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Ci sono carriere che prendono una direzione precisa proprio quando tutto sembra andare nella direzione opposta. Quella di Michael Kayode è una di queste.
Ma cominciamo dall'attualità. A Bursa, nella sfida di Nations League tra Turchia e Italia, il terzino azzurro classe 2004 ha vissuto uno dei momenti più importanti della sua carriera: titolare per la prima volta con la Nazionale maggiore, novanta minuti in campo e anche un gol, quello del momentaneo 0-3.
Una serata speciale anche per i numeri: 90 minuti giocati, 45 passaggi completati su 49 tentati, con una precisione del 92%, due falli subiti e due spazzate difensive. Una prestazione completa, soprattutto considerando il percorso che lo ha portato fino a quel momento.
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Gavetta in Serie D
Per capire davvero il significato della serata di Bursa bisogna però tornare indietro di qualche anno. Nell'estate del 2020 Kayode aveva appena sedici anni e, dopo quattro stagioni nel settore giovanile della Juventus, si ritrovò fuori dal progetto bianconero.
La sua nuova destinazione fu il Gozzano, in Serie D. Un salto importante quanto difficile da fare, soprattutto per un ragazzo che fino a quel momento aveva vissuto all'interno di un settore giovanile di élite. Ebbene, quella che poteva sembrare una bocciatura si trasformò, per sua stessa ammissione, in una tappa fondamentale della sua crescita.

"Passare dalle giovanili della Juventus al Gozzano è chiaramente molto diverso - ha spiegato il difensore dal ritiro di Coverciano - . Ma andare a giocare in Serie D a sedici anni mi ha formato moltissimo ed è stata una tappa fondamentale per la mia crescita. Consiglio ai giovani di non disperarsi se scendono in categorie inferiori, perché quell’esperienza può dare la forza per arrivare a questi livelli".
"Ringrazio la Juve che mi ha scaricato"
Nei sentimenti di Kayode non c'è però spazio per il rancore. Anzi, quella decisione è diventata parte integrante del percorso che lo ha portato fino alla Nazionale.
"Ringrazio la Juve che mi ha scaricato. Mi ha dato la forza per arrivare in Nazionale. Alla Juve vedevano qualcosa in me, ma se oggi rappresento l'Italia a livello senior lo devo anche a quel percorso. Non ho alcun rammarico per non essere rimasto da giovane a Torino".
Il Brentford e la convocazione
Oggi Kayode, dopo le stagioni alla Fiorentina, è considerato uno dei profili più interessanti del Brentford. In questo avvio di stagione 2026/27 ha già collezionato 5 presenze in campionato per 298 minuti, trovando anche il gol alla prima giornata nel successo per 3-0 contro il Tottenham.

Le sue prestazioni hanno convinto il club inglese a puntare ancora più forte su di lui. Il terzino, il cui valore di mercato stimato da Transfermarkt è di 40 milioni di euro, ha infatti firmato un nuovo contratto valido fino al 30 giugno 2032.
Particolarmente significativa è stata anche la prestazione nel 3-0 casalingo contro il Chelsea a metà settembre, con l'azzurro protagonista soprattutto nella fase di non possesso e nei duelli individuali. Prestazione premiata con la prima convocazione in Nazionale: "L'ho scoperto guardando il telefono subito dopo la fine della partita - ha raccontato Kayode - . Ero felicissimo, un'emozione incredibile che si è sommata alla gioia per la vittoria".
Soltanto poi è arrivata la Turchia e una sfida da vincere a tutti i costi. E Kayode non ha tradito la fiducia di Roberto Mancini: a Bursa non è arrivata soltanto la prima presenza da titolare con l'Italia, ma anche il primo gol con la Nazionale maggiore.

Nessun dubbio sull'Italia
Il debutto con gli azzurri chiude, definitivamente (o quasi), anche il capitolo relativo alla Nigeria. Il Paese d'origine dei genitori aveva, infatti, avviato contatti per provare a convincere il giocatore a scegliere la propria nazionale. Kayode, però, ha sempre avuto le idee chiare.
"La Nigeria mi ha cercato, è vero. Ma io ho fatto tutta la trafila delle nazionali giovanili azzurre e ho sempre considerato un onore far parte di questo gruppo. Per chiunque, giocare per l'Italia è un onore e non ho mai avuto dubbi".

Il modello Maldini e la voglia di crescere
Il suo percorso non è, però, da considerarsi concluso. Kayode ha fatto capire che continua a ragionare soprattutto sulla crescita personale e sulla necessità di migliorarsi quotidianamente.
"Penso solo a migliorarmi giorno dopo giorno, le cose belle poi vengono da sé. Il mio punto di riferimento? Ho sempre guardato con enorme ammirazione a Paolo Maldini".
Dalla Serie D alla Premier League, fino alla maglia azzurra. La carriera di Kayode ha già attraversato diverse vite calcistiche. E quella decisione della Juventus che nel 2020 sembrava poter rappresentare una frenata si è trasformata, con il passare degli anni, in uno dei capitoli fondamentali della sua storia: "I giovani hanno solo bisogno di giocare: la fiducia dell'ambiente è fondamentale". Una lezione che il calcio italiano dovrebbe imparare a memoria.
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