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Un'eliminazione che fa male, quella rimediata da Lorenzo Musetti al secondo turno degli US Open per mano della wild card Dane Sweeny, semi-sconosciuto australiano posizionato ben al di fuori della top 100 mondiale capace di imporsi in quattro.
Soprattutto per come è maturata, con il toscano avanti di un set prima di un crollo fisico evidente. Il tennista di Carrara ne ha parlato a lungo in conferenza stampa.
"È difficile parlarne - ha esordito 'Muso' -, è stato uno shock importante dal punto di vista della temperatura (sui campi era molto caldo, mentre nella zona del riscaldamento l'aria condizionata è troppo bassa) e l’ho accusato molto. Nonostante le pause che sono riuscito a prendermi, non ho mai ritrovato energia né una condizione fisica accettabile. Sono stufo di ritirarmi e di queste situazioni: questo mi sembrava il mio 2026, ma devo accettarlo e andare avanti".
Poi ancora: "Dal momento in cui ho iniziato ad avvertire il malore non sono mai migliorato, anzi sono andato peggiorando. Abbiamo provato ad abbassare la temperatura e ad assumere zuccheri, ma una volta superata una certa soglia è difficile tornare indietro. Portiamo spesso il corpo al limite e per me una situazione così era forse la prima volta. Negli ultimi tre set è difficile parlare di tennis, anche se lui ha giocato una buona partita. Non sento di meritare tutto quello che mi sta capitando, per gli sforzi e i sacrifici fatti negli ultimi due mesi per rientrare, saltando uno Slam e dovendomi ritirare nell’altro".
La delusione dell'azzurro è lecita: "C’è poco di positivo da portare via: spero di riuscire a ritrovare una sorta di equilibrio. Oggi credo abbia inciso più la condizione climatica che la preparazione atletica".
Come Sinner a Parigi
Quello che è inconfutabile è che situazioni del genere si verificano sempre più spesso. È sembrato quasi rivivere l'improvviso calo di energie avuto da Sinner al Roland Garros: "Quanto a Jannik, è successo tutto venti minuti fa e non ho superpoteri per analizzare già una situazione simile. Non so esattamente cosa gli sia successo: l’ho visto in tv, ma non l’ho vissuto, non gli ho parlato e non conosco l’esito delle analisi".
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