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L'operazione al menisco di Manuel Locatelli e uno stop stimato tra i tre e i sei mesi cambiano inevitabilmente le prospettive della Juventus. La squadra di Luciano Spalletti perde infatti un elemento centrale dell'equilibrio del centrocampo proprio in una fase della stagione in cui gli impegni iniziano a moltiplicarsi.
E l'emergenza non riguarda soltanto il capitano: anche Khephren Thuram è indisponibile, riducendo ulteriormente le alternative a disposizione dell'allenatore. Per questo l'ex ct della Nazionale dovrà individuare rapidamente una soluzione, decidendo se affidarsi alle risorse già presenti alla Continassa oppure guardare al mercato degli svincolati.
Owusu, una soluzione cresciuta in casa

La prima strada porta ad Augusto Seedorf Owusu, classe 2005 che ha già avuto modo di lavorare con la prima squadra e di partecipare alle amichevoli estive. È un prodotto del vivaio bianconero, cresciuto a Vinovo fin da bambino, con la parentesi alla Reggiana ai tempi della Primavera prima del percorso nella Next Gen e del ritorno alla Continassa. Sul piano tecnico è un centrocampista centrale box to box, più mezzala che mediano, capace di abbinare lavoro in interdizione e inserimenti offensivi.
Il nome richiama inevitabilmente Clarence Seedorf, ma caratteristiche fisiche e tecniche ricordano maggiormente Edgar Davids, storico centrocampista della Juventus. Promuoverlo stabilmente potrebbe quindi rappresentare una soluzione temporanea per accompagnare la squadra fino a gennaio.
Gli svincolati, tra esperienza e occasioni
Se invece Spalletti e la dirigenza dovessero scegliere di intervenire sul mercato, l'elenco dei giocatori senza contratto offre diverse possibilità, anche se con caratteristiche molto differenti. Marcelo Brozovic rappresenterebbe il profilo più esperto per qualità nella costruzione, ma le probabili pretese d'ingaggio del croato lo rende difficilmente compatibile con i parametri bianconeri.

Yves Bissouma garantirebbe invece maggiore fisicità e capacità di rottura, mentre Habib Keita sarebbe una soluzione più giovane e orientata alla quantità. Tanguy Ndombele potrebbe aggiungere forza e dinamismo, anche se la sua continuità resta un'incognita.
Tom Davies garantirebbe, invece, corsa e lavoro in mezzo al campo, mentre Renato Sanches avrebbe il talento necessario ma anche una storia di problemi muscolari che impone cautela. Mahmoud Dahoud, dalla sua, offrirebbe tecnica e dinamismo, caratteristiche che potrebbero adattarsi a un centrocampo più palleggiato.
Le alternative più esperte
Più difficile pensare a Dani Parejo, straordinario per geometrie e visione ma meno coerente con la linea anagrafica della Juventus. Sergio Oliveira potrebbe invece garantire esperienza, personalità e qualità sui calci piazzati. Infine c'è Roberto Pereyra, che conosce perfettamente il calcio italiano e ha già vestito la maglia bianconera: un profilo familiare, duttile e immediatamente inseribile, almeno sulla carta.
La decisione spetta ora a Spalletti. La Juventus può scegliere di valorizzare un proprio talento, dando a Owusu l'occasione di trasformarsi da promessa della Next Gen a risorsa della prima squadra, oppure cercare sul mercato un giocatore già formato. Con Locatelli fermo per mesi e Thuram ancora ai box, la scelta non sarà soltanto tecnica: dovrà tenere insieme esigenze immediate, sostenibilità economica e prospettiva.
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