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Lo show di Tresoldi a San Siro fa riflettere il Milan, che alla fine gli ha preferito Ramos

Tresoldi col pallone del match
Tresoldi col pallone del matchREUTERS/Daniele Mascolo

Capocannoniere della Champions League, aspettando i risultati di stasera, l'attaccante nato a Cagliari e di fede rossonera ha dimostrato di valere molto anche in Europa. E, in prospettiva, può rendere anche di più del centravanti portoghese

Si sono sprecati i giochi di parole per la tripletta di Nicolò Tresoldi contro l'Inter. Tra titoli a effetto e metafore di ogni tipo, l'esaltazione per il centravanti classe 2004 è arrivata al suo massimo storico dopo l'esibizione di San Siro. Autore di quattro reti nelle prime due uscite di Champions League, il nativo di Cagliari è stato il mattatore della sfida vinta per 3-4 dal suo Club Brugge in quello stadio che lui ha sempre sognato da piccolo.

Figlio di un interista come papà Emanuele, Nicolò ha sempre preferito il Milan, squadra del nonno. E anche se attualmente veste di nerazzurro, continua a essere un fiero tifoso rossonero. Testimone della sua fede la visita nello scorso dicembre, quando realizzò anche una foto con Rafael Leao dopo la sfida tra la squadra milanista e il Verona. Nella sua intervista realizzata con Flashscore un mese prima, aveva ricordato quanto fosse legato al club rossonero, del quale sogna ancora oggi di vestire la maglia.

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Le ultime statistiche di Tresoldi
Le ultime statistiche di TresoldiFlashscore

Fiuto e tecnica

E se quello di Tresoldi fosse più di un sogno? Centravanti di 22 anni, è alla sua seconda stagione in Belgio, dove hanno creduto in lui pescandolo dalla Zweite tedesca, dove aveva realizzato appena sette reti in 34 partite nell'annata 2024/25. Da quel momento in poi, grazie anche a un Euro 2015 dove era apparso uno dei migliori prospetti della Germania, è maturato definitivamente, irrompendo così al Brugge, dove è stato capocannoniere della Jupiler League vinta l'anno scorso con 13 reti totali. 

Le sue caratteristiche sono ormai evidenti: Nicolò ama attaccare lo spazio e fiuta il gol come il suo idolo Filippo Inzaghi, che ha giocato con suo papà. Ma, rispetto all'ex attaccante di Juventus e Milan, vanta una tecnica importante che non solo gli permette di associarsi in modo armonioso con i compagni di squadra ma lo rende anche fiducioso al momento di tiri che richiedono molta coordinazione. Il calcio di rigore finito nell'incrocio, con il quale ha rotto l'impasse a San Siro, è stato di quelli imparabili, che solo un giocatore dal piede educato può generare.

Nella sua prima intervista con Flashscore, nel giugno del 2025, aveva anche individuato la "cazzimma" come una delle sue doti principali. Nel suo incidere verso la porta si denota infatti una malizia particolare, soprattutto quando si tratta di trovare lo scatto decisivo per andare in gol e beffare i rivali.

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Alta fedeltà

La sua umiltà non gli permette di andare a cercare paragoni scomodi. Eppure, dopo l'inizio di stagione di Goncalo Ramos, arrivato al Milan per 70 milioni, il confronto tra i due vede l'italo-tedesco nettamente avanti. La differenza d'età e di esperienza è ancora elevata, e va ricordato che il lusitano è stato comunque importante come sostituto di lusso nelle due vittorie consecutive della Champions League da parte del Paris Saint-Germain.

Eppure, proprio nella competizione regina finora Tresoldi ha fatto registrare sette reti in 12 incontri, mentre Ramos appena nove in 47. La media, dunque, è nettamente favorevole al 22enne oggi al Brugge e che in poco più di un anno ha scalato le gerarchie europee. La sensazione è che nella prossima estate, quella in cui giocherà da capitano l'Euro under 21 con la Germania, dovrà prendere molte decisioni. A prescindere da come finirà la competizione continentale, sarà infatti chiamato a rispondere a Jurgen Klopp e a Roberto Mancini.

Ma potrebbe probabilmente essere spinto a scegliere un'eventuale nuova squadra. Se, infatti, in estate è stato corteggiato dall'Arsenal, tra qualche mese avrà senza dubbio altre pretendenti. Il suo prezzo, però, sarà elevatissimo, anche perché i nerazzurri del Belgio sono una bottega cara. Al Milan lo sanno bene, visti i 35 milioni spesi per Jashari e De Ketelaere.

Stavolta, però, potrebbero essere in gioco anche i sentimenti di un ragazzo che dall'Italia è partito troppo presto e che al primo esame al Giuseppe Meazza ha suonato un assolo indimenticabile. Che lui, magari, avrebbe voglia di ripetere con un'altra maglia, ma sempre di casa.

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