Edin Džeko non parla da uomo in cerca di rivalse. Nessun tono provocatorio, nessuna voglia di infierire sull’ennesima notte nera della Nazionale italiana. Nell’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, l’ex attaccante di Roma, Inter e Fiorentina ha scelto piuttosto la strada dell’analisi, indicando nella paura e nella tensione accumulata il vero nemico degli azzurri nel ko contro la Bosnia.
“Io penso che la vostra Nazionale sia più forte della nostra. E la partita è andata in un certo modo anche a causa dell’espulsione di Bastoni”, ha spiegato Džeko.
“Secondo me l’Italia è stata eliminata perché ha sentito la pressione del terzo Mondiale di fila che sfuggiva via. Pressione che anche voi media avete alimentato”.
Per il centravanti bosniaco, attorno alla sfida si era creata un’atmosfera quasi ossessiva, capace di spostare il focus dal campo alle paure. Džeko individua proprio lì uno degli errori principali dell’ambiente italiano.
“Per giorni avete parlato del nostro stadio, dell’inferno che avreste trovato a Zenica, dei balconi che si affacciavano sul campo, senza analizzare il reale valore della Bosnia, che ha tanti talenti interessanti pur non essendo al vostro livello”.
Un riferimento chiaro alla narrativa costruita nei giorni precedenti alla partita, tra racconti sulla pressione ambientale e sul clima rovente dello stadio bosniaco. Elementi che, secondo Edin, hanno finito per aumentare ulteriormente il peso psicologico sulle spalle dell’Italia.
Il capitano della Bosnia si è poi soffermato anche sul caso del video diventato virale sui social, quello che mostrava Federico Dimarco, Guglielmo Vicario e Francesco Pio Esposito mentre reagivano alla notizia dell’eliminazione del Galles.
“Non credo che quella vicenda abbia inciso più di tanto. Anche a me è capitato di essere contento per un sorteggio. Il problema è che nell’era dei social bisogna stare attenti a tutto per non essere beccati. La diffusione del video ha creato trambusto”.
Infine, una riflessione più ampia sul momento del calcio italiano, senza però voler impartire lezioni.
"Qual è Il male del calcio italiano? Non sta a me dirlo. Ma qualcosa di sicuro non funziona, visti i risultati. Una squadra come l’Italia non può avere paura della Bosnia o appunto del Galles”.
