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Il venerdì ai raggi X: Ramos fa e disfa, le critiche di Amorim e il contributo di Gila

Aggiornato
Goncalo Ramos in azione
Goncalo Ramos in azioneREUTERS/Daniele Mascolo

La sfida di venerdì sera tra Milan e Venezia è stata risolta da un acuto del portoghese, che ha preso il testimone del connazionale Leao. Decisivo anche l'apporto dello spagnolo in difesa

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La sfida tra Milan e Venezia a San Siro ha visto i rossoneri imporsi per 2-0, ma il punto di svolta tattico ed emotivo della partita è stato l'1-0 segnato al 69esimo da Gonçalo Ramos, che fino a quel momento aveva preso solo delle decisioni tecniche sbagliate.

Fino al gol del portoghese, la gara era stata un monologo d'attacco rossonero sprecato e frustrante, complicato dalle parate di uno Stanković in grande spolvero e da una traversa colpita da Yunus Musah ad inizio ripresa.

Chi: Ramos segna dopo vari errori

Nel primo tempo si era fatto notare più per gli errori sotto porta che per altro. Poi, Goncalo Ramos si è ricordato non solo dei 70 milioni spesi per il suo cartellino da parte dei rossoneri, ma anche delle sue capacità di finalizzazione. Come ha detto Amorim a fine partita: "Ramos? Deve segnare, l'abbiamo pagato un sacco di soldi".

Il suo sinistro in diagonale nel secondo tempo ha sbloccato una partita che si stava complicando per i padroni di casa. Il tutto dopo un altro errore sotto misura, stavolta di testa.

La rete di ieri potrebbe essere stata quella della definitiva presa di coscienza da parte dell'attaccante portoghese, che si è tolto l'emozione del debutto a San Siro e ha permesso al Milan salire al primo posto. E in un contesto particolare per l'addio di Rafael Leao, che ha salutato in lacrime lo stadio dove ha vinto uno Scudetto da protagonista. Che sia arrivato il cambio della guardia?

La partita di Ramos
La partita di RamosFlashscore

Come: Amorim non è soddisfatto

"Abbiamo sofferto l’uno contro uno, alcune transizioni, ma abbiamo avuto più occasioni di loro per segnare. È chiaro, ma non abbiamo mai avuto il possesso per lungo tempo. Abbiamo gestito alcune cose bene, altre meno, dobbiamo continuare a lavorare ma abbiamo vinto, ed è questa la cosa più importante”. Queste le parole a fine gara di Ruben Amorim, che ha ammesso di non aver troppo gradito il modo in cui i suoi hanno portato a casa la partita.

Ed è proprio qui che al Milan possono finalmente pensare di aver trovato un allenatore diverso. Il lusitano, infatti, cerca la forma oltre alla sostanza. E il suo calcio dinamico è quello che voleva vedere la San Siro di colore rossonero. Le sue scommesse tattiche sono state vinte, specialmente quando ha inserito Saelemaekers e Adrien Rabiot. L'unico dubbio è il perché i due abbiano iniziato dalla panchina.

Perché: Gila e l'uscita dal basso

Per il gioco offensivo di Amorim sono fondamentali anche i difensori capaci di accompagnare le azioni d'attacco. Arrivato al Milan dopo aver battuto la concorrenza del Napoli, Mario Gila si è subito ben inserito negli automatismi del tecnico portoghese.

E lo ha fatto senza rinunciare alla sua essenza di centrale rapido nelle chiusure e svelto nel far ripartire la manovra. Lo spagnolo ha mostrato anche iei personalità e tecnica, ma anche una certa sicurezza nella marcatura, anche se ci sarà da affinare i meccanismi difensivi con Pavlovic.

Dopo anni in una difesa a quattro, Gila ha dimostrato subito di essere capace di giocare benissimo anche in una retroguardia a tre, e la sua pulizia di gioco, la  precisione nei passaggi - 51 riusciti su 57, ossia l'89,5%, ne ha confermato anche ieri la qualità nell'uscita dal basso.

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