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Vanoli stimola i suoi in vista derby di Coppa col Pisa: "Abbiamo un solo trofeo per cui lottare"

Paolo Vanoli
Paolo Vanoli MAURIZIO LAGANA / GETTY IMAGES EUROPE / GETTY IMAGES VIA AFP

Il tecnico, tornato in sella al club viola dopo la separazione con Grosso, spera di rivivere i fasti del 2001: "Ho vissuto una gioia importante da giocatore".

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"Quest'anno abbiamo un solo trofeo per cui lottare, quindi ai ragazzi ho chiesto di non sbagliare la gara di domani e giocarle tutte al 100%". Così Paolo Vanoli aspettando il derby contro il Pisa in programma domani alle 21 al Franchi, sedicesimi di Coppa Italia.

"Come ogni derby è una partita importante, per Firenze ancora di più - ha rimarcato ai canali del club il tecnico tornato sulla panchina viola dopo l'esonero di Fabio Grosso - Abbiamo la fortuna di avere una rosa competitiva e la concorrenza aiuta sempre a migliorarsi".

Sarà turnover

Si annunciano diversi cambi (da Christensen a Oulai, da Brescianini a Goncalves) rispetto alla formazione che ha battuto venerdì il Venezia per 4-2 grazie alla rete di Pellegrino e soprattutto alla tripletta di Mastantuono: il giovane talento argentino potrebbe essere riconfermato o tenuto a riposo in vista della sfida di domenica con il Napoli.

Nell'attesa Vanoli ha parlato del suo ritorno a Firenze dopo la salvezza centrata nella passata stagione: "Tutti sanno quanto sia legato a questa città, a questa tifoseria e a questo ambiente. Ho vissuto una gioia importante da giocatore - ha detto riferendosi alla Coppa Italia vinta nel 2001 - e sappiamo cosa abbiamo fatto l'anno scorso, qualcosa di straordinario. Ma nel calcio bisogna sempre guardare avanti, adesso c'è una nuova pagina bianca da scrivere, siamo stati fortunati a partire con il piede giusto, come tutte le squadre rivoluzionate e piene di giovani ci saranno alti e bassi, servirà equilibrio, ma l'obiettivo è riempire questa pagina con tante cose belle".

Il tecnico è convinto delle qualità del gruppo: "C'è tanto talento ma questo non basta se non si è squadra, dobbiamo cercare di arrivarci in fretta, sta a me dare un'identità. Quanto costruito dalla famiglia Commisso punta a portare la Fiorentina più in alto possibile, magari non quest'anno, ma le basi ci sono. Firenze deve credere in questo nuovo progetto e tenersi stretta questa proprietà, ai ragazzi ho detto che io lavoro per i sogni".

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