Giro d'Italia 2026, da Vingegaard a Pellizzari: i Top e Flop della prima settimana

Paul Magnier
Paul MagnierHRISTO RUSEV / NURPHOTO VIA AFP

Partito dalla Bulgaria, il Giro ha vissuto, come di consueto, una prima settimana molto movimentata. Ecco il nostro primo bilancio.

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Paul Magnier

Due tappe vinte e la Maglia Rosa in più: il francese ha dimostrato di essere il miglior velocista di questa prima settimana del Giro, davanti a Jonathan Milan, niente meno. Senza la caduta di Dylan Groenewegen nel finale a Napoli, il corridore della Soudal Quick Step avrebbe potuto portare a casa anche una terza vittoria. Capace di risalire in sella e chiudere terzo dopo essersi fermato, Magnier ha firmato una prestazione tanto impressionante quanto quelle dei suoi successi bulgari.

Jonas Vingegaard

Vincitore al Blockhaus con autorità, vincitore a Crono alle Scale con meno spettacolo ma la stessa efficacia: Jonas Vingegaard prosegue sulla scia delle sue prestazioni di inizio stagione. Più offensivo rispetto al passato, il danese non è ancora in rosa ma dovrebbe ancora mettere in difficoltà la concorrenza nella cronometro di martedì, dove non sembra avere rivali all’altezza. 

UAE - Team Emirates XRG

L’inizio del Giro è stato una vera ecatombe con tre ritiri nella stessa caduta, tra cui il leader Adam Yates. Nonostante ciò, la formazione emiratina ha vinto tre volte, con Jhonatan Narvaez (a Cosenza e a Fermo) e Igor Arrieta (a Potenza), al termine di un finale di tappa incredibile con una caduta e una sbandata che non gli hanno impedito di andare a riprendere Afonso Eulálio, anche lui coinvolto in un incidente e allo stremo negli ultimi metri. La UAE-Team Emirates XRG ha già ampiamente salvato un Giro che sembrava compromesso fin dall’inizio. 

Afonso Eulálio

Il portoghese ha messo a segno un gran colpo e, anche se non ha vinto una tappa, la sua prestazione è stata notevole. Ha limitato i danni al Blockhaus e perso parte del vantaggio accumulato nella fuga della 5ª tappa. In difficoltà anche domenica nella salita verso Corno alle Scale, il corridore della Bahrain-Victorious ha stretto i denti e ha chiuso a soli 41 secondi da Vingegaard. 

Flop

Gli arrivi in Bulgaria e a Napoli

Viene da chiedersi se gli organizzatori siano consapevoli dei rischi o se abbiano semplicemente staccato la spina. Il trittico in Bulgaria ha messo in evidenza la mancanza di prevenzione, con cadute e spaventi enormi, arrivi che non si vedevano dai tempi del Tour de Pologne di qualche anno fa. 

In questa prima parte di Giro, due arrivi in volata si sono svolti sui sampietrini cittadini. Con umidità e pioggia, perché non aggiungere anche un po’ di sapone? A Napoli, la carambola era assicurata. La sicurezza dei corridori non è affatto garantita e sorprende persino che non ci sia stata una protesta. 

Giulio Pellizzari

L’italiano ha provato a seguire Vingegaard sul Blockhaus ma non è riuscito a tenere il ritmo del danese ed è crollato un chilometro dopo, prima di essere raggiunto e staccato da Felix Gall, autore di un’ottima prima settimana. La cosa si è ripetuta anche domenica nella salita verso Corno alle Scale. Fin dalle prime rampe, Pellizzari ha mostrato segni di cedimento e ha perso 1'28 sul traguardo. Un danno limitato, tutto sommato, ma non dà fiducia considerando che mancano ancora due settimane di corsa. In classifica generale, ha 2'51 di ritardo da Vingegaard.