Ci si attendeva spettacolo a San Siro. E così è stato, con le grandi luci a illuminare la sfida tra Inter e Juventus. L'inizio balbettante di campionato della Vecchia Signora non le ha permesso di affrontare questo match così sentito con le ambizioni da Scudetto. Eppure, fin dal primo momento la squadra di Luciano Spalletti ha dato prova di determinazione e voglia di creare.
Il dinamismo ospite vedeva infatti Bastoni intervenire in netto ritardo su Conceiçao e beccarsi un giallo. E dopo un'ottima diagonale di Dimarco, che evitava l'inserimento decisivo di David, i nerazzurri acceleravano. Thuram allargava verso Luis Henrique, il brasiliano metteva al centro e Cambiaso deviava verso la propria porta, con Di Gregorio che si incartava nel tentativo di salvare col piede di richiamo.
Pari e bagarre
La Juventus provava a reagire: McKennie colpiva di testa su splendida palla di Kalulu, ma Sommer rispondeva presente. Poi, Cambiaso trovava la redenzione: sulla destra Kalulu serviva McKennie che affondava centralmente; Akanji e Bisseck non interveniva, mentre Luis Henrique veniva preso in velocità da Cambiaso, che si inseriva e col sinistro trovava il piattone vincente.
Sulle ali dell'entusiasmo la Juve provava addirittura a portarsi in vantaggio, ma il tiro di destro a giro di Yildiz veniva deviato in tuffo da Sommer. Poco dopo il portiere svizzero doveva esibirsi in un salvataggio sulla linea dopo un retropassaggio sbagliato di Barella. Le emozioni non fivano mai, con l'Inter che sfiorava il raddoppio con un tocco sotto di Zielinski, che ben innescato vedeva come il suo pallonetto corto veniva tolto dalla porta da Bremer.
Il primo tempo finiva con delle scintille: prima Di Gregorio salvava sul colpo di testa di Thuram, Bastoni raccoglieva la ribattuta e calciava a botta sicura. Il pallone colpiva il palo sinistro, percorreva la linea, finiva sul palo destro e Cambiaso spazzava via. Ma ad accendere il fuoco era un episodio che farà discutere: Bastoni recuperava palla e rilanciava il contropiede; Kalulu lo toccava, il difensore accentuava il contatto e per il francese arrivava il secondo giallo e l'espulsione, tra le proteste vibranti sue e dei compagni di squadra.
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L'inizio del secondo tempo vedeva i bianconeri intraprendenti. Dopo pochi minuti erano infatti gli ospiti a disporre di tre occasioni in meno di 20 secondi: Sommer era prima bravo a respingere su Cambiaso, poi era McKennie a indugiare a due passi dal portiere svizzero, appoggiando per Yildiz invece di calciare. In seguito, Sommer rispondeva anche a una botta di Miretti da lontano.
Con in campo Holm per Conceicao, i bianconeri cercavano di tenere serrate le fila, mentre Spalletti chiedeva a Yildiz di accendere la luce in posizione centrale, anche se uno dei più spigliati era proprio Cambiaso, che migliorava col passare del tempo. Dopo l'ora di gioco, però, l'uomo in meno si faceva sentire e l'Inter metteva la rivale alle corde con un palleggio insistito.
Assalto finale
Gli inserimenti di Pio Esposito e Diouf, anticipati da quello di Calhanoglu, erano una dichiarazione bellicosa da parte dei nerazzurri. Ed era proprio il turco a stimolare i riflessi di Di Gregorio con una bordata di contro balzo dal limite. Ormai senza forze, la squadra ospite si dedicava alle fisiologiche barricate per evitare di essere punita, eccezion fatta per un contropiede in seguito al quale McKennie cadeva in area avversaria ma senza conseguenze.
Dopo vari cross, uno dei quali provocava proprio un colpo di testa di Pio che però era poco concreto, Thuram preparava un destro a giro da venti metri che sibilava di pochissimo vicino all'incrocio dei pali. Toccava poi a Zielinski provarci poco dopo con un mancino che non andava a bersaglio. Ma era questione di momenti: al 76' Dimarco pennellava un cross precisissimo per Esposito, che eludeva la marcatura di Locatelli e di testa colpiva nell'angolo più lontano dopo una bellissima torsione.

Finale drammatico
Spalletti sparava l'ultima cartuccia inserendo Openda per Cambiaso, ma l'occasione migliore era in contropiede per Dimarco, che servito da Diouf apriva troppo il compasso e mancava la porta. Era l'errore che veniva punito poco dopo: Bremer rubava palla a Lautaro in mezzo al campo e apriva a una ripartenza bianconera. Con calma, si imbastiva un'azione alla fine della quale McKennie vedeva bene Locatelli, che inseritosi in area trovava il diagonale vincente.
La squadra di Chivu non si tirava però indietro, cercando l'acuto della vittoria in tutti i minuti restanti. Al 90esimo Dimarco tracciava un cross perfetto per Bisseck, che si elevava con determinazione e colpiva di testa senza risultato. L'ultima parola non era ancora detta. E infatti spettava a Zielinski, che dal limite dell'area trovava un sinistro rasoterra sul quale Di Gregorio non aveva la forza di lanciarsi.

Nell'ultimissima occasione Bonny sfiorava la rete del 4-2, con Koopmeiners che gli toglieva il gusto del gol. Ma ormai era andata: seppur soffrendo l'Inter porta a casa una vittoria che la proietta in cima alla classifica con otto punti di vantaggio sul Milan. Ed è un trionfo che potrebbe valere una buona fetta di titolo.
Per la Juventus resta l'amaro di una sconfitta dopo una partita giocata alla pari con i nerazzurri e in dieci uomini per 50 minuti dopo una decisione arbitrale quantomeno dubbita.
