L'indimenticato fantasista del Milan e della nazionale brasiliana Kakà, presente al Fanatic Fest, festival dello sport che si tiene allo Javits Center di NYC, ha parlato dei suoi Mondiali, del suo ex compagno in rossonero David Beckham, presente all'evento con lui, e delle impressioni su questa edizione del torneo.
Com'è ritrovarsi qui insieme a David Beckham?
Essere qui con David è qualcosa di incredibile. Sono sempre stato un suo grandissimo tifoso e oggi posso anche dire che essere suo amico è una delle cose più belle che mi siano capitate.
Quando ero al Milan e si iniziò a parlare di un possibile arrivo di David, nello spogliatoio c'era grande entusiasmo. Tutti conoscevano la sua professionalità e la persona che è. Per me, poi, era ancora più speciale perché giocavamo nello stesso ruolo.
Quando è arrivato è stato incredibile. Ho avuto la fortuna di condividere con lui il campo e lo spogliatoio. Mi ha insegnato tantissimo. Vederlo allenarsi ogni giorno, osservare il suo comportamento dentro e fuori dal campo è stata una lezione continua. Ritrovarmi oggi di nuovo al suo fianco è davvero qualcosa di speciale.
Come giudichi il primo Mondiale a 48 squadre?
Passare da 32 a 48 nazionali era una sfida enorme. Alla fine, però, credo che tutti abbiano visto quanto sia stato bello. Più squadre, più Paesi rappresentati, più persone coinvolte. Il calcio unisce davvero il mondo e questo Mondiale lo ha dimostrato.
È andato persino meglio di quanto mi aspettassi. Abbiamo visto tante grandi partite, molte sorprese come Capo Verde e Congo, tanti nuovi talenti emergere. Rendere il Mondiale più grande era una sfida, ma secondo me è stata vinta.
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Qual è il ricordo più bello dei tuoi Mondiali?
Ho avuto la fortuna di giocare tre Coppe del Mondo. Nel 2002 avevo vent'anni, ero agli inizi della mia carriera e il Brasile vinse la finale contro la Germania. Sollevare la Coppa del Mondo e diventare campione del mondo è il ricordo più bello della mia vita.
Poi ho giocato il Mondiale del 2006. Forse, avendo vinto quello del 2002, ti viene quasi una dipendenza dalla vittoria e pensi che sia normale arrivare fino in fondo. Avevamo una squadra straordinaria. Segnai il mio primo gol ai Mondiali contro la Croazia nella gara d'esordio, ma uscimmo ai quarti contro la Francia. È stato proprio allora che ho capito quanto sia difficile vincere una Coppa del Mondo. E quel trionfo del 2002 è diventato ancora più speciale ai miei occhi.
Infine ho disputato il Mondiale del 2010 in Sudafrica. È stata un'esperienza incredibile: un Paese diverso, persone diverse, un sostegno straordinario. Anche in quell'occasione ci fermammo ai quarti di finale, contro i Paesi Bassi. Nel complesso, il mio percorso ai Mondiali resta qualcosa di davvero speciale.
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Mondiali FIFA 2026
I Mondiali del 2026 si disputeranno dall'11 giugno al 19 luglio negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. Il torneo vedrà la partecipazione di 48 nazionali e sarà ospitato in 16 stadi moderni distribuiti nei tre Paesi organizzatori.
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