Mondiali, Montella incredulo dopo l'eliminazione: "Mai visto nulla del genere in 35 anni di calcio"

Vincenzo Montella
Vincenzo MontellaReuters/David Gonzales

L'allenatore della Turchia fatica a spiegare il ko con il Paraguay e la conseguente uscita dal Mondiale: "È davvero incredibile, arriviamo da due prestazioni di altissimo livello in cui abbiamo calciato 65 volte verso la porta in due partite senza riuscire a segnare"

La notte di San Francisco si chiude nel modo più amaro possibile per la Turchia. La sconfitta per 1-0 contro il Paraguay sancisce una clamorosa e deludente eliminazione dal Mondiale, al termine di una partita che sembra riassumere perfettamente le ultime settimane della squadra di Vincenzo Montella: tanto gioco, tante occasioni, ma nessuna capacità di trasformare la superiorità espressa in campo in risultati concreti.

Il verdetto è crudele. I turchi dominano a lungo, costruiscono, attaccano e producono una mole impressionante di occasioni, ma vengono puniti ancora una volta alla prima vera opportunità concessa agli avversari. Un copione che si era già visto nella precedente uscita e che lascia inevitabilmente spazio a frustrazione e rimpianti.

Nel dopopartita, Montella non nasconde la propria amarezza per un'eliminazione che ritiene difficile da spiegare dal punto di vista tecnico e statistico.

"Una cosa del genere non mi era mai successa"

“È davvero incredibile, arriviamo da due prestazioni di altissimo livello in cui abbiamo calciato 65 volte verso la porta in due partite senza riuscire a segnare e abbiamo concesso pochissimo agli avversari. Eppure, quel poco che abbiamo concesso è stato trasformato in gol. Sinceramente, una cosa del genere non mi era mai successa in 35 anni di calcio. È evidente che, in queste due partite, il destino non sia stato dalla nostra parte. Però non si può dire che sia mancato lo spirito, l’anima o la voglia di lottare. La squadra ha dato tutto fino all’ultimo secondo". 

Le statistiche del match
Le statistiche del matchFlashscore

"Ci abbiamo provato in ogni modo, ma non è andata. Mi dispiace tantissimo per il popolo turco, che aveva grandi aspettative e grandi ambizioni. Mi dispiace per la Federazione e per il presidente, che ci sono sempre stati vicini e ci hanno sostenuto in ogni momento. E mi dispiace soprattutto per i calciatori, perché hanno lasciato tutto sul campo”.

Le scelte tattiche e i cambi offensivi non sono bastati a cambiare il destino della gara. L'ex tecnico di Milan e Adana Demirspor ha difeso il lavoro svolto dai suoi giocatori, sottolineando come la squadra abbia cercato fino all'ultimo di ribaltare il risultato.

“Abbiamo cambiato Yılmaz inserendo un attaccante e, dopo una ventina di minuti, ne abbiamo aggiunto un altro. Adesso qualcuno può discutere delle scelte tattiche, del fatto che un attaccante dovesse stare dieci metri più avanti o più indietro. È legittimo farlo. Io, però, la vedo diversamente. Oggi, a un certo punto del primo tempo, stavamo perdendo 1-0 contro una squadra che praticamente non aveva mai tirato in porta. Se qualcuno riesce a spiegarmi la logica di tutto questo, sono qui pronto a imparare. Quello che so è che, dopo aver visto l’impegno, il sacrificio e il lavoro quotidiano di questi ragazzi, non posso fare altro che essere orgoglioso di loro. E allo stesso tempo, profondamente dispiaciuto per il risultato”.

L'ultima sfida contro gli Stati Uniti, in programma a Los Angeles, avrà ormai il sapore di una semplice formalità. Una passerella che non potrà cancellare la delusione per un Mondiale terminato troppo presto, ma che offrirà almeno l'occasione per chiudere il percorso con dignità. Montella, però, ha voluto congedarsi dalla serata più difficile della sua avventura sulla panchina turca rivendicando il valore umano e sportivo del gruppo.

Se vogliamo essere oggettivi, io oggi non ho nulla da rimproverare alla squadra. Anzi, credo che questi ragazzi abbiano dimostrato a tutti valori ancora più importanti”.

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