Non ci saranno esclusioni né passi indietro: l'Iran prenderà parte al prossimo Mondiale. A mettere fine alle incertezze delle ultime settimane è stato Gianni Infantino, che ha parlato pubblicamente durante un evento economico a Washington.
Il numero uno della FIFA ha voluto chiarire senza lasciare spazio a interpretazioni: “L'Iran verrà, questo è sicuro. Rappresenta il suo popolo, si è qualificato e i giocatori vogliono partecipare”. Parole che chiudono il dibattito nato attorno alle tensioni internazionali e al possibile impatto sul torneo.
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Separare sport dalla politica
Infantino ha poi ribadito la linea dell’organismo internazionale, sottolineando come il calcio debba restare fuori dalle dinamiche politiche: "Lo sport dovrebbe essere separato dalla politica. Non viviamo sulla luna, ma se nessuno costruisce ponti, dobbiamo farlo no". Un passaggio che evidenzia la volontà di utilizzare il calcio come terreno di dialogo, pur in un contesto globale complesso.
Sul piano sportivo, la selezione iraniana ha già un programma definito per la fase a gironi. L’esordio è previsto il 16 giugno a Los Angeles contro la Nuova Zelanda, seguito dalla sfida con il Belgio il 21 in California e dalla terza gara contro l'Egitto il 27 a Seattle. Un percorso che si svolgerà interamente negli Stati Uniti, teatro della competizione e crocevia anche delle tensioni diplomatiche che hanno accompagnato l’avvicinamento al torneo. Nonostante tutto, dunque, la presenza dell’Iran è confermata: il campo, almeno per ora, resta separato dal resto.
