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US Open, Berrettini denuncia dopo l'esordio: “Minacce alla mia famiglia per le scommesse”

Matteo Berrettini
Matteo BerrettiniKENA BETANCUR / AFP

Dopo il successo su Wawrinka, il tennista romano racconta l’episodio legato alle scommesse che ha coinvolto il fratello e chiede più tutela per i suoi colleghi: “Dobbiamo proteggere i giocatori”.

"È stata una bella lotta. Diciamo che la partita è iniziata come era finita quella di Wimbledon. Ero partito bene, poi mi sono un po' incastrato; però la cosa positiva è che nei momenti importanti sono riuscito a fare le scelte giuste, e a tirar fuori l'energia giusta".

Parola di Matteo Berrettini dopo aver battuto Stan Wawrinka al primo turno degli US Open. 

"Il fatto di essere riuscito a vincere due tie-break così, dopo due set complicati, mi ha fatto andare avanti subito nel terzo e da lì in poi mi sono sentito meglio".

"Navone? Partita complicata"

Nel secondo turno di questo US Open Berrettini non troverà Novak Djokovic, bensì Mariano Navone: "Ho visto pochissimo del loro match - racconta il tennista romano - ho visto che Navone non sbagliava mai, correva come fa sempre Navone, e colpiva bene. Djokovic faceva fatica a passarlo e a vincere il punto da fondo.

Ho visto anche le immagini di quando Novak si è sentito male; credo che sia impressionante ciò che sta facendo, nonostante tutto quello che ha vinto e nonostante la sua età: giovanissimo per la vita, un po' meno per il tennis. Gli auguro di sentirsi meglio, perché da quello che ho capito è un problema di cui soffre da un po'. Quanto a Navone, sarà una partita molto complicata: ci conosciamo bene, l'ultima volta ho perso, sta giocando bene e ha alzato di livello anche sul cemento".

Berrettini denuncia le minacce alla famiglia

Il successo su Stan Wawrinka ha aperto a Matteo Berrettini le porte del secondo turno degli US Open, ma nel post-partita il tennista romano ha affrontato anche un tema molto più delicato, legato al rapporto sempre più stretto tra tennis e scommesse. Una questione che, nel suo caso, ha assunto contorni personali e inquietanti: durante l’ultimo Roland Garros, infatti, il fratello ha ricevuto sul proprio telefono messaggi contenenti minacce rivolte alla famiglia.

"È un tema delicato - ha risposto il romano in conferenza a New York -. Penso solo che dobbiamo proteggere i giocatori e fare tutto il possibile per creare un ambiente sicuro per tutti — ha raccontato Berrettini — perché, se non sbaglio, a Indian Wells una tennista italiana ha ricevuto dei messaggi e qui c’è mio fratello: al Roland Garros ha ricevuto dei messaggi sul telefono con minacce alla mia famiglia e cose di questo tipo. Quindi penso che dovremmo creare una struttura più forte, non so, un comitato più forte per proteggere i giocatori".

Berrettini ha spiegato di aver assistito anche ad altre situazioni problematiche, soprattutto nei tornei Challenger, dove alcuni comportamenti sugli spalti hanno finito per creare un ambiente lontano da quello che dovrebbe essere il normale contesto di una competizione sportiva: "Non è facile dire: tu puoi entrare e tu non puoi entrare, perché non sai come si comporteranno, ma qualcosa sicuramente va fatto".

Il caso di Berrettini non è isolato. Nei mesi scorsi anche Lucrezia Stefanini aveva raccontato di aver ricevuto minacce di morte prima delle qualificazioni di Indian Wells, con messaggi indirizzati al suo numero personale e riferimenti alla sua famiglia. Un episodio che aveva portato a un rafforzamento delle misure di sicurezza attorno alla giocatrice e riacceso il dibattito sulla protezione degli atleti dagli episodi di intimidazione legati alle scommesse.

"Penso che, se viene fatto nel modo giusto, se viene gestito in modo controllato e non porta a una degenerazione del gioco legata alle scommesse, allora può anche essere di divertente".

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