Per arrivare in alto non bisogna per forza essere giganti. I 177 cm di altezza che compongono la granitica figura di Gabriel Heinze non lo rendono un colosso alla vista. Ma la sua caparbietà e la sua determinazione fuori dal comune gli hanno permesso di scalare il mondo del calcio. Nato nell'aspra provincia argentina di Entre Ríos, il "Gringo" ha conquistato tanti paesi con la sua grinta da difensore tuttofare.
E alla sua prima esperienza da vice allenatore sta scrivendo la storia. Chiamato dall'amico Mikel Arteta a dare alla difesa del suo Arsenal quel quid in più per rompere finalmente gli indugi, l'argentino ha risposto a modo suo. Ossia infondendo nei calciatori la fiducia necessaria per scrollarsi di dosso le incertezze e vincere. Fondamentale il suo lavoro psicologico sullo stesso allenatore dei Gunners e sui giocatori dopo la sconfitta per 2-1 del 19 aprile all'Etihad in casa di quel Manchester City dove uno striscione campeggiava con la scritta "Panic on the streets of London", citando una celeberrima canzone degli Smiths che si prestava all'occasione.

Fratello maggiore
Chi conosce benissimo l'ex difensore argentino è Fernando Signorini, che da preparatore atletico della nazionale argentina ai Mondiali del 2010 ha avuto Heinze ai suoi servizi, quando aiutava Diego Armando Maradona nella preparazione degli allenamenti. Quel che più di ogni altra cosa evidenzia Signorini dell'ex difensore è l'aspetto umano: "Viene da una famiglia molto unita ed è un uomo di una nobiltà d'animo davvero ammirevole, uno di quelli che dicono quello che pensano, che incarnano la sincerità, ma anche il rispetto".
Per il preparatore fisico argentino Heinze è stato una figura cruciale nella vittoria della Premier da parte dell'Arsenal: "La sua presenza e la sua voce nello spogliatoio sono state accolte molto bene dai giocatori, così come le sue parole di incoraggiamento e anche il suo modo di intendere il calcio". Uno dei più beneficiati è stato senza dubbio il difensore brasiliano Gabriel Magalhaes, suo omonimo e mancino come lui, con il quale ha raggiunto un'intesa che va ben oltre la classica rivalità tra le due scuole calcistiche.
L'anno scorso, infatti, l'Arsenal aveva accumulato 70 cartellini gialli e ben sei rossi in tutto il campionato, mentre quest'anno di espulsioni non c'è stata neanche l'ombra e le ammonizioni sono state solo 50. Un caso? Probabilmente no, perché l'argentino è un martello che entra nella testa dei suoi giocatori e fa superare loro ostacoli apparentemente insormontabili.
Dentro il gioco
Proveniente da un ambiente difficile come quello di Rosario, città argentina nota per la passione dei tifosi del suo Newell's Old Boys e dei rivali del Rosario Central - nonché per la triste scena attuale dominata dai narcos - Heinze ha portato nel calcio la rabbia ma anche la concretezza. Difensore rude ma efficace, da allenatore ha mostrato attenzione maniacale ai dettagli come fatto dai suoi mentori Alex Ferguson e Marcelo Bielsa.
A confermare la sua estrema preparazione teorica e tattica è Javier Vilamitjana, preparatore atletico e scientifico del calcio che con Heinze ha lavorato al Godoy Cruz, Argentinos Juniors, Velez, Atlanta United e Newell's Old Boys. "Gabi è un allenatore estremamente metodico, non lascia nulla al caso nelle sue analisi. L'essersi formato come calciatore ad altissimi livelli ne ha forgiato il carattere, già determinato dalla nascita", afferma Vilamitjana, che ricorda come nella spedizione ai Mondiali 2010 l'allora commissario tecnico argentino Diego Armando Maradona scelse Heinze come secondo capitano dietro Javier Mascherano, con il quale divideva la stanza e i pensieri.
Poliglotta e senza filtri
L'aspetto umano di Heinze va alla pari con quello tecnico. Come risalta lo stesso Vilamitjana "Gabi parla inglese, francese e spagnolo, e con ogni giocatore ha un'attenzione speciale e unica. Arteta, che lo ha conosciuto da giovane al Psg e ha poi passato molto tempo libero con lui quando giocava all'Everton e Heinze era allo United, lo ha scelto per la sua insaziabile voglia di competere e di vincere, e si è visto nella sua prima stagione all'Arsenal".
La miglior qualità che il suo ex assistente evidenzia del vice allenatore dell'Arsenal è la schiettezza, mista all' umiltà: "Lui e Arteta sono ottimi amici, ma quando deve dire qualcosa Gabi non si basa sul protocollo, ma sulla franchezza. Se gli animi si scaldano, li lascia raffreddare e dopo un po' bussa alla porta dell'ufficio di Mikel e riprendono il discorso".
Protagonista nell'ombra della grande stagione di un Arsenal che cercherà uno storico double questo sabato a Budapest, Heinze è ossessionato dal lavoro certosino. Ricorda ancora Vilamitjana : "Appena finiva una partita, nell'autobus di ritorno iniziava già a chiedere ai suoi assistenti i dati del prossimo rivale, che fino a quel momento non aveva preso in considerazione. Non si prendeva mai pause, anche se vincevamo ed eravamo felici. La sua forza risiede nell'assoluta determinazione che sprigiona dal suo animo".
Unico argentino presente nella gran finale della Puskas Arena, il 48enne di Entre Ríos andrà alla ricerca della sua prima Champions League. Un trofeo che da calciatore non ha mai alzato. E, per via dei bizzosi incroci del destino, dovrà farlo contro quel Luis Enrique che ha avuto come allenatore nella sua tappa alla Roma, con il quale si saluterà prima dell'inizio abbracciandolo. Per poi lasciare di lato il protocollo e lottare per vincere. Come sempre.
