"Ci sono due opzioni: o raggiungono tre finali di Coppa del Mondo consecutive, oppure li battiamo per la terza volta." La frase di Lamine Yamal alla tv spagnola riassume perfettamente la posta in palio di questa semifinale della Coppa del Mondo 2026 tra la Francia e la Spagna.
Una dichiarazione che fa eco a quella del suo commissario tecnico Luis de la Fuente, che non ha mancato di ricordare i precedenti recenti prima di questa sfida: "Sono sicuro che la Francia è preoccupata quanto noi. Ricordate che li abbiamo battuti in due partite consecutive. Sono due squadre incredibili". Ripercorriamo questi due scontri recenti che hanno cambiato gli equilibri tra le due nazionali.
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Monaco di Baviera, 9 luglio 2024: il naso scoperto, l’orgoglio a terra
Tutto inizia a Euro 2024, in semifinale, all’Allianz Arena di Monaco di Baviera. Kylian Mbappé, capitano dei Bleus, aveva tolto la maschera protettiva poco prima della partita, infastidito dalla limitazione della vista dopo la frattura al naso subita nella fase a gironi. "Non ne potevo più della maschera, ho chiesto al dottore se potevo farne a meno, mi ha detto che andava bene", spiegherà poi. Il gesto, però, non porterà fortuna.
Eppure la Francia parte nel modo migliore: alla prima occasione della partita, Randal Kolo Muani di testa trasforma in gol un cross di Mbappé, sbloccando il risultato già al 9° minuto, il primo gol francese su azione dall’inizio del torneo. Ma l’euforia dura poco. Lamine Yamal, appena sedicenne, pareggia al 21° minuto con un sinistro a giro dal limite dell’area, diventando così il più giovane marcatore nella storia delle fasi finali dell’Europeo.
Quattro minuti dopo, Dani Olmo approfitta di un pallone deviato da Jesus Navas e William Saliba per portare in vantaggio la Roja (2-1), vantaggio che non verrà più messo in discussione nonostante gli ingressi di Bradley Barcola, Eduardo Camavinga, Antoine Griezmann e Olivier Giroud.
In zona mista, Mbappé non cercherà di abbellire il bilancio del suo torneo: "Avevo l’ambizione di diventare campione d’Europa, avevo l’ambizione di fare un grande Europeo. Non ho fatto né l’uno né l’altro. È una delusione. Il mio torneo è stato fallimentare. Non bisogna sempre rendere il calcio complicato. O sei bravo o non lo sei. Io non sono stato bravo, torniamo a casa, è semplice". Una franchezza glaciale per chiudere una serata in cui la Spagna ha centrato la sesta vittoria in altrettante partite nel torneo, prima di alzare il trofeo cinque giorni dopo a Berlino.
Stoccarda, 5 giugno 2025: la rimonta più folle e l’insolito orgoglio dei Bleus
Un anno dopo, quasi esattamente lo stesso giorno, le due squadre si ritrovano di nuovo in semifinale, stavolta in Nations League, alla MHP Arena di Stoccarda. E la storia sembra ripetersi, in modo ancora peggiore per i Bleus, privi di tre titolari difensivi abituali (Saliba, Koundé, Upamecano).
Trascinata da un Lamine Yamal ancora una volta straordinario, la Spagna domina. Nico Williams e poi Mikel Merino, entrambi su assist di Mikel Oyarzabal, puniscono una difesa francese in cui spicca il debuttante Pierre Kalulu già nel primo quarto d’ora.
Dopo l’intervallo, la partita si infiamma: Lamine Yamal trasforma un rigore che si era procurato lui stesso (3-0, 54°), Pedri raddoppia subito dopo (4-0, 55°), prima che Rabiot provochi un altro rigore che Lamine Yamal realizza ancora (5-1, 67°). La Francia subisce cinque gol per la prima volta dal 12 marzo 1969 contro l’Inghilterra.
