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La fascia di capitano e tanta responsabilità. Ma anche un contraccolpo psicologico enorme dopo aver fallito dal dischetto il possibile gol contro Irlanda del Nord. Khvicha Kvaratskhelia è l'emblema della pessima partenza della Georgia in Nations League. Un evento che riflette anche il suo inizio poco virtuoso nella stagione 2026/27, quella che lo vede come uno dei candidati al Pallone d'oro. Ovviamente, per quanto di straordinario realizzato lo scorso anno in Champions League.
Nonostante la rete dell'1-0 in Supercoppa che ha propiziato il trionfo del suo Paris Saint Germain sull'Aston Villa, il caucasico sta vivendo un periodo particolare di bassa forma. Il suo rendimento presenta infatti diverse ombre e sta attirando le prime perplessità da parte della critica sportiva e della stampa francese. In cinque presenze di campionato, il tabellino dei gol realizzati recita ancora 0, mentre ha messo a referto appena un assist, rivelatosi poi inutile vista la sconfitta in casa contro il Monaco.
Ingolfato
La sua discontinuità, sia nei dribbling sia nei passaggi chiave, è stata subito notata da Luis Enrique, un tecnico maniaco dell'ordine tattico che lo ha fatto uscire quattro volte dopo poco più di un'ora nelle cinque partite di campionato in cui è partito titolare. Nel trionfo per 6-1 in Champions League sullo Slovan Bratislava, invece, Kvaratskhelia non ha nemmeno fatto ingresso in campo, mentre il suo alter ego Mika Godts ha preso il posto di Ousmane Dembelé sul 5-0.
Sembra, in effetti, che le sue percussioni palla al piede risultino spesso prevedibili o arginate dai raddoppi di marcatura avversari, portando a diverse palle perse nella trequarti offensiva. Il georgiano sembra in questo momento la brutta copia del funambolo che fino a pochi mesi fa seminava il panico nelle difese avversarie. Un crollo verticale, il suo, dopo un'estate nella quale senza aver giocato il Mondiale avrebbe dovuto prepararsi al meglio atleticamente. Ma, sul campo le aspettative non sono state attese.

Polveri bagnate
L'esonero di Willy Sagnol è in parte sua responsabilità. Perché la sconfitta interna contro l'Irlanda del Nord al debutto in Nations League è arrivata dopo un suo errore dal dischetto. Un tiro sufficiente e senza pretese quello dell'ex giocatore del Napoli, il quale ha culminato un periodo di scarsissima forma con una conclusione debole come il suo animo attualmente. Nonostante possa aspirare seriamente al Pallone d'oro per quanto fatto l'anno passato.
Il capitano georgiano ha sentito l'addio del tecnico francese, al quale ha dedicato un post sui social nel quale lo ringraziava per l'obiettivo di giocare un Europeo: "Io e i miei compagni di squadra abbiamo realizzato personalmente un sogno d'infanzia portando il nostro paese al campionato europeo. Lo abbiamo raggiunto insieme e siamo diventati parte della storia".
La Georgia senza Kvara è come un cavaliere senza spada, e la rincorsa verso la Lega A di Nations League si preannuncia già piuttosto in salita per i caucasici. Bisognerà adesso ripartire quasi da zero con Ramaz Svanadze, promosso dall'Under 21. Contro l'Ucraina, alla Boris Paichadze Dinamo Arena di Tbilisi- dove con l'Irlanda del Nord si sono registrati poco più di 7.000 spettatori - ci si attende non solo qualche anima in più sugli spalti ma anche più spirito in campo. Ad accendere la miccia adesso bagnata, però, dovrà essere per forza Kvaratskhelia.
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