Mondiali: il Brasile non perde all’esordio dal 1934 e 22 gare consecutive

Il portiere ungherese Antal Szabo tenta di parare la conclusione dell’attaccante italiano Giovanni Ferrari nella finale dei Mondiali del ’38
Il portiere ungherese Antal Szabo tenta di parare la conclusione dell’attaccante italiano Giovanni Ferrari nella finale dei Mondiali del ’38AFP

Il calcio era un altro sport. Il viaggio verso l’Italia fascista avvenne in nave. E, senza alcuna amichevole di preparazione, il Brasile scese in campo per disputare la sua seconda Coppa del Mondo della storia contro la Spagna, nel maggio del 1934. Quella fu l’ultima sconfitta della Seleção in una partita d’esordio.

Per mantenere la tradizione di oltre 90 anni senza sconfitte all’esordio, i giocatori guidati da Carlo Ancelotti dovranno affrontare almeno una novità storica: sarà la prima volta che il Paese aprirà un Mondiale contro una nazionale africana. In tempi di Coppa globalizzata e di questioni geopolitiche sempre presenti, nulla di più simbolico. Nella storia recente del calcio, il Marocco, tra l’altro, è arrivato più lontano del Brasile nell’ultima edizione del torneo.

A Genova, nella lontana Coppa del 1934, il Brasile era già sotto 3-0 dopo 30 minuti di gioco. La Spagna schierava in quel Mondiale diversi giocatori del Madrid (oggi Real Madrid). La Seleção non disputava una partita ufficiale da quasi un anno e mezzo. Leônidas accorciò le distanze a inizio ripresa, il Brasile sbagliò anche un rigore e la Coppa finì dopo una sola partita. Ricardo Zamora, il leggendario "El Divino", era il portiere delle Furie Rosse.

Leônidas da Silva in azione con il Brasile ai Mondiali del ’38
Leônidas da Silva in azione con il Brasile ai Mondiali del ’38AFP

Poiché il torneo riuniva solo 16 nazionali, le partite iniziarono già dagli ottavi di finale. Dal Sudamerica, l’Uruguay boicottò la competizione perché, quattro anni prima, molte squadre europee si erano rifiutate di attraversare l’Atlantico per disputare la prima Coppa del Mondo, organizzata a Montevideo. In quell’edizione, il Brasile perse anche all’esordio, contro la Jugoslavia, per 2-1.

Nel 1934, l’Italia, guidata dal fuoriclasse Giuseppe Meazza — oggi nome dello stadio di Milano — conquistò il titolo, per la gioia di Benito Mussolini. La finale, disputata allo Stadio del Partito Nazionale Fascista, fu giocata contro la Cecoslovacchia. I padroni di casa vinsero 2-1 ai tempi supplementari.

Solo l’Argentina decise di attraversare l’Atlantico. Cile e Perù rinunciarono anch’essi al viaggio. Così, il Brasile rimase inattivo, dato che non dovette nemmeno disputare le qualificazioni.

Il Brasile nelle partite d’esordio

Gli esordi del Brasile nelle Coppe del Mondo non sono sempre stati semplici, nonostante il bilancio ampiamente favorevole. Dopo le sconfitte del 1930 e 1934, quattro anni dopo, in Francia, la squadra ebbe bisogno di una drammatica rimonta ai supplementari per superare la Polonia per 6-5, in una delle partite più emozionanti della storia dei Mondiali. Da allora, la Seleção ha costruito una lunga serie di imbattibilità nelle partite di apertura, ma spesso ha dovuto superare nervosismo, pressione e avversari più ostici del previsto.

In alcune occasioni, anche l’arbitraggio è diventato protagonista. Il caso più famoso avvenne all’esordio della Coppa del 1978, contro la Svezia. Sul punteggio di 1-1, Zico segnò di testa su calcio d’angolo nell’ultima azione della partita, ma l’arbitro gallese Clive Thomas fischiò la fine prima che la palla entrasse, annullando quello che sarebbe stato il gol della vittoria brasiliana. L’episodio è ricordato ancora oggi come uno degli errori più clamorosi della storia della Coppa del Mondo e alimentò la sensazione che il Brasile fosse stato penalizzato.

Taffarel para un tiro dell’attaccante turco nel 2002; il Brasile fu aiutato dall’arbitraggio
Taffarel para un tiro dell’attaccante turco nel 2002; il Brasile fu aiutato dall’arbitraggioAFP

Non sempre, però, gli errori sono stati contro la Seleção. All’esordio del 1986, contro la Spagna, un gol regolare degli spagnoli non fu convalidato dall’arbitro, e il Brasile vinse 1-0.

Molto prima del VAR, che è stato introdotto nei Mondiali solo nel 2018, Michel approfittò di una respinta e calciò forte da fuori area.

La palla rimbalzò dentro la porta e tornò in campo, ma l’australiano Christopher Bambridge, arbitro della partita, fece proseguire il gioco. Nel 2002, contro la Turchia, un rigore decisivo assegnato al Brasile fu concesso per un fallo avvenuto fuori area, aiutando la squadra a conquistare la vittoria per 2-1.

In tutte le Coppe del Mondo, il bilancio del Brasile nelle partite d’esordio è di 17 vittorie, 3 pareggi e 2 due sconfitte. Ecco l’elenco:

1930 (Uruguay)

Jugoslavia 2-1 Brasile

1934 (Italia)    

Spagna 3-1 Brasile

1938 (Francia)

Brasile 6-5 Polonia (dopo i supplementari)

1950 (Brasile)

Brasile 4-0 Messico

1954 (Svizzera)

Brasile 5-0 Messico

1958 (Svezia)

Brasile 3-0 Austria

1962 (Cile)

Brasile 2-0 Messico

1966 (Inghilterra)

Brasile 2-0 Bulgaria

1970 (Messico)

Brasile 4-1 Cecoslovacchia

1974 (Germania Ovest)    

Brasile 0-0 Jugoslavia

1978 (Argentina)

Brasile 1-1 Svezia

1982 (Spagna)

Brasile 2-1 Unione Sovietica

1986 (Messico)    

Brasile 1-0 Spagna

1990 (Italia)    

Brasile 2-1 Svezia

1994 (Stati Uniti)

Brasile 2-0 Russia

1998 (Francia)

Brasile 2-1 Scozia

2002 (Corea del Sud/Giappone)

Brasile 2-1 Turchia

2006 (Germania)

Brasile 1-0 Croazia

2010 (Sudafrica)

Brasile 2-1 Corea del Nord

2014 (Brasile)

Brasile 3-1 Croazia

2018 (Russia)

Brasile 1-1 Svizzera

2022 (Qatar)

Brasile 2-0 Serbia

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