Mondiali: è meglio calciare il primo rigore o chiudere la serie? I numeri rispondono

È meglio calciare il primo rigore o chiudere la serie? I numeri rispondono
È meglio calciare il primo rigore o chiudere la serie? I numeri rispondonoREUTERS/Lee Smith

Nel calcio esiste un vecchio consenso: iniziare la serie dei rigori è considerato un vantaggio cruciale. La logica sembrava ovvia: segnare il primo rigore mette la pressione psicologica del punteggio sull'avversario, che si trova sempre nella scomoda posizione di dover inseguire e affrontare lo spettro dell’errore obbligato.

Tuttavia, quando Rubén Vargas ha trasformato il rigore che ha garantito la vittoria della Svizzera sulla Colombia negli ottavi di finale della Coppa del Mondo 2026, ha dato continuità a un fenomeno opposto: tutte e quattro le serie di rigori di questo Mondiale fino ai quarti di finale sono state vinte dalla squadra che ha calciato per seconda.

Il dato del 2026 può sembrare un campione ridotto, ma il recente passato nei Mondiali impressiona: 13 delle ultime 15 serie di rigori nelle Coppe del Mondo sono state vinte dalla squadra che ha tirato per seconda (86,7%). Le uniche eccezioni in questo intervallo sono avvenute in Qatar, nel 2022, quando il Marocco (contro la Spagna) e la Croazia (contro il Brasile) hanno iniziato la serie e sono passate al turno successivo.

Si tratta quindi di un’anomalia statistica temporanea o esiste davvero un vantaggio nel chiudere la serie?

Ecco cosa dice l’analisi di Opta.

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Coppa del Mondo

Se guardiamo alla storia prima dell’inizio della Coppa del 2026, l’equilibrio era quasi perfetto. Delle 35 serie di rigori disputate fino ad allora nei Mondiali, 18 erano state vinte dalla squadra che calciava per seconda (51,4%). Con i quattro confronti di quest’anno, la percentuale è salita a 22 su 39 (56,4%).

Il mito secondo cui calciare per primi fosse molto meglio è nato all’inizio della storia dei rigori nei Mondiali: nelle prime 24 serie, la squadra che calciava per seconda vinse solo nove volte (37,5%).

Altri tornei

Per capire se il fattore “calciare per ultimi” sia una tendenza globale, gli analisti di Opta hanno esteso lo studio ad altre grandi competizioni:

Europeo: nelle 25 serie nella storia della competizione (iniziata con il celebre cucchiaio di Panenka nel 1976), 12 sono state vinte dalla squadra che ha iniziato a calciare e 13 da chi ha tirato per secondo (52% di vittorie per chi calcia per secondo). Un vero equilibrio 50-50.

Champions League: nella principale competizione per club d’Europa, la vecchia logica resiste. In 42 serie storiche (escluse le qualificazioni), le squadre che hanno calciato per seconde hanno vinto solo 16 volte (38,1%). L’esempio più recente è avvenuto a Budapest, dove il Paris Saint-Germain ha iniziato la serie ed eliminato l’Arsenal.

Coppa di Lega Inglese: è il torneo con il maggior numero di dati, dato che i tempi supplementari sono stati aboliti nella stagione 2018/19, portando i pareggi direttamente ai rigori. Delle 207 serie analizzate nel formato tradizionale (escludendo quattro test con il sistema “ABBA” nel 2017/18), l’equilibrio è quasi totale: 104 sono state vinte da chi ha calciato per secondo (50,2%).

Impatto del primo rigore

Se la matematica generale indica un equilibrio perfetto di 50-50 sul lungo periodo, perché le ultime Coppe del Mondo sono state così favorevoli a chi chiude la serie?

La risposta potrebbe essere nel peso del primo errore. Nelle ultime 15 serie ai Mondiali, in sette occasioni il primo tiratore ha sbagliato subito, dando una grande iniezione di fiducia alla squadra che seguiva.

In tutte e sette le occasioni ha vinto la seconda squadra. Nella storia complessiva dei Mondiali, delle 12 squadre che hanno iniziato la serie sbagliando, solo due sono riuscite a recuperare e vincere: la Svezia (contro la Romania nel 1994) e l’Ucraina (contro la Svizzera nel 2006).

Potrebbe inoltre esserci un “effetto placebo” o un bias di conferma: sapendo che ultimamente chi calcia per secondo vince più spesso, i giocatori potrebbero affrontare questa posizione con maggiore tranquillità, creando un vantaggio psicologico che, in teoria, non esiste.

Kobel, portiere della Svizzera, nella serie contro la Colombia
Kobel, portiere della Svizzera, nella serie contro la ColombiaReuters/Anne-Marie Sorvin

Capitani indifferenti ai dati

Nonostante le statistiche recenti, la stragrande maggioranza degli atleti segue ancora la vecchia scuola. Delle quattro serie di rigori in questa Coppa, solo una volta — nella sfida tra Egitto e Australia — il capitano che ha vinto il sorteggio ha scelto di calciare per secondo (decisione presa da Mohamed Salah).

Nelle altre tre occasioni, i capitani hanno scelto di iniziare la serie e sono stati tutti eliminati. Il caso più emblematico è quello del colombiano Davinson Sánchez; indeciso dopo aver vinto il testa o croce dell’arbitro, ha chiamato il portiere Camilo Vargas per decidere insieme e hanno scelto di calciare per primi, cadendo nella trappola statistica contro la Svizzera.

Alla fine, la conclusione dello studio è semplice: l’ordine dei rigori non determina il vincitore. Nel grande scenario del calcio, il destino resta in equilibrio 50-50. La qualità tecnica dei rigoristi, la preparazione dei portieri e la capacità di segnare il maggior numero possibile di reti restano gli unici veri strumenti per passare il turno.

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