Doniamali, parlando degli Stati Uniti che a fine febbraio hanno lanciato un attacco con Israele contro Iran, ha dichiarato che, da quando "quel governo corrotto" ha assassinato il leader supremo Ali Chamenei, "non esiste assolutamente alcuna possibilità di partecipare ai campionati mondiali".
Ha ricordato inoltre che negli ultimi 8-9 mesi sono scoppiate due guerre, nelle quali sono morti diversi migliaia di cittadini iraniani.
"Per questo motivo, la nostra partecipazione è assolutamente impossibile", ha ribadito riferendosi al mondiale, anche se finora non sono state diffuse informazioni ufficiali su un eventuale boicottaggio del torneo oltreoceano.
In modo simile si è espresso anche il presidente della federazione calcistica iraniana Mehdi Taj che, dopo la vicenda della nazionale femminile impegnata nella Coppa d’Asia in Australia, ha sottolineato che non avrebbe mai deciso di inviare la squadra al mondiale negli USA.
"Chi, con buon senso, manderebbe la propria nazionale negli USA, sapendo che il mondiale avrebbe un impatto politico così forte quanto quello del torneo in Australia?", si è chiesto Taj.
Dopo l’eliminazione nella fase a gironi della Coppa d’Asia, alcune giocatrici sono rimaste in Australia e hanno ottenuto visti umanitari. In precedenza, il presidente USA, Donald Trump, aveva chiesto alle autorità australiane di concedere asilo.
I primi attriti tra USA e Iran sono emersi già prima della cerimonia di sorteggio dei gruppi a dicembre, quando gli iraniani hanno annunciato il boicottaggio dopo che le autorità americane avevano negato il visto ad alcuni membri della delegazione. Tra questi, doveva esserci anche il presidente della federazione. Alla fine, a Washington è arrivato solo un piccolo gruppo di rappresentanti iraniani, guidato dal commissario tecnico Amir Ghalenoei.
L'ANNUNCIO DI INFANTINO : “TRUMP RIBADISCE CHE L’IRAN È BENVENUTO”, NONOSTANTE LA GUERRA
Dopo l’inizio delle operazioni militari contro l’Iran, Taj ha dichiarato che la partecipazione ai campionati mondiali non è affatto certa. "L’unica certezza è che, dopo l’attacco, non si può pretendere che aspettiamo questo mondiale con speranza", ha affermato.
L’Iran, che è stato tra le prime squadre a qualificarsi, è stato inserito nel gruppo G, dove dovrebbe affrontere Nuova Zelanda e Belgio a Inglewood, California, e l’Egitto a Seattle.
La FIFA – come di consueto in questi casi – ha annunciato che continuerà a "monitorare la situazione". Il segretario generale della federazione mondiale Mattias Grafstroem ha dichiarato che la priorità resta garantire lo svolgimento sicuro dei mondiali, ai quali "ovviamente possono partecipare tutte le squadre qualificate".
Se l’Iran dovesse ritirarsi dal torneo, potrebbe incorrere in una sanzione finanziaria. Se la rinuncia avvenisse almeno 30 giorni prima della prima partita, la Commissione Disciplinare FIFA imporrebbe una multa di almeno 250 mila franchi svizzeri. Se la decisione arrivasse più tardi, la sanzione minima sarebbe di 500 mila franchi.
La notizia peggiore sarebbe l’obbligo di restituire tutti i fondi ricevuti dalla FIFA per la partecipazione – in questo caso si tratta di 10,5 milioni di dollari, dato che la presenza ai mondiali è valutata in 9 milioni, e ogni partecipante riceve ulteriori 1,5 milioni per la preparazione. Inoltre, secondo il regolamento, la squadra rischierebbe anche l’esclusione dalla prossima edizione dei mondiali.
