Focus Formula 1: Antonelli mette Russell alle corde, la McLaren azzecca ancora gli aggiornamenti

George Russell al Gran Premio di Miami
George Russell al Gran Premio di MiamiČTK / imago sportfotodienst / David Buono

Quali sono stati i temi principali dell’ultimo weekend di gara? E quali novità fuori dalla pista stanno facendo discutere? Tutto questo e molto altro viene analizzato in Focus Formula 1, la rubrica periodica di F1 firmata da Finley Crebolder di Flashscore.

Dicono che l’assenza faccia crescere il desiderio, e credo sia vero, perché quest’anno aspettavo davvero con curiosità il Gran Premio di Miami.

Il tracciato non è certo tra i più spettacolari e la location è letteralmente un parcheggio, quindi probabilmente è la mia gara meno amata del calendario, ma dopo una pausa di un mese in cui sono stati rivisti i regolamenti più discussi e molte squadre hanno preparato aggiornamenti importanti per le proprie monoposto, non vedevo l’ora che si tornasse in pista.

E, nel complesso, le aspettative non sono state tradite. Le modifiche al regolamento hanno reso le gare meno artificiali, riducendo il peso della gestione dell’energia, e gli aggiornamenti hanno regalato una lotta a quattro per la vittoria per buona parte del weekend.

Ecco i miei principali spunti da questa gara.

Antonelli mette Russell alle corde

La notizia principale dopo la tappa in Florida è che Kimi Antonelli ha conquistato la terza pole consecutiva, la terza vittoria di fila e un vantaggio di 20 punti in testa al Mondiale. In pochi ci avrebbero creduto dopo il primo turno della stagione, a partire da George Russell.

Il 2026 doveva essere l’anno di Russell. L’anno in cui avrebbe dimostrato a tutti quello di cui è sempre stato convinto: di essere al livello di Max Verstappen come miglior pilota che la Formula 1 possa offrire. Eppure, dopo appena quattro gare, il britannico è completamente oscurato dal giovane compagno di squadra.

La sfortuna lo ha penalizzato in Cina e in Giappone, ma a Miami Antonelli lo ha battuto solo grazie al suo talento, e con un distacco netto. L’italiano ha dominato sia in qualifica che in gara, mentre il britannico non è mai salito sul podio e non può nemmeno appellarsi alla sfortuna. Semplicemente, non era abbastanza veloce.

Ha minimizzato la sua prestazione deludente, attribuendola al fatto che il circuito di Miami non gli è mai stato favorevole, ma lo scorso anno aveva battuto Antonelli sia nella sprint che nella gara principale, quindi è difficile negare che il divario con il compagno si sia ridotto notevolmente.

A 28 anni ha ancora tutto il tempo per ristabilire le gerarchie, come fece Lando Norris in una situazione simile con Oscar Piastri la scorsa stagione, ma dover respingere un compagno più giovane e senza pressioni è una sfida che non aveva mai affrontato e che non si aspettava di vivere in questa stagione.

La sua rincorsa al titolo mondiale quest’anno si sta già rivelando più complicata del previsto.

La McLaren azzecca ancora gli aggiornamenti

La rincorsa di Russell sarà resa ancora più difficile dal fatto che la McLaren sembra ripetere quanto fatto per diventare la squadra di riferimento: sviluppare la monoposto meglio di tutti durante la stagione.

I campioni in carica erano penultimi in classifica dopo tre turni nel 2023, ma grazie agli aggiornamenti hanno chiuso la stagione con nove podi. All’inizio del 2024 erano nettamente più lenti di Red Bull e Ferrari, ma ancora una volta, grazie agli sviluppi, hanno concluso la stagione da campioni costruttori. Ora, sembrano pronti a un’ascesa simile anche nel 2026.

Nelle prime due gare mancavano sia di velocità che di affidabilità, con Piastri costretto al ritiro in entrambe e Norris che, nell’unica in cui è arrivato al traguardo, ha chiuso quinto, staccato di quasi un minuto dal vincitore. Meno di due mesi dopo, a Miami, hanno chiuso primo e secondo nella sprint e secondo e terzo nella gara principale.

La loro vettura è apparsa molto più competitiva rispetto al terzo turno in Giappone, dove comunque erano andati vicini al successo dopo aver condotto parte della gara. Non ci sono dubbi che gli aggiornamenti introdotti nell’ultima settimana abbiano migliorato sensibilmente la monoposto, tanto che ora sembra più veloce della Ferrari.

Al prossimo turno a Montreal arriveranno ulteriori novità, e se la storia insegna qualcosa, potrebbero davvero permettere a Norris e Piastri di inserirsi nella lotta per il titolo.

Alpine diventa una squadra molto ambita

Più indietro in pista a Miami, l’Alpine ha confermato di essere la squadra di centro gruppo più forte del 2026, proprio mentre attira l’interesse di alcuni dei nomi più importanti della Formula 1.

Da tempo si parla della possibilità che un nuovo investitore rilevi una quota importante dal gruppo Renault, e sia il team principal della Mercedes Toto Wolff che l’ex boss della Red Bull Christian Horner sono interessati. Dopo la prestazione di Miami, il loro interesse sarà sicuramente aumentato.

Come sempre, Pierre Gasly ha saputo sfruttare al massimo la vettura, ma anche Franco Colapinto è riuscito a fare lo stesso, e il risultato è stato che entrambi hanno raggiunto la fase finale delle qualifiche sia nella sprint che nella gara principale, sono andati a punti nella sprint e Colapinto ha raccolto sei punti domenica. Così ora sono quinti in classifica, a sole sette lunghezze dalla Red Bull.

In passato sono già arrivati così in alto, ma sono sempre stati frenati dal motore Renault, mai abbastanza veloce o affidabile per permettere loro di lottare davvero con i migliori. Ora però la situazione è cambiata: il costruttore francese si è ritirato come fornitore di motori e la squadra può contare sulla migliore power unit della griglia, quella Mercedes.

Se si aggiungono l’esperienza e le risorse della base di Enstone — presente in F1 dal 1981 — e il fatto che, chiudendo la stagione tra le prime cinque in classifica, avranno una situazione finanziaria solida, si capisce perché Wolff voglia trasformarli nella squadra satellite Mercedes e perché Horner punti a un ruolo di primo piano nell’operazione.

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AutoreFlashscore