A quel punto entra in scena un giovane appena uscito dalla panchina per la sua prima presenza: Rayan Cherki. Con una splendida volée accorcia sul 5-2, poi si trasforma in uomo assist per due volte: prima provoca un autogol di Dean Huijsen, poi serve Kolo Muani per il 5-4 nei minuti di recupero. La Francia non troverà mai il pareggio, ma il post-partita prende una piega inaspettata: invece dell’abbattimento, nello spogliatoio blu prevale una frustrazione mista a orgoglio.
"Non tutto è da buttare, abbiamo fatto tante cose buone. Abbiamo avuto un controllo superiore alla Spagna, cosa molto rara. Ovviamente se prendi cinque gol vuol dire che puoi fare meglio in difesa, ma per quanto riguarda le intenzioni e la qualità del gioco che abbiamo espresso, è frustrante", analizzerà Didier Deschamps, sottolineando anche la mancanza di automatismi difensivi. Adrien Rabiot sarà sulla stessa linea: "È frustrante perché, per come abbiamo giocato tutti, avremmo meritato la vittoria. Gli abbiamo regalato quel gol."
Dal lato spagnolo, un solo nome domina la scena: Lamine Yamal, eletto uomo partita con una doppietta, diventa il primo giocatore a segnare tre gol alla Francia in carriera dai tempi di Pelé nel 1958 durante la Coppa del Mondo. Una statistica che ha pesato anche nella corsa al Pallone d’Oro, dove il prodigio del Barça quella sera ha superato il suo rivale diretto Ousmane Dembélé.
Cosa dicono i numeri prima della semifinale del 2026
Nel complesso della loro storia, iniziata con una prima amichevole disputata a Bordeaux nel 1922 (vinta dalla Spagna, 4-0), la Francia e la Spagna si sono affrontate ormai 38 volte. Il bilancio complessivo pende in realtà dalla parte spagnola, con 18 vittorie della Roja contro 13 dei Bleus e 7 pareggi, un’inversione di tendenza sancita dalla fine degli anni 2000 e dall’avvento della generazione Xavi-Iniesta, periodo in cui la Spagna ha praticamente sempre avuto la meglio sulla Francia. Un dominio che però va ridimensionato a livello continentale, dove i Bleus conservano un leggero vantaggio storico, grazie soprattutto alla finale dell’Euro 1984 e al quarto di finale dell’Euro 2000.
Da sottolineare: questa semifinale del 14 luglio 2026 sarà solo il secondo confronto tra le due nazionali in Coppa del Mondo. L’unico precedente risale al 27 giugno 2006, ad Hannover, negli ottavi di finale, quando una Francia guidata da un Zinédine Zidane a cui la Spagna prometteva la pensione ribaltò la Roja (3-1) grazie ai gol di Franck Ribéry, Patrick Vieira e dello stesso Zidane, futuro protagonista assoluto. Un ricordo vecchio di vent’anni, lontanissimo dagli attuali rapporti di forza.
Perché oltre alle due sconfitte in Euro e in Liga delle nazioni, la Spagna ha inflitto ai giovani Bleus un’ulteriore delusione nell’estate 2024: appena tre settimane dopo la sconfitta della nazionale maggiore a Monaco di Baviera, la squadra olimpica francese si è arresa a sua volta contro la Spagna nella finale dei Giochi di Parigi (3-5), suggellando un’estate nera nei duelli franco-spagnoli a tutti i livelli di selezione. Più in generale, nelle ultime dieci sfide dal 2006, la Spagna ne ha vinte sei, la Francia tre, con un solo pareggio, e un netto vantaggio spagnolo anche per quanto riguarda i gol segnati in questo periodo.
Una statistica che, unita ai tre gol realizzati da Lamine Yamal negli ultimi due scontri diretti, dà pieno significato alle parole dell’ala spagnola e del suo commissario tecnico Luis de la Fuente, prima di questo terzo atto ad altissima tensione.
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I Mondiali del 2026 si disputeranno dall'11 giugno al 19 luglio negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. Il torneo vedrà la partecipazione di 48 nazionali e sarà ospitato in 16 stadi moderni distribuiti nei tre Paesi organizzatori.
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