Un gol pesantissimo, quello di Lautaro Martinez, che vale una finale di Coppa del Mondo. L'attaccante nerazzurro, decisivo ancora una volta con la maglia dell'Argentina, si è raccontato alla Gazzetta dello Sport dopo la vittoria sofferta contro l'Inghilterra, tra emozioni familiari, il peso del destino e la fame di un gruppo che non si arrende mai.
Alla domanda su chi fosse il suo primo pensiero dopo il gol, Lautaro risponde: "Per la famiglia. Per mia mamma che ho appena chiamato e sta lavorando. Quando scendo in campo penso soltanto ai miei figli che mi hanno cambiato la vita, a mia moglie. Tutto quello che faccio è per loro. E poi mio padre, che è il principale responsabile di questo percorso. Mi ha insegnato a comportarmi da persona matura, a essere un lavoratore. La nostra è una famiglia unita sia nei momenti belli sia in quelli difficili".

Ripensando alle difficoltà attraversate dalla sua famiglia, racconta: "Noi abbiamo avuto dei problemi, ma i miei genitori non mi hanno mai fatto mancare un piatto in tavola e un pallone. Provo tanta gratitudine nei loro confronti e orgoglio e felicità per tutto ciò che ho vissuto fin da bambino".
Un gol cruciale
Sul significato di quel gol, non ha dubbi: "Significa tantissimo perché vale la qualificazione alla finale. È un gol che tutti gli argentini avrebbero voluto segnare e l'ho fatto io. Appena la palla è entrata non ho capito più nulla. Sono andato a cercare subito la mia famiglia che era lì, vicino a quella porta. È il gol più importante della mia carriera insieme a quello segnato nella finale di Coppa America".
Ricordando che l'ultimo gol dell'Argentina all'Inghilterra in un Mondiale porta la firma di un altro interista, Javier Zanetti, Lautaro sottolinea una curiosa coincidenza: "E aveva la maglia blu e il numero 22 come me. Il destino mi ha regalato una storia bellissima".
Entrato nel finale e risultato decisivo contro l'Inghilterra, gli viene chiesto se gli pesi giocare poco: "Beh, per quanto voglia sempre dare il massimo e aiutare la squadra a prescindere dai minuti che mi sono concessi, la verità è che chiunque desidera giocare dall'inizio".

Individuando il momento chiave della partita, ripercorre la rimonta: "Quando Enzo Fernandez ha realizzato il pareggio, grazie alla nostra spinta e al sostegno della gente tutto è diventato più semplice. Alla fine siamo riusciti a segnare anche il secondo gol nei minuti di recupero e da lì è stata pura felicità. Ed è tutto merito di questo gruppo che, di fronte alle avversità, continua ad andare avanti e non molla mai. Abbiamo Leo Messi, il migliore del mondo, come esempio".
Guardando già alla finale contro la Spagna, non nasconde il rispetto per l'avversario: "Un avversario di grandissimo livello, una squadra che non perde da 37 partite e che ha giocatori straordinari. Le difficoltà saranno tante, ma non è ancora l'ora di pensarci. Ora è il momento di riposare, di recuperare le energie. Dopo una vittoria come questa è giusto godersi la soddisfazione, perché quello che stiamo ottenendo è speciale. Tornare a disputare una finale dopo tre anni e mezzo, da campioni in carica, è un traguardo eccezionale".
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