Il Liverpool ha già avviato una nuova fase della propria storia tecnica. Dopo la sorprendente separazione con Arne Slot, accostato nelle ultime settimane anche al Milan senza che vi siano sviluppi concreti, il club inglese ha scelto Andoni Iraola come nuovo allenatore.
Con l'arrivo dell'allenatore basco, il Liverpool è ora concentrato sulla programmazione della prossima stagione e sulle strategie di mercato. Tra i dossier più delicati c'è quello riguardante Federico Chiesa, il cui futuro ad Anfield appare tutt'altro che definito.
Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex attaccante di Fiorentina e Juventus ha parlato apertamente della sua situazione, lasciando intendere come la possibilità di un trasferimento sia concreta. “Voglio giocare con continuità. Se in Premier League non dovessi trovare lo spazio che cerco, allora sarà necessario valutare altre soluzioni”, ha spiegato il classe 1997.

Problemi e infortuni
Chiesa ha poi ripercorso le difficoltà vissute nella sua prima stagione in Inghilterra: “A Liverpool ho trovato pochissimo spazio. Adesso prenderò parte alla tournée estiva negli Stati Uniti e successivamente mi confronterò con il club e con il nuovo allenatore Iraola. Solo allora capiremo quale sarà la scelta migliore per il futuro”.
Poi, sulla sua assenza agli spareggi mondiali con l'Italia, ha voluto chiarire: "La verità l'ha già detta Gattuso, che ringrazio. Rino è un uomo fantastico, raro per il mondo del calcio. Purtroppo gli infortuni capitano e io sono arrivato a Coverciano con dei problemi fisici. Infatti sono stato rimandato a casa dopo un consulto con i medici e sono stato fermo una settimana e mezza col Liverpool".

Chiesa ha poi continuato: "Capisco che la gente in un momento del genere possa pensare ad altro, ma io ho anche vinto con la Nazionale! Qualcuno a volte se lo scorda... Gioco a pallone da un po’, non commento nemmeno le offese gratuite che ho letto sui social. L’unico dolore è stato vedere l’Italia fuori dal Mondiale".
L'attaccante ha infine concluso: "Io sono molto attaccato alla maglia azzurra e ho sofferto. Non ho nemmeno voluto guardare i rigori, ero teso. Mi dispiace per i compagni, per il ct e per tutta l’Italia. Erano ed eravamo sicuri di qualificarci il giorno del raduno a Coverciano. Bisogna guardare avanti".
