Vai al contenuto principale

Como, Fabregas tra presente e futuro: "Mai stato lontano dal club, credo nel calcio italiano"

Aggiornato
Cesc Fabregas, allenatore del Como
Cesc Fabregas, allenatore del ComoMARCO LUZZANI / GETTY IMAGES EUROPE / GETTY IMAGES VIA AFP

Cesc Fabregas racconta il suo rapporto con il Como e spiega perché non ha mai pensato davvero di lasciare il club. L'allenatore parla anche di Nico Paz, dei giovani talenti italiani, della Serie A e del progetto costruito in riva al lago.

Cesc Fabregas guarda al presente del Como con la convinzione che il percorso intrapreso negli ultimi anni possa portare ancora più lontano. In un'intervista al Corriere dello Sport, l'allenatore spagnolo ha parlato della crescita del club, del proprio futuro e della sua idea di calcio.

Il salto compiuto dal Como è stato notevole: dalla Serie B alla Champions League nel giro di due stagioni. Un'evoluzione che, secondo Fabregas, non può essere spiegata soltanto attraverso gli investimenti. Il tecnico ha sottolineato: "Due anni fa eravamo in Serie B, ora in Champions. Si parla di soldi spesi, è vero, ma la crescita del club sta procedendo a una velocità senza precedenti. Io guardo alla valorizzazione della squadra, non ai soldi spesi, e poi non abbiamo un monte ingaggi enorme: è inferiore ad altre 8/9 squadre".

Il Como festeggia la qualificazione in Champions League
Il Como festeggia la qualificazione in Champions LeagueDAVIDE CASENTINI / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP

Fabregas e il futuro: "Non sono mai stato lontano dal Como"

Negli ultimi anni il nome di Fabregas è stato accostato a diverse panchine, soprattutto dopo la sua prima stagione sulla panchina del Como. Lo spagnolo, però, ha ribadito di non aver mai considerato concretamente l'ipotesi di separarsi dal club: "Quando io prendo una decisione non la cambio. Non sono mai stato lontano dal Como. Se poi qualcuno vuole parlarmi, io per rispetto lo ascolto perché mi consente di spiegare le mie ragioni".

Il tecnico ha poi approfondito la propria filosofia nella gestione dei calciatori, spiegando perché oggi considera sempre meno importante l'idea di un giocatore legato a un'unica posizione: "Ci sono giocatori che vedi e dici: wow. Io credo sempre meno nel calciatore con un ruolo preciso. Se me ne dai uno che capisce di calcio, lo posso far giocare ovunque. Il calcio è sempre meno posizionale e più fisico, ma con intelligenza puoi sopperire alle difficoltà fisiche. Un giocatore intelligente è più importante di uno limitato al ruolo".

Fabregas: "Nico Paz può arrivare al top"

Tra i giocatori maggiormente valorizzati dal Como c'è Nico Paz, sul quale Fabregas ha grandi aspettative. L'allenatore ha raccontato di parlare quotidianamente con il talento argentino per aiutarlo nel suo percorso: "Nico Paz ha tutti. Ogni giorno gli parlo per fargli capire che può arrivare al top. Ha coraggio, visione e ambizione. Lo devi saper formare e gestire, anche a livello personale".

Il paragone scelto è importante: "Ha qualcosa di Kakà, che era però più esplosivo. Nico è più fisico e statico, ma sa usare il corpo in una maniera diversa dagli altri".

La fiducia nei giovani italiani

L'arrivo di Mattia Liberali ha aggiunto un altro giovane talento italiano al progetto del Como. Fabregas si è detto particolarmente convinto della necessità di investire sulla formazione: "Sono un difensore del calcio italiano perché ne faccio parte e ci credo tantissimo. Bisogna partire da sei, sette, otto anni avendo un'idea del ragazzo".

Il tecnico ha poi citato Riccardo Cassano come esempio del lavoro intrapreso dal club: "Con Riccardo Cassano abbiamo fatto così: lui è condizionante per gli altri e io credo moltissimo in lui".

Fabregas ha anche indicato il giocatore che considera più forte in Serie A: "Il più forte in Serie A è Lautaro Martinez: un grande leader. Lo prenderei anche al Fantacalcio. L'Inter è la squadra migliore del campionato, l'ho studiata tantissimo".

Il progetto Como e la valorizzazione dei giocatori

Alla base della crescita del Como, secondo Fabregas, c'è soprattutto la capacità di valorizzare giocatori che fino a pochi anni fa non godevano della stessa considerazione. Il tecnico ha spiegato: "Dov'erano i nostri giocatori anni fa? Quanti di voi li conoscevano? Noi ci abbiamo creduto e ho provato a metterli in un contesto differente".

Tra gli esempi citati anche Perrone e Caqueret, calciatori che Fabregas ritiene adatti a un contesto costruito attorno alle loro caratteristiche: "Con Gasp, che io adoro, non giocherebbero mai".

SEGUI TUTTE LE NOTIZIE DELLA GIORNATA IN DIRETTA

Per rimanere aggiornato su tutto ciò che accade nel mondo del calcio, segui il nostro live. Notizie, curiosità, approfondimenti e reazioni dai social: tutto in un unico spazio, aggiornato in tempo reale.

Calcio