"Ho fiducia nella giustizia, siamo all'ultimo grado della giustizia sportiva e la affrontiamo con grande speranza. Chi è accusato di atti che non ritiene di non aver compiuto ha speranza di incontrare un giudice che lo riconosca".
Lo dice Antonio Zappi, presidente dell'Aia inibito per 13 mesi per le pressioni esercitate sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D, entrando al Coni per il ricorso al Collegio di Garanzia dello sport.
A proposito dell'inchiesta della procura di Milano, Zappi sottolinea di aver "mandato un messaggio a Rocchi e Gervasoni, sono vicino e solidale con loro. Appena ho ricevuto la segnalazione che ci fosse qualcosa ho informato gli organi competenti - ha aggiunto -. Io sono inibito ma c'è un aspetto umano".
"L'indagine è in corso, mi auguro si risolva in fretta. Credo che a volte la volontà di descrivere il mondo arbitrale come dilaniato sia per interessi estranei al mondo arbitrale stesso, ma non sono convinto corrisponda alla realtà".
