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La lezione dell'Argentina: così l'Albiceleste ha ribaltato l'Inghilterra e conquistato la finale

Lionel Messi dell'Argentina festeggia con Enzo Fernandez e i compagni dopo la partita: l'Argentina si qualifica per la finale della Coppa del Mondo
Lionel Messi dell'Argentina festeggia con Enzo Fernandez e i compagni dopo la partita: l'Argentina si qualifica per la finale della Coppa del MondoReuters / Amanda Perobelli

I sogni dell'Inghilterra svaniscono ancora una volta a un passo dalla storia: avanti con Gordon, la squadra di Tuchel viene rimontata nel finale dall'Albiceleste. Messi illumina la rimonta con un assist decisivo e trascina l'Argentina alla seconda finale consecutiva di Coppa del Mondo.

I Tre Leoni cercavano di raggiungere la loro prima finale di Coppa del Mondo dopo 60 anni, mentre la Albiceleste puntava alla seconda consecutiva.

Messi e Kane: scontro tra titani

A 39 anni, Lionel Messi aveva trascinato l'Argentina fino alle semifinali con otto gol, lo stesso bottino di Kylian Mbappé nella corsa alla Scarpa d'Oro.

Dall'altra parte, l'Inghilterra si affidava ai suoi due trascinatori: Harry Kane e Jude Bellingham, entrambi a quota sei reti dopo un cammino fatto di partite combattute e grandi prestazioni, compresa l'epica sfida contro il Messico allo Stadio Azteca.

Inghilterra vs Argentina - Formazioni iniziali
Inghilterra vs Argentina - Formazioni inizialiFlashscore

Le vecchie ferite della rivalità tra le due nazionali erano ancora aperte, dalla "Mano de Dios" di Diego Maradona alle polemiche legate a David Beckham. Per i tifosi inglesi arrivati dall'altra parte dell'Atlantico, la semifinale rappresentava l'occasione per una possibile rivincita contro un'Argentina forse non sempre brillante, ma perfetta nei risultati: sei vittorie su sei e 17 gol segnati.

Un'ulteriore rete contro l'Inghilterra avrebbe permesso all'Albiceleste di eguagliare il record di gol segnati in una singola edizione della Coppa del Mondo, stabilito nel 1930.

Inizio fisico da entrambe le parti

L'Argentina arrivava alla semifinale con sei gol subiti, lo stesso numero dell'Inghilterra, che nelle ultime sei partite aveva raccolto cinque vittorie e un pareggio, segnando 13 reti. Il palcoscenico era pronto per una sfida dal peso storico.

Harry Kane, alla 121ª presenza da giocatore di movimento con la maglia dei Tre Leoni - un record - e Lionel Messi, alla 33ª apparizione in Coppa del Mondo - altro primato - hanno guidato le due squadre in campo avvolte da un'atmosfera assordante.

Il match momentum
Il match momentumFlashscore

L'equilibrio e la tensione erano evidenti fin dai primi minuti: entrambe le formazioni hanno cercato di imporre subito intensità, ritmo e fisicità. Thomas Tuchel aveva chiesto all'Inghilterra un pressing aggressivo, con Anthony Gordon subito protagonista: l'esterno ha messo in difficoltà Emiliano Martínez in tre occasioni nei primi quattro minuti.

Dopo appena dieci minuti, sei giocatori inglesi vantavano ancora il 100% di precisione nei passaggi, a conferma di una squadra capace di gestire il possesso con grande sicurezza.

Gioco spezzettato

Jordan Pickford aveva toccato il pallone appena cinque volte, lo stesso numero di Lionel Messi, rimasto però completamente fuori dal gioco e senza possibilità di incidere nella prima fase della partita.

Dal punto di vista dello spettacolo, l'avvio aveva offerto poco: tanti duelli fisici, diversi falli evitabili e un ritmo continuamente spezzato dagli interventi arbitrali. Un dato lo confermava: al cooling break del 24° minuto erano già stati fischiati 11 calci di punizione.

Nessun giocatore delle due squadre era ancora riuscito a toccare il pallone nell'area avversaria, fotografia di una sfida bloccata e dominata dall'equilibrio. A emergere erano soprattutto alcuni duelli individuali: Elliot Anderson aveva completato quattro dribbling su sei tentati, mentre Leandro Paredes ne aveva riusciti due su quattro.

Il momentum del match
Il momentum del matchFlashscore

I tre contrasti tentati da Paredes raccontavano anche la capacità dell'Inghilterra di guadagnare metri in alcune fasi, con Djed Spence particolarmente attivo nel tentativo di accompagnare l'azione offensiva. Il terzino aveva vinto i primi due duelli difensivi e due dei tre uno contro uno affrontati, diventando uno dei protagonisti di un avvio ad alta intensità.

Spence e Gordon mettono in difficoltà l'Argentina

Lui e Gordon hanno continuato a creare problemi sulla fascia destra dell'Argentina, ma con il passare dei minuti la presenza di Messi ha iniziato a farsi sentire, mettendo sotto pressione il centrocampo inglese.

Nonostante gli sforzi offensivi, nessuna delle due squadre era riuscita a calciare nei primi 30 minuti: un dato che non si verificava in una semifinale mondiale dal 1966. L'Argentina era andata comunque vicina al vantaggio con una conclusione dalla distanza di Enzo Fernández.

La fase centrale del primo tempo aveva visto l'Albiceleste prendere campo e mettere in difficoltà i Tre Leoni, ma per l'Inghilterra c'era un aspetto positivo: la squadra di Scaloni non era ancora riuscita a centrare lo specchio della porta.

Morgan Rogers, scelto da Thomas Tuchel al posto di Noni Madueke e Bukayo Saka, aveva invece inciso poco nella prima frazione: appena cinque passaggi tentati prima dell'intervallo, un dato che alimentava i dubbi sulla scelta del tecnico inglese.

