesa è un cantiere e il nodo portiere non è stato ancora risolto
Tutto ancora da decidere invece in difesa, dove a parte l'innesto dell'ex Roma Zeki Celik a parametro zero, la Juve continua a cercare difensori. Su tutti Lucumi, per il quale però non si è raggiunto ancora l'accordo economico col Bologna. Col ritorno di Bremer, che vuole restare, servirà sfoltire i centrali nel caso. Se il bistrattato Kelly continua a dimostrare di aver trovato ormai regolarità e sicurezza, è Gatti il più indiziato a lasciare la Continassa. Su di lui c'è il Napoli di Allegri che lo stima, al contrario di Spalletti che invece lo vede poco.

Il capitolo dolente è il portiere, con la Juve convinta a disfarsi di Di Gregorio dopo l'annus horribilis, ma ancora incapace di trovare alternative. L'idea del portierone argentino Emiliano "Dibu" Martinez dell'Aston Villa sembra naufragare per le richieste degli inglesi, sullo stesso piano è al momento quella per Suzuki del Parma, su cui però Spalletti si è espresso favorevolmente, facendo capire che l'interesse, e forse qualcosa di più, c'è.
"Suzuki mi garba molto, ci piace perché è un portiere di grandissima prospettiva. Ma per il momento è proibitivo da un punto di vista di costi e possibilità, perché le complicazioni a volte sono di varia natura", ha detto Il tecnico, che non disdegna però l'alternativa Vicario: "Un portiere esperto che ha vissuto situazioni. Uno forte. C’è da capire il perché una squadra come il Tottenham abbia deciso di lasciarlo fuori".
Tanti con la valigia in mano per fare spazio a nuovi acquisti
Insomma, la Juve resta un cantiere, e il nodo portiere è in prima fila. Così come in prima fila ci sono gli esuberi a cui trovare una sistemazione, e sono tanti: Di Gregorio, appunto, Joao Mario, Cabal, Arthur, Zhegrova, Koopmeiners e Douglas Luiz se non riuscirà a dimostrare di aver cambiato marcia.
Infine, la Juventus sembra in trattativa per Joshua Zirkzee col Manchester United, questo vorrebbe dire che è pronta a cedere Jonathan David, un altro che a Torino non ha fatto fuoco e fiamme, anche se al momento non sembrano esserci offerte concrete anche e soprattutto per lo stipendio del canadese, che a Torino prende 6 milioni l'anno. Comunque Spalletti è stato chiaro: "Mi aspetto altri arrivi"
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