Chelsea-Nottingham Forest 1-3
In corsa per un posto in Europa, i Blues sono stati sorpresi dagli avversari, che sono scesi in campo a Stamford Bridge con rabbia e convinzione, vista la delicata situazione relativa alla salvezza. Il Forest si è infatti portato in vantaggio dopo soli due minuti grazie alla reti di Awoniyi, alla quale è seguito il centro di Igor Jesus su rigore al 15esimo.
Per la squadra allenata da Calum McFarlane calava il buio prima dell'intervallo, quando un rigore assegnato al decimo minuto di recupero veniva sbagliato da Cole Palmer. Poco prima, inoltre, si era infortunato il centrocampista Derry, sostituito dall'attaccante Liam Delap. All'inizio della ripresa il Nottingham ha mantenuto alta la tensione, trovando la terza rete nuovamente con Awoniyi, che chiudeva praticamente i giochi.

Al 73esimo la rete di Joao Pedro veniva annullata per fuorigioco dopo la revisione del Var. Il brasiliano si riscattava nel finale, quando trovava il gol della bandiera, che però culminava un pomeriggio terribilmente sfortunato per i Blues, che in casa perdevano così la possibilità di portarsi al settimo posto insieme al Brentford, che ora è lontano tre punti. Il Forest, invece, sembra aver effettuato lo scatto decisivo per salvarsi, visto che ora il West Ham è lontano ben sei lunghezze.
Everton-Manchester City 3-3
L’entusiasmo dei tifosi dell’Everton per il ritorno di Beto nell’undici titolare è stato subito smorzato dall’avvio dominante degli ospiti. Rayan Cherki ha impegnato Pickford, poi Antoine Semenyo ha messo un pallone insidioso davanti alla porta sulla respinta. Poco dopo, Merlin Röhl ha trovato Beto in area, ma Gianluigi Donnarumma è riuscito a deviare il pallone con un intervento decisivo.
Il City ha colto il segnale e ha ripreso subito il controllo del gioco. Il vantaggio è arrivato a tre minuti dall’intervallo, quando Cherki ha servito all’indietro Jérémy Doku, che dal limite dell’area ha piazzato un destro a giro sotto la traversa, superando il tuffo disperato di Pickford.
Il gol non ha però cambiato subito l’inerzia della gara dopo l’intervallo, con il City che ha continuato a imporre il ritmo, ma le due occasioni più pericolose sono capitate a Iliman Ndiaye in contropiede per l’Everton.
Pochi minuti dopo l’ingresso in campo di Thierno Barry al posto di Beto, l’Everton ha trovato il pareggio in circostanze surreali. L’intercetto di Marc Guéhi su un filtrante di Röhl sembrava semplice, ma il suo retropassaggio è stato mal eseguito e Barry ne ha approfittato, infilando Donnarumma con un rasoterra nell’angolo basso a sinistra.
Jake O’Brien ha completato la rimonta sul corner successivo, colpendo di testa sul primo palo su cross di James Garner. Ndiaye avrebbe potuto chiudere la partita al 75’, ma ha calciato addosso a Donnarumma dopo essere stato lanciato in profondità.
Dove il senegalese ha fallito, Barry ha colpito ancora: Röhl ha sfondato sulla destra, lasciando sul posto Mateo Kovačić. Il suo tiro-cross, deviato, è finito sui piedi di Barry che ha appoggiato in rete, ma il City ha accorciato subito le distanze con Erling Haaland, bravo a superare la difesa e scavalcare Pickford con un pallonetto.
Come previsto, il City si è riversato in avanti alla ricerca del pareggio, che è arrivato proprio all’ultimo respiro: Doku ha ricevuto palla da calcio d’angolo e ha insaccato nell’angolo destro.
Nonostante il punto strappato in extremis, il City potrebbe considerare questa serata come quella in cui l’allievo ha superato il maestro, con il titolo della Premier League che ora sembra davvero nelle mani dell’Arsenal.

Siviglia-Real Sociedad 1-0
Con una vittoria fondamentale contro la Real Sociedad, il Siviglia è riuscito a uscire dalla zona retrocessione e ora può controllare il proprio destino nella lotta per la salvezza nella Liga.
Il Ramón Sánchez Pizjuán ha accolto il Siviglia come nelle grandi serate. Rotoli di carta igienica lanciati sugli spalti, un’immagine molto argentina che ricorda le notti di gloria vissute a Nervión per raggiungere le finali di Europa League. Stavolta però la posta in palio era diversa: la salvezza. Tre punti che, se conquistati, avrebbero permesso di uscire dalla zona pericolosa. E i tifosi hanno risposto presente, come promesso durante la settimana.
In un’atmosfera di calcio straordinaria, il Siviglia è partito all’attacco ma è mancata la precisione sotto porta. La prima vera occasione è arrivata al 15’, dopo un passaggio di Vargas. Ejuke si è liberato del suo marcatore e ha cercato il palo più lontano con l’interno destro, ma Remiro ha risposto con un grande intervento.
Ejuke ha insistito ancora e, dopo una splendida azione personale, ha lasciato sul posto Oyarzábal e Aramburu, ma il suo tiro è finito alto. Si è andati all’intervallo sullo 0-0.
Subito dopo la ripresa, Alexis Sánchez, appena entrato al posto di Isaac Romero, si è fatto subito notare. Carmona ha crossato dalla destra, Maupay ha controllato, ha protetto la palla e ha trovato lo spazio per il cileno, che ha trafitto la porta con un destro incrociato. Esplosione di gioia sugli spalti.
I padroni di casa hanno trovato il secondo gol al 78’ con Agoumé, bravo a sfruttare una sponda di testa di Kike Salas e a battere Remiro con un bel tiro. Tuttavia, la rete è stata annullata per fuorigioco, anche se è rimasto il dubbio che Caleta-Car tenesse in gioco e che l’azione fosse regolare.
Gli uomini di Luis García hanno aumentato l’intensità per difendersi dagli assalti dei baschi nei minuti finali, riuscendo però a mantenere la porta inviolata. Il Siviglia dovrà ancora lottare per conquistare la salvezza, ma il primo passo è stato fatto. Gudelj aveva detto alla vigilia che retrocedere era impossibile. Giocando come in questa serata, le parole del serbo sono più che giustificate.

