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Napoli, Allegri: "Voglio un trofeo nell’anno del centenario, Hojlund? Mi ricorda Kane"

Massimiliano Allegri
Massimiliano AllegriGIUSEPPE MAFFIA / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP

Il tecnico azzurro fa il punto dopo i primi due mesi di lavoro e indica la strada per la stagione. Poi elogia De Bruyne, Gilmour e paragona Hojlund a Harry Kane: "Sono due giocatori di forza, che strappano, che hanno fisicità e sanno fare a sportellate con i difensori"

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Due mesi di lavoro sono serviti per gettare le fondamenta, ma ora Massimiliano Allegri vuole vedere il Napoli misurarsi con il campo. Il tecnico azzurro, intervistato da Sky Sport, ha fatto il punto sulla preparazione della squadra, soffermandosi sulle ambizioni per la stagione, sull’impatto dei nuovi protagonisti e sulla crescita di alcuni dei suoi giocatori.

Le prime impressioni

Il bilancio iniziale è positivo, anche se per Allegri il vero giudizio arriverà soltanto con le partite ufficiali.

"Buoni. Sono stati mesi di lavoro vero, di tiro, e sono stati utili per costruire le basi giuste. Ora però quello che conta è il campionato: tutto quello che abbiamo fatto fino ad ora deve essere servito per arrivare nelle migliori condizioni alle prime gare della stagione".

Il tecnico ha poi raccontato il suo ritorno a Napoli, una città che ha ritrovato profondamente cambiata rispetto a trent'anni fa, quando vestiva ancora la maglia azzurra.

"Napoli è totalmente cambiata rispetto a trent'anni fa, come città. Era meravigliosa allora, e adesso è diventata ancora di più. Con un pubblico e dei tifosi passionali, con una società che in quindici anni ha navigato stabilmente tra Europa League e Champions League vincendo anche due scudetti. È una piazza che è cresciuta tantissimo, e si sente".

Il gruppo al centro

Nella costruzione del nuovo Napoli, Allegri individua soprattutto nella compattezza dello spogliatoio la chiave per affrontare una stagione lunga e ricca di impegni.

"Il punto di forza di questa squadra è il gruppo. È un gruppo di ottimi giocatori che si mettono a disposizione l'uno dell'altro, e questa deve essere la forza per tutto l'anno, non solo nelle partite facili. Ho trovato un ambiente in cui tutti lavorano per la causa Napoli, dalla mattina alla sera, e questo non è affatto scontato".

Tra i giocatori chiamati a fare la differenza c'è naturalmente Kevin De Bruyne. Allegri ne ha sottolineato tanto le qualità tecniche quanto il carattere.

"Tecnicamente non lo scopro di certo io: quando gioca è un piacere vederlo, fa cose che pochissimi sanno fare. Dal punto di vista caratteriale è un ragazzo introverso, non è il tipo che parla tanto, però ogni tanto riesco a farlo sorridere. L'importante è che in campo faccia il De Bruyne, e quando sta bene lo fa".

Parole positive anche per Billy Gilmour, protagonista di una crescita che sta convincendo l'allenatore e che offre un'ulteriore soluzione in mezzo al campo.

"Gilmour è un giocatore importante, che sa leggere bene il gioco. Tra l'altro sta rientrando da un infortunio e sta crescendo partita dopo partita, si vede che sta acquisendo sempre più confidenza. In quel ruolo siamo ben coperti, e questo mi dà serenità".

Hojlund come Kane

Il nuovo riferimento offensivo del Napoli è Rasmus Hojlund, giovane attaccante sul quale Allegri intravede un potenziale ancora tutto da sviluppare. Il paragone scelto dal tecnico è di quelli importanti: per caratteristiche, il danese gli ricorda Harry Kane.

"Hojlund ha margini importanti di crescita, questo è chiaro. Per caratteristiche lo vedo molto vicino ad Harry Kane: sono due giocatori di forza, che strappano, che hanno fisicità e sanno fare a sportellate con i difensori. Credo che Hojlund abbia ancora grandi margini di miglioramento, e deve volerli soprattutto in fase realizzativa, che è quella che fa la differenza".

L'obiettivo del centenario

Il Napoli si prepara a vivere una stagione dal significato particolare, quella del centenario. E Allegri non nasconde le proprie ambizioni: arrivare a maggio con un trofeo da festeggiare e la sensazione di aver costruito qualcosa di duraturo.

"Sarei felice se avessimo vinto qualcosa. Ma soprattutto di aver fatto un'annata importante e di aver lasciato qualcosa di concreto. Per fare questo bisogna essere molto seri, molto professionali e soprattutto molto responsabili per tutti i dieci mesi della stagione".

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