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Esposito, esordio a cinque stelle: gol, assist e personalità, l’Inter ha trovato il suo riferimento

L'esultanza di Esposito
L'esultanza di EspositoMARCO BERTORELLO / AFP

Il classe 2005 ha trascinato i nerazzurri nel 4-1 al Monza con una prestazione di grande spessore: un gol da cineteca, un assist e un ruolo centrale nella manovra. Chivu gli ha affidato l’attacco e Pio ha risposto da centravanti vero.

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Due passaggi chiave, un gol, un assist e un peso offensivo che per lunghi tratti è ricaduto interamente sulle sue spalle. È ancora presto per dire che Pio Esposito si sia preso l’Inter, ma la prova offerta contro il Monza ha già tracciato una linea precisa: il giovane centravanti non è più soltanto una promessa da accompagnare nella crescita, bensì una risorsa concreta su cui Cristian Chivu può costruire parte della propria idea di calcio.

La situazione nel reparto offensivo ha inevitabilmente contribuito a spalancargli le porte. Marcus Thuram è ancora alle prese con il recupero dall’infortunio, mentre Lautaro Martinez ha mostrato una condizione ancora lontana dal suo standard abituale. Così Chivu, per l’esordio in Serie A, ha affidato al numero 94 gran parte del peso offensivo nerazzurro. Una scelta che, alla luce dei novanta minuti, ha restituito dividendi ben superiori alle aspettative.

Fin dalle prime battute, dalla panchina arrivava una richiesta precisa: verticalizzare su Esposito. Cercarlo direttamente, servirsi della sua struttura fisica e della sua capacità di proteggere il pallone spalle alla porta per risalire il campo e portare l’intera squadra più avanti. Lucchesi ha faticato terribilmente a contenerlo, arrivando anche all’ammonizione nel tentativo di interromperne una ripartenza.

Non era soltanto un modo per bypassare la pressione del Monza. Era una soluzione tattica precisa: Pio come riferimento centrale, una torre a cui affidare i palloni più complicati per trasformarli in una nuova opportunità di gioco. Una sponda, un duello vinto, una protezione del pallone e, da lì, la possibilità per i nerazzurri di alzare il baricentro e attaccare una difesa ormai costretta ad arretrare.

Le statistiche di Pio contro il Monza
Le statistiche di Pio contro il MonzaOpta by Statsperform / EMANUELE COMINCINI / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP

Un esordio da leader

La svolta della partita passa anche e soprattutto da lì. Dopo aver incassato il sorprendente pareggio dei brianzoli, l’Inter ha trovato proprio in Esposito il punto di riferimento per rimettere la partita sui binari giusti.

Prima ha creato apprensione nell’area biancorossa sul traversone di Dimarco, azione dalla quale è nato il gol del 2-1 firmato da Zielinski. Poi ha deciso di mettersi in proprio, confezionando la giocata più spettacolare della sua partita: anticipo sul primo palo e colpo di tacco per una rete di rara qualità, tanto nella tecnica quanto nella lettura dell’azione.

Non ancora soddisfatto, Esposito ha aggiunto anche l’assist. Una sponda perfetta per l’inserimento di Bisseck, che ha attaccato lo spazio e battuto Pizzignacco per il definitivo 4-1.

Tre episodi diversi, un unico filo conduttore: la capacità di incidere in maniera determinante sulla partita. Esposito ha dato profondità, ha fatto salire la squadra, ha attaccato l’area e ha trasformato in occasioni i palloni che gli arrivavano addosso. Una prestazione da centravanti vero, ma soprattutto da giocatore già in grado di assumersi responsabilità importanti.

E il dato più significativo è forse proprio questo: quando l’Inter ha avuto bisogno di un riferimento offensivo, ha continuato a cercarlo.

Lautaro non è riuscito a entrare davvero nel ritmo della gara, mentre Bonny, entrato a partita in corso, non ha trovato il modo di lasciare il segno. Così, progressivamente, il peso dell’attacco è finito sulle spalle di Pio. E il classe 2005 ha risposto presente.

Thuram senza certezze

La partita contro il Monza potrebbe quindi rappresentare molto più di un semplice exploit. Esposito sembra sempre più centrale e a suo agio nel 3-5-2 di Chivu, soprattutto perché offre una caratteristica che può rendere ancora più varia e imprevedibile la manovra nerazzurra.

La sua presenza permette infatti all’Inter di non affidarsi soltanto alla ricerca della profondità. Quando la verticalizzazione arriva sui suoi piedi, Esposito può proteggere il pallone, attirare su di sé i difensori e giocare di sponda per gli inserimenti dei centrocampisti e degli esterni. È un modo diverso di interpretare l’attacco, che aggiunge una soluzione a una squadra già ricca di qualità.

La difesa palla perfetta di Esposito
La difesa palla perfetta di EspositoREUTERS/Vincenzo Livieri

E il suo contributo non si è fermato alla fase offensiva. Emblematico il recupero su Kouadio in prossimità della bandierina: un pallone che sembrava ormai destinato a uscire è stato trasformato da Esposito in un nuovo possesso nerazzurro. Un dettaglio soltanto apparentemente marginale, perché racconta la completezza della sua prestazione.

Cinque duelli vinti sui sei disputati certificano inoltre la solidità con cui ha affrontato il confronto fisico, aspetto fondamentale per un centravanti chiamato a giocare spesso spalle alla porta.

Adesso arriva la parte più interessante. Marcus Thuram scalpita per tornare a disposizione e riprendersi il posto da titolare. Ma dopo una serata del genere, la concorrenza interna potrebbe essere molto serrata.

Se Esposito riuscirà a riproporre continuità, personalità e qualità mostrate contro il Monza, per Thuram riconquistare automaticamente un posto dal primo minuto non sarà affatto scontato. Perché Chivu ha scoperto una soluzione offensiva diversa, e Pio ha già dimostrato di poterla interpretare da protagonista.

Una partita non basta per cambiare le gerarchie. Ma può essere sufficiente per metterle in discussione e, chissà, persino per riscriverle.

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