Il Mondiale che è appena passato ai posteri, ha avuto vari assenti di lusso. Khvicha Kvaratskhelia era senza dubbio uno di questi. Perché 10 reti e sei assist e un rendimento spaventosamente decisivo nelle ultime fasi a eliminazione diretta dalla scorsa Champions League avevano fatto stropicciare gli occhi di tutti in Europa. Una manifestazione di classe, tempismo ed efficienza culminata in sei reti e tre assist dagli ottavi alla finale, dove provocò il rigore del pari siglato da Ousmane Dembelé.
Giunto piuttosto logoro nell'atto decisivo di Budapest, dove comunque risultò fondamentale, aveva accusato la fatica di una cavalcata trionfale in primavera, dove era stato il più scintillante degli astri dell'universo plasmato da Luis Enrique. Ora, con la finale di Supercoppa contro l'Aston Villa come primo grande impegno, è lui il giocatore più in rampa di lancio del Paris Saint Germain campione d'Europa.

Il motivo è chiaro: il georgiano ha saltato l'evento planetario che ha tenuto banco per praticamente un mese e mezzo. Si è risparmiato dunque viaggi estenuanti, sforzi devastanti e un clima afoso che ha chiaramente condizionato tutti i partecipanti. La sua estate è invece passata a riprendersi dalle estenuanti fatiche della stagione scorsa ed è stata programmata con precisione per tornare subito a disposizione dell'allenatore spagnolo ed essere pronto per una partenza già piuttosto esigente.
Slancio
Nella massima competizione europea, Kvara trova stimoli che lo trasformano in un generatore di pericoli costante. Il suo battesimo del fuoco in Champions League, datato quasi quattro anni fa, lo vide esaltarsi con la maglia del Napoli. Vittima di turno un fortissimo Liverpool che cadde per 4-1 allo stadio Maradona, quando il georgiano realizzò un assist ma fece totalmente ammattire Alexander-Arnold e Joe Gomez. La filosofia delle squadre britanniche, inoltre, ne esalta le capacità di creare superiorità sulla fascia sinistra, dalla quale predilige partire.
Contro i Villans, inoltre, andò già a segno nella vittoria per 3-1 del Psg nell'andata degli ottavi di finale della Champions 2024/25, mentre nell'edizione dell'anno passato contro i Reds ha messo a referto un gol nel 2-0 dell'andata e un assist nella 0-2 del ritorno ad Anfield. E adesso che i suoi colleghi di reparto Dembelé, Desiré Doué e Bradley Barcola devono ancora entrare in forma partita, toccherà a lui guidare i parigini nella grande serata di Salisburgo.
Candidatura
Ormai consacrato come uno degli esterni offensivi più belli da vedere e al contempo efficienti, il caucasico porta sul petto la stellina di miglior giocatore della scorsa Champions League. Le 10 reti e i sei assist firmati, accompagnati dal trionfo del suo Psg lo hanno portato alla ribalta, certificando la sua sublimazione. Adesso, la sfida più ardua è però quella relativa al Pallone d'oro, per il quale è logicamente in lizza, nonostante non abbia partecipato al Mondiale.
I suoi rivali sono, però, tutti calciatori presenti quest'estate in Nordamerica. Partendo da Lionel Messi fino a Kylian Mbappé, passando per Rodri, Lamine Yamal e Harry Kane. Quanto realizzato da Kvara nella stagione 2025/26, tuttavia, è stato non solo spettacolare ma anche propedeutico alla vittoria nel torneo di club più importante. E se la Georgia, nazionale modesta, non ha partecipato ai Mondiali, la responsabilità non è stata di certo la sua.
Sulle orme di Sheva
Il sogno di Kvara è dunque quello di imitare Andriy Shevchenko, ultimo calciatore capace di vincere un Pallone d'oro senza aver partecipato a un Mondiale o un Europeo nell'anno in cui veniva assegnato. Si trattava dell'anno 2004, quando l'allora giocatore del Milan fu premiato per la sua vittoria della Serie A come massimo goleador. L'ultima volta, dunque, fu premiato un atleta cresciuto in una nazione dove l'influenza dell'Unione Sovietica è stata preponderante nella creazione della cultura sportiva.
Kvara, nato nel 2001, è comunque ereditario di una concezione calcistica che negli anni '70 vide emergere la Dinamo Tiblisi, che nel primo turno dell'edizione del 1979 dell'allora Coppa dei Campioni eliminò addirittura il Liverpool. Oggi, tuttavia, per i giurati del premio assegnato da France Football gli eventi che coinvolgono le nazionali hanno un peso enorme sulla valutazione finale.
Eppure, nel torneo al quale hanno accesso più calciatori, il caucasico ha acceso il fuoco più luminoso e spettacolare, che è valso per vincere. E chissà che con un rendimento così determinante nei due mesi che restano alle votazioni, non possa sfatare un tabù che dura 22 anni.
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