"Per me la favorita è la Francia, e se non dovesse vincere dico Portogallo". Ospite della 21esima edizione della 'Fondazione Vialli e Mauro golf cup', in programma oggi a Fiano, nel Torinese, per raccogliere fondi a favore della ricerca sul cancro e sulla Sla, Michel Platini ha parlato della Coppa del Mondo in corso negli Stati Uniti e Messico.
"Del Mondiale ho visto fin qui pochissimo, lo farò dai sedicesimi in avanti, adesso è troppo presto. Però mi è piaciuta molto la presentazione dei giocatori, quello si".
Sull'aumento delle squadre partecipanti ammette: "Avevo anche io intenzione di fare qualcosa sul numero delle squadre. Non puoi fare una competizione con 17 squadre europee e solo quattro africane. Quello poteva andare bene tanti anni fa. Ora ci sono tante squadre africane a livello di quelle europee. Politicamente qualcosa andava fatto. Ormai il calcio è sviluppato ovunque. Poi non so se la ricetta giusta è aumentare a 40 o 48 oppure ridurre il numero delle europee che partecipano. È un po' complicato ma non è più possibile non aprirsi al mondo". Nessuna parola, invece, sulla denuncia a Infantino: "Di questo non parlo".
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La crisi italiana
Michel Platini ha parlato anche della crisi del calcio italiano: "L'Italia deve ripartire da zero - ha detto 'Le Roi' Platini - non è possibile che per tre volte la nazionale non partecipi al Mondiale. Il calcio italiano deve fare quello che abbiamo fatto in Francia quando non andavamo mai ai Mondiali. Si riparta dalla costruzione di un centro di educazione e formazione per tutto il sistema. In Francia questo ha dato i suoi frutti".
Serve, secondo Platini, una presa di coscienza generale che superi l'ambito sportivo: "Quando in Francia abbiamo deciso di azzerare tutto e ripartire è stata una decisione politica, non calcistica. Si sono fatti gli stati generali del calcio e abbiamo iniziato a far crescere i talenti. Da qualcosa di simile può rinascere il calcio italiano".
Il futuro
Platini ha assicurato anche che tornerà nel mondo del calcio ma solo come consigliere ed esclude di farlo con la Juventus: "Quando penso alla Juve penso ai tifosi, ai bellissimi anni che ho trascorso qui, all'impegno della famiglia Agnelli - ha detto Platini - ma escludo di poter fare parte della dirigenza. Quella che si è appena conclusa è stata una stagione non troppo positiva ma sarebbe bastato vincere la partita con la Fiorentina per rivalutare l'intera annata. Il calcio è così".
Non mancherà in futuro, però, il suo impegno nel mondo del pallone: "Ho dei progetti sul calcio, è vero, ma solo come consigliere. Non ho intenzione di entrare in una società o in una organizzazione. L'ho fatto in passato e va bene così. Non ho più cinquant'anni...".
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