Obiettivo conclamato: riprendersi la Champions League. Anzi: confermare il quarto posto in classifica conquistato a 90 minuti dal termine. La Roma che è andata in casa del Verona per tornare nell'Europa che conta vedeva i padroni di casa rendersi subito pericolosi: Suslov sfondava sulla sinistra e serviva Bowie, che riusciva a coordinarsi per il tiro, ma Svilar bloccava senza problemi.
Con il passare dei minuti la squadra di Gasperini aumentava la pressione. Celik e Dybala provavano a trovare il varco giusto, ma la retroguardia gialloblu respingeva ogni tentativo. Al 13esimo Cristante si girava rapidamente spalle alla porta e concludeva di destro, ma la palla usciva di poco alla destra di Montipò in quella che sarebbe stata l'occasione più importante per i capitolini.
Muro Svilar
I giallorossi continuavano a spingere. Dybala e Celik costruivano una buona azione offensiva, ma ancora una volta la difesa del Verona riusciva a cavarsela. Malen provava allora a inventarsi qualcosa con uno slalom sulla sinistra concluso da un tiro deviato in angolo.
Nel finale di primo tempo il Verona tornava a farsi vedere in avanti. Suslov calciava di sinistro senza creare problemi a Svilar, ma al 41esimo arrivava l’occasione più clamorosa della partita: Lovric metteva al centro per Bowie, bravo a liberarsi e a presentarsi davanti al portiere romanista. Svilar però compiva un autentico miracolo, salvando i suoi e deviando in angolo.
Ancora Malen
Il secondo tempo vedeva i capitolini arrembare, con Dybala a prendere in mano la squadra. La punizione da fuori della Joya era però fuori misura, mentre quella che calciava poco dopo il suo connazionale Soulé era fin troppo dolce e veniva disinnescata da Montipò. Poi, arrivava l'episodio che sbloccava tutto: su un corner dalla destra Bowie toccava il pallone in area col braccio largo e Sozza dava il rigore dopo averlo rivisto al Var.
Montipò era bravissimo a respingere il tiro senza ricorsa di Malen, ma sulla ribattuta Dybala arrivava per primo e metteva in mezzo per l'olandese, che con un tocco facile spaccava la partita e alzava il volume dei tifosi giallorossi sugli spalti. Gli scaligeri, però, non si arrendevano, e cercavano di creare problemi ai rivali. Al 66esimo, però, Malen creava con talento e visione uno spazio in contropiede per Rensch, che arrivava fino in fondo e alleggeriva per Dybala, che la piazzava ma si vedeva ribattere il tiro da Montipò.
Il pressing dei veneti non scemava, anzi gli ospiti erano costretti ad abbassare il baricentro per non concedere nulla e mantenere un vantaggio fondamentale. Ed era sempre Malen a creare scompiglio con le praterie che si creavano in contropiede, ma la sua grande folata che lo vedeva aggirare Montipò non veniva concretizzata dopo il cross in piena area. Chi non gradiva il cambio dopo 25 minuti scarsi era Ziolkowski, che entrato dopo l'intervallo per Ghilardi veniva sostituito da Manu Kone dopo aver rimediato un giallo.
Il Verona non demordeva, ed era Sarr a provarci all'84esimo con un mancino sbilenco e con poca forza. Gasperini inseriva poi Vaz per gli ultimi minuti di gioco, lasciando invece in campo Dybala per tenere il pallone. Al 94esimo, poi, l'apoteosi del raddoppio di El Shaarawy, che culminava un contropiede rifinito da Dybala, salutando così la Roma nel migliore dei modi.

La Roma trovava così una vittoria sofferta che vale l'accesso alla prossima Champions League. Qualcosa di meritato per il rush finale ad alta velocità, e firmato come al solito da un Malen che ha avuto un impatto devastante sul campionato italiano. L'olandese è infatti secondo in classifica marcatori con 14 reti, solo tre in meno rispetto al capocannoniere Lautaro Martinez, che però ha giocato 13 incontri in più.
