Contando i risultati è di fatto la migliore tennista del 2026 con 3 tornei vinti (Brisbane, Indian Wells e Miami) e 4 finali, visto che bisogna aggiungere quella degli Australian Open, eppure la leadership di Aryna Sabalenka è quanto mai a rischio.
'Colpa' del ranking: dopo aver perso negli ottavi di finale di Toronto contro Ekaterina Alexandrova, la bielorussa rischia di veder evaporare tutto il vantaggio accumulato nel ranking.
E questo non certo perché dietro di lei ci sia un'avversaria veramente capace di darle filo da torcere e di garantire continuità. Ma basta poco: se Elena Rybakina dovesse infatti vincere il Masters canadese, il distacco tra numero 1 e numero 2 del mondo si ridurrebbe a soli 4 punti (8670 contro 8666). Una roba folle, impensabile fino a pochi mesi fa.
Il gap si è ridotto quasi del tutto
Sabalenka è in vetta alla classifica WTA ininterrottamente dal 21 ottobre 2024, dopo la prima breve parentesi del 2023, e la sua posizione nel corso delle settimane è divenuta talmente salda da non lasciar immaginare che qualche avversaria avesse potuto toglierle lo scettro.
A fine 2025, ad esempio, la tennista di Minsk ha chiuso con un rassicurante vantaggio di 2475 punti (10870 contro i 8395) su Iga Swiatek, e il gap sembrava essere rimasto inattaccabile anche all'inizio di questa stagione.

Sabalenka, che in stagione è 0/3 nel conto degli Slam, non vince un torneo dal Sunshine Double di marzo e ha racimolato sei tornei consecutivi senza centrare nemmeno la finale, sia su terra che su erba che sul duro, la sua superficie preferita.
Prima di Toronto, sono arrivate le premature eliminazioni di Wimbledon, Berlino, Roland Garros, Roma e Madrid e la striscia negativa inizia a preoccupare.
Soprattutto dopo alcune dichiarazioni pubbliche in cui non ha affatto nascosto la sua frustrazione e il desiderio - un mix di provocazione e sfogo frutto del momento - in cui sosteneva di voler smettere, su tutte quelle in conferenza stampa dopo il ko di Parigi contro Diana Shnaider.

La prova del 9 agli US Open
È anche vero che Sabalenka al momento è sugli standard delle annate 2024 e 2025, chiuse in entrambi i casi con 4 titoli.
E adesso viene il bello: per Aryna dopo Cincinnati c'è da difendere il suo Major prediletto, gli US Open: dopo averlo conquistato per due stagioni consecutive, la bielorussa è quasi obbligata a vincerlo per far si che la stagione non possa considerarsi fallimentare del tutto, e per dimostrare di saper mantenere i pronostici.
Ma la pressione sarà enorme: già lo scorso anno dopo una situazione per certi versi simile la 'Tigre di Minsk' era riuscita a conquistare lo Slam newyorkese, ma questa volta potrebbe esserci uno stimolo ben maggiore, il ranking da salvare.
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