Fumo. Tantissimo fumo. E non solo di colore azzurro come quello visto nelle feste del centenario del Napoli. Perché la ricorrenza meritava senza dubbio una manifestazione altisonante, ma è stata anche operata per accecare i tifosi che al momento della celebrazione non hanno dato troppo peso alla reale circostanza. A ormai meno di tre settimane dall'inizio della nuova stagione, i vice campioni d'Italia sono ancora inceppati sul mercato. Il tutto nonostante una situazione non certo critica.
Il presidente Aurelio De Laurentiis, tuttavia, è stato scottato dalle pesanti spese sostenute con Antonio Conte negli ultimi due anni. In totale sono stati oltre 300 i milioni sborsati per un ritorno di 210 milioni circa incassati dalle cessioni. Tra i movimenti in entrata, però, fanno ancora digrignare i denti i quasi 40 milioni scuciti per Lorenzo Lucca e i 31 per Sam Beukema, con il primo ad aver totalmente toppato e il secondo che ora è fermo per infortunio dopo essere stato ripudiato proprio dall'ex tecnico.
Bloccati e scontenti
Nelle ultime ore, la società azzurra ha fornito un ulteriore dato per aumentare l'hype e spostare lo sguardo altrove. Come annunciato da Calicantus, partner e-commerce ufficiale del club, la maglia del centenario ha registrato un incremento del +72% rispetto alla stagione 2025/26, mentre il brand internazionale ha guadagnato prestigio. Il 42% del traffico e-commerce, infatti, proviene dall'estero. Dati concreti, senza dubbio, che però valgono attualmente solo per l'immagine e non per quanto serve in mezzo al campo.

Oggi, infatti, quella a disposizione di Massimiliano Allegri è una squadra attempata, e con molti giocatori che sembrano in fase calante. Oltre alle incognite relative a Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, che al lordo rappresentano una zavorra totale di oltre 20 milioni, c'è da registrare lo scontento di Frank Anguissa, il cui animo nel ritiro di Dimaro è stato funereo e ha certificato il suo scontento. Lo stesso che pervade Lukaku, che non vorrà fare da comprimario.
In organico, inoltre, c'è da valutare la situazione di Noa Lang, costato 25 milioni, e dello stesso Lucca, che però adesso non potrà essere facilmente ceduto per via di un recente infortunio. Questa condizione di base apre a una serie di grattacapi ai quali si aggiunge l'assenza di Alessandro Buongiorno (pagato 40 milioni due anni fa) almeno fino a gennaio. Gli azzurri, dunque, stanno risentendo in modo concreto di un approccio troppo allegro sul mercato negli ultimi due anni, e adesso all'improvviso il patron è tornato a sponsorizzare a gran voce un'austerity da tempi di crisi economica.
Downgrade tecnico?
Un nutrito gruppo di tifosi ha approfittato della magnitudo della festa per manifestare il suo dissenso contro le politiche del presidente, chiedendo di non speculare sulla squadra. La realtà è che di rinforzi per ora non se ne vedono, e anche i nomi che circolano non sono stimolanti. Benoît Badiashile, che da anni non ha continuità di rendimento al Chelsea, e il classe 2004 Costantino Favasuli, che viene dal Catanzaro, non scaldano il cuore della piazza.
Aver venduto Miguel Gutierrez, l'unico acquisto azzeccato dello scorso anno insieme a Rasmus Hojlund, è stata un'operazione volta a iniettare liquido fresco nell'erario. Ma tecnicamente priverà gli azzurri di un esterno dal passo sicuro e dal piede preciso, ideale sia in una difesa a quattro che in un centrocampo a cinque. Una cessione simbolica del momento di confusione, e che aumenta le preoccupazioni già forti in città dopo il cambio in panchina che lascia presagire, insieme all'immobilismo sul mercato, un possibile downgrade tecnico.
Perché Conte, nonostante i tanti infortuni e un gioco più pragmatico che interessante, era comunque garanzia di primo o secondo posto. Allegri, invece, da anni arranca e viene da una disastrosa stagione col Milan, dove le sue abilità di gestore sono state sconfessate da due mesi finali di crollo verticale. E che adesso non avrà a disposizione campioni all'apice della loro carriera.
Inoltre, De Laurentiis non solo ha gettato una dose ulteriore di fumo negli occhi dicendo testualmente: "Al mio ciclo manca la Champions League, chissà se Max Allegri ce la porterà". Ma ha fatto capire di voler vedere in campo un 4-3-3, ricordando quando Silvio Berlusconi si intrometteva nelle mansioni di Filippo Inzaghi (allora tecnico dei rossoneri) per esortarlo a predicare un calcio più offensivo. E tutti sanno come andò a finire.
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