Testimonianze, intercettazioni e poi i filmati e gli audio acquisiti dalla sala Var di Lissone. Sono gli elementi investigativi principali dell'inchiesta della Procura di Milano sul sistema arbitrale, che negli ultimi mesi ha portato anche alle audizioni come testi di numerosi arbitri ed ex arbitri, tra cui pure Eugenio Abbattista, anche lui ex "varista" e altro grande accusatore della commissione nazionale dei fischietti che si dimise dall'Associazione italiana arbitri a stagione in corso, nel marzo del 2024.
"Scendere da un treno impantanato, nel puzzo del pregiudizio, del vittimismo, dell'ingrata non memoria storica è la scelta più sensata che potessi fare", aveva detto Abbattista due anni fa, spiegando, poi, in un'intervista tv di essersi "dimesso perché ero stanco della sensazione di schifo che avvertivo attorno".
E attaccando anche lui - come Domenico Rocca, ormai noto per il suo esposto e sentito pure lui come teste dal pm Maurizio Ascione e dalla Gdf - il mondo arbitrale soprattutto per voti e valutazioni della commissione e per le "epurazioni".
E aveva detto che "chi scende in campo" per arbitrare "si deve occupare di tecnica, di atletismo, non di politica, di quella fazione, di quell'altra fazione o avere, peggio ancora, una preoccupazione perché se non sei della sezione che è nel solco giusto...".
Confermati gli interrogatori del 30 aprile
Intanto, restano fissati per il 30 aprile in una caserma della Gdf a Milano gli interrogatori di Gianluca Rocchi, ex designatore, e Andrea Gervasoni, ex supervisore Var.
Il primo, accusato anche di un presunto accordo il 2 aprile a San Siro con "più persone" per designazioni arbitrali "gradite" all'Inter, dovrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere, mentre il secondo avrebbe deciso di difendersi a verbale.