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Stones e Guehi imperiosi

Dopo 45 minuti il possesso palla sorrideva all'Argentina, ma sul piano individuale l'Inghilterra riusciva comunque a reggere il confronto.

La coppia centrale formata da John Stones e Marc Guéhi era stata praticamente perfetta in impostazione: 63 passaggi completati nella prima frazione, tutti riusciti. Al loro lavoro si aggiungeva l'energia di Elliot Anderson a centrocampo, autore di 12 duelli prima dell'intervallo, il numero più alto tra i giocatori delle due squadre.

Una combinazione che aveva impedito all'Albiceleste di dominare la partita, nonostante un maggiore controllo del possesso.

L'inizio della ripresa, però, aveva subito acceso la sfida: due conclusioni ravvicinate di Julián Álvarez hanno messo in allarme l'Inghilterra, nate da un semplice lancio lungo di Emiliano Martínez non letto da Djed Spence. La reazione dei Tre Leoni, arrivata quasi immediatamente, ha però confermato la capacità della squadra di Tuchel di restare dentro la partita nei momenti più delicati.

Rogers trova Gordon per il vantaggio

Jude Bellingham aveva vissuto una partita meno brillante rispetto ai suoi standard abituali, ma i numeri raccontavano comunque il suo peso nella sfida: due recuperi, cinque duelli vinti sui dieci affrontati e quattro falli subiti testimoniavano una presenza costante nel cuore del gioco inglese.

Al 55° minuto è arrivata la svolta: in contropiede, Morgan Rogers ha trovato il suo primo vero spunto della partita con un cross preciso per Anthony Gordon, bravo a inserirsi sul secondo palo e a firmare il vantaggio con il primo tiro nello specchio dell'Inghilterra.

Il gol del vantaggio di Gordon per l'Inghilterra
Il gol del vantaggio di Gordon per l'InghilterraOpta by StatsPerform (photo by REUTERS/Paul Childs)

Se il gol aveva dato entusiasmo e fiducia all'Inghilterra, dall'altra parte aveva scatenato la reazione immediata dell'Argentina. L'Albiceleste si è riversata in avanti alla ricerca del pareggio e soltanto un intervento straordinario di Djed Spence su Giuliano Simeone ha evitato l'1-1 immediato.

Al 60° minuto, il 43,8% delle azioni si era sviluppato nella trequarti difensiva inglese, segnale della pressione esercitata dalla squadra di Scaloni. Ma con una difesa a cinque compatta e molto stretta, i Tre Leoni riuscivano a chiudere gli spazi e a impedire agli avversari di trovare la giocata decisiva.

Gonzalez cambia volto all'Argentina

L'Inghilterra di Tuchel era riuscita a trovare il vantaggio e stava offrendo una vera prova di solidità difensiva, resistendo alla crescente pressione dell'Argentina.

L'ingresso di Nico González al posto di Paredes ha però cambiato l'inerzia della partita. L'attaccante ha subito creato pericoli, conquistando un paio di calci d'angolo prima di costringere Pickford alla sua prima grande parata con un colpo di testa potente, deviato in angolo dal portiere inglese.

Dopo la seconda pausa per il cooling break, una tripla sostituzione ha permesso all'Argentina di prendere il pieno controllo del possesso. L'Inghilterra ha rischiato di capitolare quando Alexis Mac Allister, con un colpo di testa in tuffo, ha colpito il palo.

Poco dopo, anche il tentativo di testa di González sul secondo palo è terminato fuori di un soffio, mentre l'84% di possesso palla dell'Albiceleste iniziava a mettere sotto pressione la resistenza dei Tre Leoni.

Fernandez trova il pareggio, poi Lautaro...

26 respinte e l'incapacità di ripartire dopo il gol di Gordon hanno spinto Tuchel a intervenire, inserendo sia Dan Burn che Nico O'Reilly al posto di Declan Rice e dell'infortunato Reece James.

Nemmeno il 5-4-1 scelto da Tuchel, però, è riuscito a fermare la spinta dell'Argentina. A cinque minuti dalla fine Enzo Fernández ha trovato il gol del pareggio con una splendida conclusione, coronando una pressione ormai costante dell'Albiceleste.

Con nove minuti di recupero da giocare e sei difensori in campo, l'Inghilterra sapeva di dover resistere all'assalto finale. Ma dopo un altro palo colpito da Alexis Mac Allister, Lionel Messi ha servito il suo ennesimo assist decisivo, mandando Lautaro Martínez in rete per il sorpasso argentino.

Una rimonta meritata per la squadra di Scaloni, capace di reagire con carattere dopo lo svantaggio. A guidarla ancora una volta è stato Messi, protagonista assoluto con otto dribbling riusciti su undici tentati e dieci duelli vinti su diciassette: numeri da migliore in campo.

Troppo poco, troppo tardi per l'Inghilterra di Tuchel

I primi minuti del torneo per Ivan Toney sono arrivati soltanto dopo il secondo gol argentino, quando l'Inghilterra ha provato il tutto per tutto nei concitati minuti finali del recupero.

Con Dan Burn avanzato addirittura come attaccante aggiunto, i Tre Leoni hanno dovuto abbandonare ogni prudenza alla ricerca del pareggio. Ma la scelta di Tuchel di puntare su una squadra più difensiva per proteggere il vantaggio iniziale si è rivelata decisiva in negativo: l'Inghilterra non ha più trovato la solidità necessaria per resistere all'ultima spinta dell'Albiceleste.

Ancora una volta vicini al traguardo, ancora una volta fermati a un passo dalla storia: per i Tre Leoni il sogno mondiale resta rinviato.

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