L’anticipo della terza giornata di Serie A consegna al campionato un Como sempre più consapevole della propria forza e un Genoa costretto, ancora una volta, a fare i conti con i propri limiti. Al Ferraris, il Grifone aveva avuto l’illusione di poter indirizzare la partita con il gol del nuovo acquisto Osmajić, ma il vantaggio rossoblù ha soltanto acceso la reazione della squadra di Cesc Fabregas.
Da quel momento, il Como ha preso progressivamente il controllo della partita, imponendo il proprio calcio con una combinazione di qualità tecnica, dominio del possesso e capacità di attaccare gli spazi. Il 4-1 finale racconta soltanto in parte la superiorità dei lariani, capaci di trasformare una serata complicata in un’altra prova di forza. Paz, Baturina e Diao hanno acceso la manovra offensiva, confermando quanto talento abbia a disposizione il tecnico spagnolo.
Cosa: il messaggio del Como al campionato
Il messaggio lanciato dal Como è forte e inequivocabile: i lariani hanno tutte le carte in regola per inserirsi stabilmente nel gruppo delle grandi della Serie A. La qualificazione in Champions League conquistata nella passata stagione non è stata un episodio isolato, ma il primo capitolo di un progetto che continua a crescere e ad alzare le proprie ambizioni.
A Ferraris la formazione di Fabregas ha offerto un’altra dimostrazione della propria identità: pericolosità costante, palleggio raffinato, costruzione dal basso di grande qualità e una capacità di controllare il ritmo della partita che, alla lunga, ha lasciato il Genoa senza risposte.

Non è un caso che Daniele De Rossi, al termine dei novanta minuti, abbia sintetizzato così la propria impressione: "Mai visto una squadra così forte".
Chi: Diao e Kean protagonisti
Tra i protagonisti spicca soprattutto Assane Diao, uno dei volti più significativi della serata del Como. Il senegalese ha firmato due reti di pregevole fattura, confermandosi tra gli interpreti più incisivi dell’attacco lariano. E i numeri raccontano una crescita che va ben oltre la singola partita: Diao è infatti uno dei due giocatori nati dal 2005 in avanti ad aver segnato almeno un gol e servito almeno un assist in ciascuna delle ultime tre stagioni nei cinque maggiori campionati europei, insieme ad Arda Güler.
A impreziosire la serata del Como ci ha pensato anche Moise Kean. Entrato al 60’ al posto di Douvikas, il nuovo acquisto ha avuto un impatto immediato sulla partita, portando fisicità e profondità a un attacco già ricco di soluzioni. Poco dopo il suo ingresso, l’ex Fiorentina ha trovato anche l’assist per Diao, servendogli il pallone del definitivo 4-1.
Per Diao una doppietta che certifica il suo momento, per Kean un esordio immediatamente impreziosito da un assist. Due segnali importanti per Fabregas, che può contare su un reparto offensivo nel quale talento, qualità e alternative continuano ad aumentare.
Quando: Tre sconfitte nelle prime tre per il Genoa, non succedeva dagli Anni '50
Sul fronte opposto, il Genoa è chiamato a interrogarsi profondamente dopo un avvio di campionato che non lascia spazio a interpretazioni. Tre partite, tre sconfitte e zero punti: per ritrovare una partenza così negativa bisogna tornare alla stagione 1957/58.
Il calendario offre certamente un’attenuante, considerando le sfide già affrontate contro Lazio, Napoli e Como, ma il bilancio resta pesante e impone al Grifone una reazione immediata. Al di là dei risultati, la sconfitta contro i lariani ha evidenziato soprattutto la distanza emersa nel corso della gara, con il Genoa incapace di contenere la qualità del palleggio e la varietà delle soluzioni offensive avversarie.

Ora servirà voltare pagina rapidamente. All’orizzonte c’è il Frosinone di Alvini, un appuntamento nel quale il Genoa non potrà più permettersi passi falsi. Perché se il Como ha usato il Ferraris per lanciare un messaggio alla Serie A, il Grifone dovrà trasformare la prossima partita nella prima occasione per cambiare il proprio destino.
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