Serie A 2026/2027
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Il lunedì ha messo la parola fine alla prima giornata di Serie A con due vittorie esterne solo geograficamente opposte: la Lazio ha sofferto e vinto al Dall'Ara, mentre poche ore più tardi la Roma ha travolto la Fiorentina all'Olimpico.
Due partite molto diverse, che hanno però offerto diversi spunti già interessanti. Gattuso ha trovato la prima vittoria ufficiale sulla panchina biancoceleste grazie all'uomo più atteso del suo mercato, mentre Gasperini ha visto funzionare immediatamente una Roma nella quale, al netto dei nuovi volti, continuano a dettare legge Dybala e Malen. Dall'altra parte c'è invece una Fiorentina profondamente rinnovata, uscita dalla Capitale con quattro gol sul groppone e parecchio lavoro ancora da fare.
Ecco i tre temi del lunedì di Serie A.
Chi: Frattesi, il colpo di un mercato complicato regala la prima gioia a Gattuso
Cinque minuti. Tanto è bastato a Davide Frattesi per presentarsi alla Lazio nel modo che gli riesce meglio: attaccando lo spazio e arrivando in area al momento giusto. Gattuso lo manda in campo al 54' al posto di Dele-Bashiru e al 59' il nuovo centrocampista biancoceleste chiude il triangolo con Dia, sfrutta il tacco dell'attaccante e batte Skorupski con il destro. È il gol che decide Bologna-Lazio e regala al tecnico la prima vittoria ufficiale dopo l'eliminazione in Coppa Italia contro il Mantova.
Frattesi chiude la sua mezz'ora abbondante con un Flashscore Rating di 8,2, impreziosito dal gol decisivo e dal salvataggio sulla linea nel finale. In 36 minuti completa anche tutti i 6 passaggi tentati, confermando un ingresso praticamente perfetto.

Un impatto che assume ancora più valore considerando il mercato della Lazio, costretta a operare a saldo zero e con margini molto ridotti dagli indici economici. Proprio l'arrivo di Frattesi aveva rischiato di saltare per questo motivo: l'operazione con l'Inter è stata sbloccata soltanto modificando la formula in un prestito da 5 milioni con diritto di riscatto a 10 e il 50% sulla futura rivendita.
E Frattesi non si è limitato al gol. Nel finale, quando il Bologna ha provato a rimettere in piedi la partita, è stato lui a salvare sulla linea una conclusione di Helland. Un debutto che contiene praticamente tutto: inserimento, rete decisiva e sacrificio difensivo. In una Lazio ancora alla ricerca dell'assetto definitivo, Gattuso ha già ricevuto una prima risposta dal suo acquisto più importante.
Come: la Roma cambia faccia, ma a dominare sono ancora Dybala e Malen
Alla vigilia gli occhi erano inevitabilmente rivolti anche alle novità. Gasperini ha lanciato subito Rodrigo Mora, mentre dall'altra parte Franco Mastantuono era uno dei volti più attesi della Fiorentina costruita in estate. La partita, però, l'hanno presa in mano due giocatori che la Roma conosce già molto bene.
Donyell Malen segna tre volte, al 27', al 52' e al 60'. Il dettaglio che racconta ancora meglio il 4-0 è che su tutte e tre le reti l'ultimo passaggio è di Paulo Dybala. Tre gol dell'olandese, tre assist dell'argentino: la Roma domina la Fiorentina soprattutto grazie alla connessione tra i suoi due uomini di maggior qualità, prima che Pisilli completi il poker nel finale.
Mora non ha affatto sfigurato e Gasperini ne ha sottolineato personalità e qualità dopo la partita, ma l'impressione lasciata dall'esordio è che i nuovi possano inserirsi senza obbligare la Roma a ripartire da zero. Ed è anche questo il modo in cui la Roma ha reso semplice una partita che sulla carta poteva essere molto più complicata.
Perché: la Fiorentina è già da bocciare? No, ma la rivoluzione richiederà tempo
Il 4-0 dell'Olimpico è pesante e la Fiorentina è sembrata per lunghi tratti spaesata, incapace di reagire una volta che la Roma ha aumentato il ritmo. Il risultato non lascia molto spazio alle interpretazioni sulla singola serata, ma sarebbe prematuro trasformarlo in una sentenza sul nuovo progetto.
Fabio Grosso ha ereditato una squadra profondamente cambiata. Nuovo allenatore, nuovo staff e parecchi nuovi giocatori: lo stesso Fabio Paratici, poche ore prima della partita, aveva sottolineato quanto tempo sarebbe servito per mettere insieme tutti i pezzi dopo la rivoluzione estiva. All'Olimpico questa distanza da colmare si è vista chiaramente.
C'è poi il caso Moise Kean. Alla vigilia Grosso aveva assicurato che l'attaccante fosse pronto sia fisicamente sia mentalmente, ma contro la Roma il centravanti è partito dalla panchina. Nelle stesse ore Sky riportava la volontà del giocatore di spingere per il trasferimento al Como, mentre Paratici confermava indirettamente l'esistenza di una situazione di mercato da gestire.
Non si può affermare che sia stato il mercato a determinare la scelta di Grosso, ma è difficile ignorare il contesto. Senza Kean dall'inizio, la Fiorentina si è affidata a Pellegrino con Mastantuono e Atta alle spalle e non è mai riuscita realmente a mettere in difficoltà la Roma. Il numero nove è entrato nella ripresa, quando ormai la partita aveva preso una direzione quasi irreversibile.
La Fiorentina ha cambiato tanto e il primo esame ha evidenziato quanto lavoro serva ancora per trovare equilibrio, gerarchie e automatismi. Il 4-0 dell'Olimpico non condanna il progetto di Grosso, ma ne fotografa senza attenuanti il punto di partenza.
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