"Rispetto il lavoro della magistratura, risponderò". Lo ha detto Andrea Gervasoni entrando, accompagnato dal suo legale Michele Ducci, nella caserma della Guardia di Finanza 'Silvio Novembre' a Milano per essere ascoltato nell'ambito dell'inchiesta sugli arbitri aperta dalla procura di Milano. "Siamo qui per un episodio", ha aggiunto il legale dell'ex supervisore Var indagato per il caso Salernitana-Modena.
È iniziato, nella caserma della Gdf dove era stato programmato, l'interrogatorio al supervisore Var autosospeso, che è uno dei cinque indagati nell'inchiesta del pm di Milano, Maurizio Ascione, sul sistema arbitrale fatto, secondo gli inquirenti, di condizionamenti e pressioni nelle scelte su alcuni episodi delle partite e su presunte designazioni pilotate.
Caso Rocchi, dalle testimonianze arriverebbero conferme sulle designazioni pilotate
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Concorso in frode sportiva
In particolare, l'arbitro 50enne risponde per concorso in frode sportiva, come indicato nell'invito a comparire che gli è stato notificato il 25 aprile, di un solo episodio, ossia per Salernitana-Modena dell'8 marzo 2025 per un rigore prima dato agli emiliani e poi revocato su intervento della sala Var e, secondo l'accusa, con pressioni dello stesso Gervasoni attraverso il sistema delle cosiddetta "bussate" al vetro.
L'indagato ha ribadito anche nei giorni scorsi, attraverso il suo legale, che risponderà al pm e si difenderà, anche partendo dal fatto che lui era "supervisore della serie A" e quella era una partita di serie B. Sulla base di alcuni atti di indagine Gervasoni potrebbe aver avuto un ruolo pure in Inter-Roma del 2025 - il match dell'ormai noto rigore che sarebbe stato negato ai nerazzurri - essendo supervisore Var. Un episodio, comunque, non contestato nell'invito a comparire. L'interrogatorio, dunque, potrebbe estendersi anche ad altri casi e ad un quadro più generale, ma non è detto che l'indagato risponda su tutto, soprattutto su ciò che sta fuori da quell'unica imputazione.
Nell'inchiesta, che vede al centro la figura dell'ormai ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi e indagati per frode sportiva anche i "varisti" Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuole (Daniele Paterna, invece, risponde di false informazioni al pm), gli inquirenti hanno raccolto decine di testimonianze di arbitri, alcune anche sulle presunte designazioni pilotate (due contestate a Rocchi), ma pare anche intercettazioni. Rocchi ha scelto di non presentarsi e non rispondere oggi in un interrogatorio che sarebbe stato "al buio", senza atti a disposizione.
