La caduta di un mito: Serena Williams non ha motivo di giocare a Wimbledon

Il ritorno di Serena Williams è davvero fuori luogo.
Il ritorno di Serena Williams è davvero fuori luogo. REUTERS/Toby Melville

Wimbledon ha ufficializzato una wildcard in singolare per Serena Williams, che di recente è tornata in campo. Ma a che scopo?

Era una notizia che si intuiva già da alcune settimane. Anzi (o peggio): la si temeva. Eppure ora è ufficiale: Serena Williams giocherà davvero il singolare femminile di Wimbledon, avendo ottenuto l’ultima wildcard disponibile.

La sorpresa è stata grande quando ha annunciato il suo ritorno in campo. Impegnata in doppio al Queen’s con Victoria Mboko, ha ottenuto una vittoria prima che la sua compagna si infortunasse in singolare e fosse costretta al forfait. Poi, insieme a Karolína Muchová, è stata eliminata già al primo turno a Berlino. In ogni caso, era già stato annunciato che avrebbe ricevuto una wildcard in doppio per il Grande Slam londinese, in coppia con una certa Venus Williams.

Wimbledon, Serena Williams tornerà a giocare anche in singolare a distanza di quattro anni

Indegno di una campionessa

Perché non un ultimo giro di pista in doppio? In fondo, sua sorella maggiore, a 46 anni, è ormai vicina al ritiro, e si può immaginare un ultimo Wimbledon insieme prima dell’addio definitivo agli US Open. Sarebbe logico per chiudere una storia lunga trent’anni con il tennis femminile. 

Ma per quanto riguarda Venus, è evidente che non ha più molto da dire in campo. Anche se ha ricevuto numerose wild card in questa stagione, non ha vinto nemmeno una partita. Si capisce che i tornei invitino una leggenda, anche se ormai non è più competitiva: il marchio Williams ha sempre fatto vendere, è senza tempo. Ma dal punto di vista del livello di gioco, questo sta rovinando la fine della carriera di una leggenda del XXI secolo. 

Serena, invece, non è solo una leggenda: è LA leggenda, il modello a cui si ispira metà del circuito WTA. Colei che ha conquistato ben 23 titoli del Grande Slam. Colei che è tornata dopo la maternità riuscendo a ritrovare un livello altissimo, aprendo la strada a tante altre giocatrici affinché oggi sia una cosa del tutto normale. 

A 44 anni, manca dal circuito WTA dall’US Open 2022, quando aveva salutato il pubblico di casa. Gli addii sono raramente perfetti, ma si percepiva che era il momento giusto per lei. 

L’emozione di quel discorso finale aveva regalato una splendida conclusione a lei e ai suoi tifosi. Ma tutto questo, come il resto, viene spazzato via da questo ritorno in campo. Non stiamo parlando di una giocatrice che non è mai riuscita a vincere un grande titolo. Parliamo della tennista più vincente del secolo, che non deve dimostrare nulla, che non ha bisogno di soldi, che ha avuto gloria a sufficienza per tutta la vita e che forse (non lo sapremo mai) ha appena infranto il sogno di una giovane britannica che sperava di ricevere una wildcard per lanciare la propria carriera sull’erba londinese. 

Questa è solo la punta dell’iceberg. Per il resto… Nei suoi match di doppio non si è visto nulla di trascendentale, né dal punto di vista fisico né tennistico. Certo, potrebbe avere un sorteggio favorevole e superare un turno, ma non può vincere il torneo. Per una giocatrice che ha passato la carriera a collezionare titoli e record, è davvero un peccato. 

E poi? Si attendono notizie. Se fosse l’inizio di una vera seconda carriera nel circuito WTA, in fondo, si potrebbe anche capire. Se invece si tratta solo di un ultimo capriccio personale per giocare a Wimbledon e poi agli US Open, è indegno della campionessa che è stata: sembrerebbe il capriccio di una giocatrice che ha vinto tutto, ha scelto il proprio addio e che, un mattino, ha mandato tutto all’aria per orgoglio o, peggio, per noia.

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